Day: 21 agosto 2026

In Israele ora ci credono: «Possiamo farcela». Lo 0-0 con l’Atalanta cambia le prospettive dell’Hapoel

Il pareggio di Bergamo vale molto più di uno 0-0 per l’Hapoel Tel Aviv. Il giorno dopo la sfida con l’Atalanta, i siti israeliani dedicano ampio spazio alla prestazione della squadra di Elyaniv Barda e cominciano apertamente a parlare della possibilità di completare l’impresa nel ritorno di giovedì prossimo a Miskolc.

Sport5 racconta però un entusiasmo controllato all’interno dell’Hapoel. Il titolo è eloquente: «Si può passare». Il sito riferisce di una «gioia contenuta» nello spogliatoio dopo il risultato ottenuto contro un avversario considerato nettamente superiore sulla carta. Nessun festeggiamento particolare: giocatori e staff sanno che è stata giocata soltanto metà della sfida. 

Il concetto che emerge dall’ambiente dell’Hapoel è però interessante: gli israeliani non sembrano considerare lo 0-0 un miracolo. «Sembra che stiamo sorprendendo tutti tranne noi stessi», è una delle frasi riportate da Sport5. La squadra sostiene di aver sempre creduto nella possibilità di giocarsela e ora vede concretamente la possibilità di raggiungere la League Phase. 

Lo stesso sito dedica un approfondimento tattico alla partita con un titolo ancora più significativo: «Scuola di difesa: così l’Hapoel ha neutralizzato l’Atalanta». Vengono sottolineati il lavoro di Altman, le prestazioni di Coco e Mayembo e la capacità degli israeliani di approfittare delle assenze nerazzurre. Un dato viene messo particolarmente in evidenza: nonostante il 62% di possesso, l’Atalanta ha prodotto soltanto nove conclusioni e tre calci d’angolo. 

Anche Walla Sport considera il pareggio un risultato di grande prestigio. Il sito sottolinea come l’Hapoel abbia tenuto vivo il sogno europeo e riprende le parole di Barda, che ha ricordato l’enorme differenza economica tra le due squadre: circa 450 milioni di valore per l’Atalanta contro i 15-16 dell’Hapoel. «Non sempre decidono i soldi, ma l’anima e il cuore sul campo», il messaggio dell’allenatore. 

Barda sottolinea anche un particolare che aumenta i rimpianti israeliani: secondo il tecnico, le occasioni migliori della partita sono state dell’Hapoel. Al tempo stesso ricorda la doppia parata di Asaf Tzur al 90’, decisiva per conservare lo 0-0. «Andremo a Miskolc per finire il lavoro», promette l’allenatore. 

Walla Sport guarda anche alle reazioni italiane e sottolinea le critiche ricevute dall’Atalanta: «Lenta, prevedibile, deve migliorare». Nel racconto israeliano, il fatto che i giornali italiani abbiano evidenziato i problemi della squadra di Sarri diventa un’ulteriore conferma della bontà della prestazione dell’Hapoel. 

E intanto cresce l’attesa per il ritorno. Sport5 riferisce che l’Hapoel si aspetta a Miskolc un’affluenza ancora superiore ai circa 4.000 sostenitori presenti contro il Ludogorets e ai 3.000 della partita contro il Katowice. C’è inoltre richiesta di biglietti proveniente direttamente dall’Ungheria. 

Poi ci saranno i tifosi nerazzurri che arriveranno da Bergamo e dintorni…

Ad maiora

Scalvini, un altro stop: la caviglia dopo due anni tormentati

Il trauma distorsivo alla caviglia sinistra rimediato contro l’Hapoel è un altro contrattempo per Giorgio Scalvini. Gli esami hanno confermato l’infortunio, il difensore ha già iniziato l’iter riabilitativo e l’Atalanta valuterà le sue condizioni giorno per giorno-

La speranza è che questa volta lo stop sia breve. Perché alle spalle Scalvini ha soprattutto due anni molto complicati, segnati da infortuni ben più seri. Che ne hanno condizionato, ovviamente, il rendimento, anche in Nazionale (ha saltato gli ultimi Europei).

Il primo grande campanello d’allarme arriva nella primavera del 2024, quando un problema al bicipite femorale lo costringe a fermarsi per diverse settimane. Ma il colpo più duro arriva il 2 giugno 2024, nell’ultima partita di campionato contro la Fiorentina: rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. Scalvini viene operato a Roma e resta lontano dai campi per quasi sei mesi.

Il ritorno avviene a novembre, ma dura poco. Tra dicembre e gennaio cominciano i problemi alla spalla sinistra. A fine gennaio 2025 un nuovo infortunio rende necessario l’intervento chirurgico di stabilizzazione: un’altra lunga assenza che, di fatto, chiude anzitempo la sua stagione.

Anche il 2025/26 non è completamente sereno. Scalvini deve fare i conti soprattutto con problemi muscolari, che ne interrompono più volte la continuità e impediscono al difensore di ritrovare definitivamente ritmo e condizione dopo i lunghi stop precedenti.

Adesso la caviglia. L’infortunio contro l’Hapoel sembra avere, almeno dalle prime comunicazioni del club, contorni decisamente meno preoccupanti rispetto al crociato e alla spalla. Ma arriva proprio quando Scalvini stava cercando continuità e Sarri sta costruendo la nuova difesa dell’Atalanta.

Ad maiora

Atalanta, altro infortunio: distorsione per Scalvini. Si spera nel recupero di De Ketelaere

Non c’è tregua sul fronte degli infortuni per l’Atalanta. Alla lista degli indisponibili si aggiunge Giorgio Scalvini, uscito subito nello 0-0 contro l’Hapoel Tel Aviv nell’andata dei playoff di Conference League.

Il difensore nerazzurro si è sottoposto agli esami strumentali, che hanno evidenziato un trauma distorsivo della caviglia sinistra. Scalvini ha già iniziato l’iter riabilitativo e le sue condizioni, come comunicato dal club, saranno valutate giorno dopo giorno. Nessuna indicazione, dunque, sui tempi di recupero.

Un altro problema per Maurizio Sarri, che in queste settimane non è praticamente mai riuscito a lavorare con l’organico al completo. In infermeria restano Charles De Ketelaere, Isak Hien, Honest Ahanor e Kamaldeen Sulemana, assenze che hanno già condizionato la preparazione.

La speranza riguarda soprattutto De Ketelaere: il belga sta proseguendo il percorso di recupero. Come precisato dall’Atalanta oggi ha svolto parte del lavoro in gruppo, mentre Ahanor, Kamaldeen e Hien proseguono il consueto iter riabilitativo. La Dea conta di recuperare CDK per domenica contro il Sassuolo.

Il problema è in difesa: l’infortunio di Scalvini si aggiunge infatti alle indisponibilità di Hien e Ahanor proprio mentre Sarri sta cercando di consolidare la nuova linea a quattro.

Ad maiora

Foto: Atalanta B.C.

Atalanta, i giornali di venerdì 21 agosto: «Ingolfata», «poco sarriana» e «si sveglia tardi». Ora arriva il campionato

Il primo verdetto ufficiale della stagione lascia tutto aperto. Lo 0-0 contro l’Hapoel Tel Aviv nell’andata dei playoff di Conference League domina le pagine sportive di oggi: l’Atalanta di Maurizio Sarri è ancora alla ricerca di fluidità, automatismi e pericolosità offensiva. E non c’è quasi tempo per lavorarci: domenica arriva il Sassuolo per la prima giornata di Serie A, prima del ritorno europeo di giovedì in Ungheria. 

L’Eco di Bergamo apre con un titolo che fotografa senza troppi giri di parole la serata: «Ingolfata. Atalanta, freno tirato». Il quotidiano sottolinea il possesso palla nerazzurro, ma anche la difficoltà nel trasformarlo in occasioni. Carnesecchi è decisivo nel primo tempo, mentre nel finale la Dea va vicina al successo. L’analisi tattica insiste sullo stesso problema: «La filosofia di Sarri si scorge. Ma viaggia troppo piano». Manovra pressante ma lenta e prevedibile, poca spinta sulle fasce e la necessità di trovare maggiori iniziative individuali.

Ampio spazio alle parole di Sarri: «Pochi automatismi e il ritmo ne risente. Risultato non positivo, ma tanti segnali sì». Il tecnico riconosce che la squadra pensa ancora troppo e che questo rallenta la fluidità. Tra i singoli, L’Eco premia soprattutto Carnesecchi con 7, mentre Ederson e Zalewski prendono 6,5. Gaetano e Raspadori si fermano a 5,5.

C’è poi il problema degli infortuni. Scalvini esce per una botta alla caviglia e la situazione si aggiunge alle assenze, CDK su tutti, che hanno già ridotto le possibilità di scelta di Sarri. Il titolo dell’approfondimento offensivo è altrettanto netto: «Attacco, la via del gol è ancora in salita. E gli infortuni hanno tarpato le ali».

Sul mercato L’Eco torna invece sull’esterno offensivo: «Fantasia sulle fasce, pressing nerazzurro per Lang». Nel notiziario compare anche il Sassuolo: il campionato incombe e domenica alle 20.45 la Dea torna subito in campo. Per Sarri, quindi, il primo vero tour de force della stagione è già cominciato. La speranza è che duri a lungo. Ma dipende da giovedì prossimo.

Il Corriere della Sera – Bergamo sceglie «Una squadra più verde per le novità di Sarri», soffermandosi sulla trasformazione in corso. Dopo dieci anni di difesa a tre, l’Atalanta cambia pelle con il 4-3-3 e con un’età media scesa. Il quotidiano evidenzia il lavoro ancora necessario per assimilare i nuovi principi, ma anche il tentativo di costruire una squadra più giovane.

Sul Corriere della Sera trova spazio anche tutto ciò che ha accompagnato Atalanta-Hapoel fuori dal terreno di gioco. Il quotidiano racconta il presidio Pro Pal, con slogan, striscioni e bandiere palestinesi, e il dispositivo di sicurezza predisposto in città. Il titolo è «Il presidio dei Pro Pal ferma il traffico. Ospiti, sequestrati 45 chili di fumogeni». Spazio anche al corteo dei tifosi israeliani verso lo stadio, scortato dalle forze dell’ordine.

Nella cronaca della Conference il titolo è «Il semaforo rosso: decisivo il ritorno». L’Hapoel viene descritto come una squadra più in forma e l’Atalanta come ancora arrugginita. Anche qui Carnesecchi è indicato come uno degli uomini determinanti della serata. Nell’analisi di Pietro Serina, però, compare una lettura meno cupa: «Una partenza così brutta che si può solo essere ottimisti». Il ragionamento è semplice: se una Dea ancora così lontana dalla migliore condizione ha comunque chiuso 0-0, esistono margini importanti per il ritorno.

La Gazzetta dello Sport titola «Atalanta, Europa in salita» e sotto rincara: «La Dea è poco sarriana, con l’Hapoel solo pari». Il quotidiano sottolinea come il gioco richiesto dal nuovo allenatore non sia ancora entrato completamente nei meccanismi della squadra. Gaetano viene giudicato costante, mentre Zalewski non riesce ad accendersi con continuità. Anche per la Gazzetta Carnesecchi è il migliore.

Sarri indica soprattutto ciò che manca: «Dagli esterni mi aspetto di più».

Corriere dello Sport sceglie una formula ancora più dura: «Una Dea piccola». Il giornale parla di un esordio europeo senza reti, poche occasioni e di un Hapoel apparso più in forma e pericoloso. Carnesecchi viene definito «super», mentre Krstovic nel finale ha la doppia occasione che avrebbe potuto cambiare il giudizio sulla serata.

Tuttosport sintetizza invece la partita così: «L’Atalanta si sveglia tardi. Poche occasioni, zero gol». Anche qui viene sottolineata la crescita nell’ultima parte della gara, quando Tzur salva su Krstovic e Raspadori e permette agli israeliani di portarsi a casa lo 0-0. Carnesecchi è ancora protagonista: «un guizzo decisivo».

Ad maiora