Il Cagliari arriva alla New Balance Arena con gli stessi punti dell’Atalanta: 6, conquistati grazie alle vittorie contro Parma e Lecce e alla sconfitta di misura con l’Inter. I rossoblù hanno segnato soltanto due gol, ma ne hanno incassato uno e hanno già dimostrato di saper indirizzare le partite sul terreno più congeniale alle proprie caratteristiche.
Il primo pericolo per l’Atalanta nasce dal pressing: il Cagliari ha effettuato 26 recuperi offensivi, terzo dato della Serie A dietro soltanto a Roma e Juventus, entrambe a quota 32. La Dea, al contrario, occupa l’ultimo posto con appena sette palloni riconquistati nella metà campo avversaria.
I sardi possono quindi provare a sporcare la costruzione dal basso voluta da Maurizio Sarri, chiudendo le linee di passaggio centrali e aggredendo il pallone appena viene indirizzato verso le fasce. Per l’Atalanta sarà importante muovere rapidamente il gioco ed evitare perdite pericolose davanti alla propria area.
Il pericolo arriva dalle fasce
C’è una differenza evidente nell’utilizzo delle corsie. Il Cagliari ha già effettuato 38 cross su azione, contro i soli 13 dell’Atalanta. Adam Obert ne ha messi in mezzo 14, mentre il primo nerazzurro è Davide Zappacosta con 6.
Il dato assume un peso ancora maggiore considerando che nessuna squadra ha subito più gol di testa dell’Atalanta in questo campionato: due, come Sassuolo, Udinese e Venezia. Il Cagliari ha invece già segnato con questo fondamentale, grazie alla rete decisiva di Daniel Maldini lunedì contro il Lecce.
La squadra di Pisacane può cercare di allargare la linea difensiva nerazzurra, arrivare sul fondo e riempire l’area con Paul Mendy, Maldini e gli inserimenti dei centrocampisti.
Corner e seconde palle
I rossoblù hanno battuto 17 calci d’angolo nelle prime tre giornate, contro i sei dell’Atalanta, e hanno già trovato una rete sugli sviluppi di un corner. I nerazzurri hanno invece subito due gol da palla inattiva, uno dei quali da calcio d’angolo. Il passaggio da uomo a zona per ora non funziona ancora a perfezione.
Non è quindi casuale che Sarri abbia dedicato una parte dell’allenamento al posizionamento in area, ai falli laterali e ai corner. Contro una squadra abituata a cercare traversoni e seconde palle, ogni marcatura e ogni respinta possono diventare determinanti.
L’Atalanta dovrà anche evitare falli inutili sulle corsie. Concedere al Cagliari la possibilità di portare molti uomini nell’area di Carnesecchi significherebbe alimentare una delle principali armi dei sardi.
Soltanto due gol, ma quattro pali
Le due reti realizzate non raccontano completamente la produzione offensiva del Cagliari. La formazione di Pisacane ha effettuato 44 tiri, 18 in più dell’Atalanta, e ha colpito quattro legni: nessuna squadra ha fatto meglio in questo avvio di campionato.
I rossoblù hanno inoltre costruito quattro grandi occasioni, trasformandone una. La Dea ne ha create due e ne ha concretizzata una. Il Cagliari segna poco, ma riesce ad arrivare con una certa continuità alla conclusione e ha raccolto meno di quanto avrebbe potuto.
Daniel Maldini rappresenta uno dei principali riferimenti tra le linee. Ha tentato nove dribbling, effettuato quattro conclusioni fuori dallo specchio e subito cinque falli. L’Atalanta dovrà impedirgli di ricevere frontalmente e di puntare la difesa, soprattutto dopo una perdita del pallone.
La protezione dell’area
Il punto di forza più evidente del Cagliari è la fase difensiva. I sardi sono l’unica squadra a non avere ancora subito reti dall’interno dell’area di rigore nella Serie A 2026/27.
Elia Caprile ha incassato un solo gol, ottenuto due partite senza reti al passivo e parato il 91% delle conclusioni affrontate. Davanti a lui Juan Rodríguez ha già totalizzato 16 respinte difensive e sei intercetti.
Per aprire una difesa così raccolta non basterà un possesso prolungato. Serviranno cambi di posizione, inserimenti senza pallone e capacità di vincere i duelli individuali sulle fasce. Jonathan Rowe può offrire accelerazione e imprevedibilità, mentre Charles De Ketelaere e Lazar Samardžić dovranno trovare spazio tra il centrocampo e la linea difensiva rossoblù.
I 77 tiri concessi dalla Dea
Il numero più preoccupante per Sarri riguarda però la propria squadra. L’Atalanta ha effettuato 26 tiri e ne ha subiti 77: il saldo negativo di 51 è il peggiore tra tutte le formazioni dei cinque principali campionati europei.
Carnesecchi ha contenuto i danni effettuando 19 parate, con una percentuale dell’86%, ma la quantità di conclusioni concesse resta troppo elevata. Il Cagliari può approfittarne cercando con insistenza le seconde palle e provando il tiro anche senza attendere l’occasione perfetta.
L’Atalanta ha inoltre subito tutti e tre i propri gol nel secondo tempo, due negli ultimi quindici minuti. Il Cagliari, al contrario, non ha ancora incassato reti dopo l’intervallo e ha segnato uno dei suoi due gol nella parte finale.
Ad maiora