Month: agosto 2026

Kristensen: «Non sono venuto per sostituire Djimsiti. L’Atalanta è un grande passo per me»

Cristiano Giuntoli apre la presentazione della conferenza stampa dj presentazione di Thomas Kristensen facendo il punto sul mercato dell’Atalanta. Il dirigente ricorda la scelta di Sarri, l’arrivo di Gaetano, il rinnovo di Ederson e infine l’acquisto del difensore danese dopo la partenza di Djimsiti. Su Kristensen la convinzione è chiara: è molto più giovane del predecessore e può crescere ulteriormente lavorando con Sarri e passando dalla difesa a tre a quella a quattro.

Kristensen spiega subito perché ha scelto Bergamo: «Conosco molto bene l’Atalanta, è un grande club con grandi ambizioni. Ha dimostrato di poter competere in Europa. Per me rappresenta un grande passo nella carriera».

Il cambio di sistema non lo spaventa, anzi: «Ho sempre desiderato tornare a giocare con la difesa a quattro. È un modulo che conosco, perché l’ho utilizzato anche con la Danimarca Under 21».

Inevitabile il riferimento a Djimsiti, salutato ufficialmente dall’Atalanta proprio oggi. Kristensen evita però paragoni: «Ha lasciato un grande vuoto, ma non sono venuto qui per sostituire nessuno. Sono arrivato per portare le mie qualità. Riuscire ad avere l’impatto che ha avuto lui sarebbe un grande traguardo».

Con i suoi 198 centimetri, il danese conta di rendersi utile anche nell’altra area: «Sono forte sui calci piazzati e spero di poter dare il mio contributo anche con qualche gol». Nella scelta ha pesato inoltre Sarri, definito un allenatore internazionale capace di migliorare il lavoro difensivo.

Curiosità sul numero 31, scelto perché è lo stesso utilizzato dal fratello, calciatore nella seconda divisione danese: «È un numero di famiglia». Tra i suoi riferimenti cita invece Yaya Touré, che ammirava quando giocava a centrocampo, e Virgil van Dijk nel ruolo di difensore.

A chiudere torna Giuntoli. Il mercato non viene considerato concluso: l’Atalanta vuole rimanere «reattiva» e pronta a cogliere eventuali opportunità. E sull’interesse della Premier League per alcuni nerazzurri, il dirigente parla di un motivo d’orgoglio, senza però escludere valutazioni qualora arrivassero proposte compatibili con il percorso del club.

Ad maiora

Atalanta, occhio a Stav Turiel: l’uomo del momento dell’Hapoel

Dopo Emmanuel Boateng, continua il viaggio alla scoperta degli uomini dell’Hapoel Tel Aviv che giovedì 20 agosto alle 20.30 affronteranno l’Atalanta nell’andata dei playoff di Conference League.

Uno dei nomi da cerchiare in rosso è quello di Stav Turiel. Israeliano, nato a Bat Yam il 14 gennaio 2001, 25 anni, è un esterno offensivo mancino che gioca prevalentemente sulla fascia destra, posizione dalla quale può rientrare sul piede preferito. Indossa la maglia numero 11.

La curiosità è che la sua storia calcistica comincia proprio con i rossi di Tel Aviv. Turiel entra giovanissimo nel settore giovanile dell’Hapoel, che lascia nel 2016 per passare prima al Maccabi Ironi Bat Yam e successivamente al Maccabi Jaffa, con il quale debutta tra i grandi nel 2019.

Nel 2020 arriva il salto all’Ashdod, nella massima serie israeliana. Dopo una stagione viene mandato in prestito all’Hapoel Kfar Saba, dove rimane per due anni e trova maggiore continuità. Nel gennaio 2024 si chiude il cerchio: l’Hapoel Tel Aviv lo acquista e Turiel torna così nel club nel quale aveva mosso i primi passi da bambino. 

La consacrazione arriva nelle ultime stagioni. Nell’ultimo campionato ha realizzato 12 gol e 6 assist in 30 presenze, numeri notevoli per un esterno. Le sue prestazioni gli hanno aperto anche le porte della nazionale maggiore israeliana, con la quale ha già collezionato 5 presenze (e nessun gol).

Turiel arriva alla sfida con l’Atalanta in un momento particolarmente positivo. È andato a segno sia all’andata sia al ritorno contro il GKS Katowice, contribuendo in maniera decisiva alla qualificazione dell’Hapoel.

Tra settore giovanile e prima squadra, Turiel è tornato a vestire la maglia dell’Hapoel a distanza di otto anni. Un ritorno a casa che lo ha portato fino alla nazionale e, adesso, alla doppia sfida europea contro l’Atalanta.

Ad maiora

Foto: Hapoel Tel Aviv FC/X

Atalanta, i giornali di lunedì 17 agosto: la Dea è ancora un cantiere, ma cresce. Bellanova resta, cautela per Ahanor e De Ketelaere

A tre giorni dall’andata dei playoff di Conference League contro l’Hapoel Tel Aviv, i giornali tornano sull’Atalanta vista nelle amichevoli e sulle indicazioni arrivate dall’1-0 contro l’Athletic Bilbao.

L’Eco di Bergamo titola «L’Atalanta è un cantiere. Ma è già solida e concreta». Nel sommario: «Col Bilbao esterni e difesa in crescita rispetto a Gelsenkirchen. Passo indietro a centrocampo: mezzali poco coinvolte. L’attacco deve ancora crescere, Zalewski la nota lieta».

Il quotidiano dedica infatti ampio spazio ai diversi reparti. Per la difesa parla di crescita contro l’Athletic, mentre a centrocampo registra un passo indietro rispetto alla gara con lo Schalke. In attacco, con Scamacca e Krstovic che si sono alternati, viene sottolineato soprattutto il rendimento di Zalewski.

Sempre L’Eco di Bergamo titola nel notiziario: «Oggi alle 18 allenamento a porte aperte. Cautela nel recupero di Ahanor e Cdk». Dopo il riposo di Ferragosto e il lavoro a porte chiuse di ieri, oggi la squadra si allena davanti ai tifosi al Centro Bortolotti. De Ketelaere e Ahanor saranno monitorati in vista dell’Hapoel. Restano fermi Hien e Kamaldeen Sulemana, mentre Kossounou prosegue il percorso di riabilitazione.

Il mercato trova spazio sia sulla Gazzetta dello Sport sia sull’Eco di Bergamo. La Gazzetta titola «L’Atalanta ha deciso. Bellanova rimarrà. Respinto anche il Fulham». Il quotidiano riferisce che il club inglese si è fatto avanti per l’esterno, ma la posizione dell’Atalanta è quella di trattenerlo.

L’Eco di Bergamo propone invece «No all’offerta del Fulham per Bellanova. Lang ed Esposito restano piste calde». Due nomi che il quotidiano continua dunque ad accostare al mercato nerazzurro.

Spazio sull’Eco di Bergamo anche all’Under 23, eliminata due giorni fa dalla Coppa Italia di Serie C: «U23, a Cittadella in vantaggio 2-0. Poi esce ai rigori». I nerazzurri si portano sul 2-0 con Steffanoni e Bonanomi, vengono raggiunti dal Cittadella e la qualificazione si decide dal dischetto: 6-5 per i veneti. A fianco le parole dell’allenatore Beati: «Ottima prestazione. La squadra è in crescita».

Chiusura con un ex nerazzurro. Tuttosport dedica grande spazio alla sorpresa dell’Olimpico: «La Lazio è un disastro. Il Mantova fa l’impresa». Il Mantova guidato da Francesco Modesto, mitico ex allenatore dell’Atalanta Under 23, batte 2-0 la Lazio con le reti di Ruocco e Cajazzo e conquista l’accesso ai sedicesimi di Coppa Italia.

Ad maiora

Atalanta, è cominciata l’operazione Hapoel: domani allenamento aperto ai tifosi

Archiviato il successo contro l’Athletic Club nel Trofeo Bortolotti, l’Atalanta è tornata al lavoro a Zingonia. Ora la testa è tutta su Atalanta-Hapoel Tel Aviv, giovedì 20 agosto alle 20.30, andata dei playoff di Conference League e primo impegno ufficiale della stagione.

Sarri negli allenamenti di oggi ha diviso il gruppo: attivazione e lavoro aerobico per chi aveva giocato venerdì, mentre gli altri hanno disputato una partitella contro l’Atalanta U23. I giovani nerazzurri erano reduci dalla gara di sabato in Coppa Italia Serie C contro il Cittadella, persa ai calci di rigore dopo il 2-2 dei tempi regolamentari.

Nel finale della seduta spazio al lavoro tattico difensivo. Restano da valutare nei prossimi giorni De Ketelaere e Ahanor, mentre Hien e Kamaldeen proseguono il loro percorso di recupero.

Domani, 17 agosto, nuovo allenamento pomeridiano al Centro Bortolotti, questa volta aperto al pubblico: ingresso dalle 18 fino al raggiungimento della capienza massima. Sarà un’occasione anche per verificare le condizioni degli uomini in dubbio a tre giorni dall’Hapoel. E per salutare il nuovo arrivato, Kristensen, che prima sarà presentato alla stampa.

Ad maiora

Foto: Atalanta B.C.

Atalanta-Hapoel vista da Israele: «La sfida più difficile»

Mancano quattro giorni all’andata del playoff di Conference League tra Atalanta e Hapoel Tel Aviv e, mentre a Bergamo cresce l’attesa per il primo appuntamento ufficiale della stagione, in Israele la sfida viene raccontata partendo soprattutto da una certezza: la squadra di Maurizio Sarri rappresenta un ostacolo di livello nettamente superiore rispetto a quelli affrontati finora dagli uomini di Elyaniv Barda.

Il tono era stato chiaro già il 3 agosto, al momento del sorteggio. Israel Hayom aveva presentato l’eventuale incrocio con l’Atalanta con un titolo che lasciava poco spazio alle interpretazioni: «Il più difficile possibile». Anche Ynet aveva parlato di sorteggio «particolarmente difficile», indicando la formazione bergamasca come squadra di vertice del calcio italiano. 

Dopo la qualificazione dell’Hapoel, ottenuta eliminando il GKS Katowice, l’attenzione si è inevitabilmente spostata sui rapporti di forza.

Israel Hayom li ha tradotti in numeri: secondo le valutazioni di Transfermarkt riportate dal quotidiano israeliano, la rosa dell’Atalanta vale 417,3 milioni di euro contro i 17,71 dell’Hapoel. Un rapporto di circa 23 a 1. Il dato ancora più significativo sottolineato dal giornale è un altro: undici giocatori dell’Atalanta avrebbero singolarmente una valutazione superiore a quella dell’intera rosa israeliana. 

La definizione utilizzata dalla stessa testata è sempre la stessa: quella contro l’Atalanta è «la sfida più difficile» che separa la squadra di Barda dalla fase campionato della Conference League. 

Proprio perché il divario viene considerato così ampio, sui siti sportivi israeliani vengono seguite con attenzione anche le notizie che arrivano da Zingonia.

Sport5 ha dedicato spazio alle condizioni di Charles De Ketelaere e Honest Ahanor, entrambi alle prese con problemi fisici, presentandoli come due giocatori importanti la cui disponibilità per il doppio confronto resta da verificare. 

Anche Walla Sport ha seguito la situazione degli infortunati e soprattutto l’ultimo test dell’Atalanta. Il successo per 1-0 sull’Athletic Bilbao nel Trofeo Bortolotti, deciso da Zalewski, è stato raccontato esplicitamente come la prova generale della squadra di Sarri prima dell’Hapoel.

Dall’altra parte non manca però la fiducia generata dal cammino europeo. L’Hapoel ha superato il Katowice 3-2 nel doppio confronto: dopo il 2-0 dell’andata, ha perso 2-1 in Polonia, soffrendo nel finale dopo essere passato in vantaggio con Stav Turiel.

Sport5 ha sottolineato soprattutto il carattere mostrato dalla squadra nelle concitate battute conclusive e ha definito l’Atalanta «la sfida più difficile di tutte». Ma il passaggio del turno ha anche alimentato l’idea che contro i nerazzurri l’Hapoel possa giocarsi una partita senza quasi nulla da perdere, cercando quello che in Israele sarebbe considerato uno dei risultati europei più importanti della storia recente del club. 

Ad maiora

Foto: Hapoel Tel Aviv FC