Scalvini, un altro stop: la caviglia dopo due anni tormentati

Il trauma distorsivo alla caviglia sinistra rimediato contro l’Hapoel è un altro contrattempo per Giorgio Scalvini. Gli esami hanno confermato l’infortunio, il difensore ha già iniziato l’iter riabilitativo e l’Atalanta valuterà le sue condizioni giorno per giorno-

La speranza è che questa volta lo stop sia breve. Perché alle spalle Scalvini ha soprattutto due anni molto complicati, segnati da infortuni ben più seri. Che ne hanno condizionato, ovviamente, il rendimento, anche in Nazionale (ha saltato gli ultimi Europei).

Il primo grande campanello d’allarme arriva nella primavera del 2024, quando un problema al bicipite femorale lo costringe a fermarsi per diverse settimane. Ma il colpo più duro arriva il 2 giugno 2024, nell’ultima partita di campionato contro la Fiorentina: rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. Scalvini viene operato a Roma e resta lontano dai campi per quasi sei mesi.

Il ritorno avviene a novembre, ma dura poco. Tra dicembre e gennaio cominciano i problemi alla spalla sinistra. A fine gennaio 2025 un nuovo infortunio rende necessario l’intervento chirurgico di stabilizzazione: un’altra lunga assenza che, di fatto, chiude anzitempo la sua stagione.

Anche il 2025/26 non è completamente sereno. Scalvini deve fare i conti soprattutto con problemi muscolari, che ne interrompono più volte la continuità e impediscono al difensore di ritrovare definitivamente ritmo e condizione dopo i lunghi stop precedenti.

Adesso la caviglia. L’infortunio contro l’Hapoel sembra avere, almeno dalle prime comunicazioni del club, contorni decisamente meno preoccupanti rispetto al crociato e alla spalla. Ma arriva proprio quando Scalvini stava cercando continuità e Sarri sta costruendo la nuova difesa dell’Atalanta.

Ad maiora

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