L’Atalanta è tra le favorite per vincere la Conference League, ma l’Hapoel Tel Aviv arriva a Bergamo senza sentirsi battuto. È il messaggio della conferenza stampa della vigilia, con il tecnico Elyaniv Barda e Omri Altman a presentare l’andata dei playoff.
Barda parte dal valore dell’avversaria e dalle parole pronunciate poche ore prima da Maurizio Sarri, che aveva definito l’Hapoel una squadra più forte di quanto possa apparire a una prima valutazione.
«Per me è un grande onore sentire queste parole. Considero Sarri uno dei migliori allenatori al mondo». Il tecnico israeliano non nasconde però la differenza di valori: «Sappiamo quali sono le distanze e le differenze di livello. Nonostante questo non veniamo qui sentendoci inferiori e cercheremo di fare tutto quello che possiamo».
L’Hapoel ha già disputato diverse partite ufficiali, mentre per l’Atalanta quella di domani sarà la prima della stagione. Barda non pensa però che sia necessariamente il momento ideale per affrontare i nerazzurri.
«Non esiste un momento buono per incontrare una squadra di Serie A come l’Atalanta, con un allenatore come Sarri e giocatori di questo livello. Siamo arrivati a due partite dalla qualificazione e siamo qui perché vogliamo e crediamo di poter fare un altro passo».
L’immagine utilizzata dal tecnico rende bene l’idea delle difficoltà: «Sappiamo di avere davanti una montagna molto alta da scalare, ma arriviamo con grande fiducia. Nel calcio sono già successe cose che sembravano impossibili».
Barda non vuole invece rivelare quali saranno le armi dell’Hapoel: «Non credo sia giusto elencare qui tutti i nostri punti di forza. Cercheremo di tenerceli per noi e di mostrarli sul campo». Sull’Atalanta il giudizio è netto: «È forte praticamente in ogni reparto. Dovremo essere molto, molto preparati».
Durante la conferenza torna anche il ricordo della grande avventura europea dell’Hapoel nella Coppa UEFA 2001/02. Gli israeliani eliminarono Chelsea e Parma prima di affrontare il Milan nei quarti di finale. Vinsero 1-0 l’andata, disputata a Nicosia, e furono poi eliminati con il 2-0 di San Siro.
«Il fatto che ancora oggi si parli di quella partita è un onore per noi. L’Hapoel è una squadra che vuole sempre arrivare alle fasi importanti delle competizioni europee».
Poi la parola passa a Omri Altman. Alla domanda sul fatto che l’Atalanta venga considerata tra le favorite per vincere la Conference League, il giocatore israeliano non si nasconde: «Noi come squadra non ragioniamo in questi termini. Ci aspettiamo una partita molto difficile contro probabilmente l’avversario più forte che potessimo incontrare, ma crediamo nei nostri principi».
E chiarisce quale sarà l’atteggiamento dell’Hapoel: «Non pensiamo soltanto di poter ottenere un buon risultato. Entriamo in ogni partita per vincere, questo è il nostro obiettivo. Non siamo qui per divertirci, siamo qui per fare il nostro lavoro e cercare di andare al turno successivo».
Inevitabile anche il riferimento alle proteste annunciate a Bergamo contro la presenza della squadra israeliana. Barda cerca di isolare la squadra da tutto ciò che circonda la partita: «Il calcio dovrebbe unire e mettere in contatto le persone. È questo ciò su cui vogliamo concentrarci».
Più netto Altman, che spiega di non essere interessato alle contestazioni e di non ritenere la conferenza la sede per affrontare il tema: «Siamo qui per parlare di calcio».
Ad maiora