Maurizio Sarri non si fida dell’Hapoel Tel Aviv. Alla vigilia dell’andata dei playoff di Conference League, il tecnico dell’Atalanta presenta una partita che considera molto più complicata di quanto possa suggerire il pronostico.
«Per noi è importantissimo andare in Europa. Siamo stati fortunati al sorteggio? Una persona che guarda superficialmente potrebbe pensarlo, ma è una squadra molto più forte di quanto sembri. Sarà una partita difficile, una battaglia».
Sarri chiede soprattutto una cosa alla sua Atalanta: non pensare che la qualificazione si decida domani sera. «È una partita da gestire sui 180 minuti, senza prendere derive negative. La mia sensazione è che la squadra nell’ultimo periodo sia in forte crescita».
Il tecnico, però, considera il lavoro ancora all’inizio: «Spero che siamo ancora a un punto molto basso, perché significherebbe avere grandi margini di crescita. Abbiamo iniziato un percorso diverso rispetto a quello fatto da questa squadra negli ultimi anni». E trova un elemento particolarmente positivo: «C’è una disponibilità estrema da parte dei giocatori».
Sul fronte degli indisponibili, De Ketelaere ha dato segnali positivi e sarà valutato dopo l’allenamento: l’obiettivo è il rientro sabato contro il Sassuolo.
Sarri spiega anche perché l’Hapoel merita attenzione: «Dietro ha una buona fisicità, i due centrocampisti sono uno più tecnico e uno più fisico. I tre giocatori dietro l’attaccante sono di buon livello. È una squadra che ha fatto tanti gol in ripartenza, anche con ripartenze lunghe. Se la analizzi bene ti rendi conto che è molto più forte di quanto possa apparire superficialmente». C’è inoltre un’altra incognita: gli israeliani hanno già disputato diverse gare ufficiali, mentre per l’Atalanta sarà la prima.
Sul mercato Sarri non vuole distrazioni. «Ho quattro partite in dodici giorni e se mi chiedete di mercato in questo momento non mi interessa. Ho la fortuna di avere una società di primo livello: mi fido completamente».
Netta anche la risposta sulla componente extrasportiva che accompagna Atalanta-Hapoel: «Sono il rappresentante di una società e un professionista. Devo affrontare tutte le squadre che mi mettono di fronte e cercare di vincere tutte le partite. Se me lo chiedete come uomo, me lo dovete chiedere in privato».
Accanto a Sarri c’è Ederson, reduce da un’estate nella quale il suo nome è stato a lungo accostato al Manchester United e culminata invece con il rinnovo con l’Atalanta.
«Sono molto contento di rimanere. La società mi ha cercato tante volte e mi è sempre stata addosso. Dopo avere avuto richieste da altre squadre ho capito che la mia scelta era rimanere a casa, rimanere con quelli che mi volevano. Sono molto felice di continuare a vestire questa maglia, che mi ha portato molto bene».
Ederson non nasconde che il nuovo calcio di Sarri gli chiederà qualcosa di diverso: «Posso aggiungere qualcosa offensivamente senza perdere la capacità difensiva. Cercherò di mantenere il mio livello di corsa, stare vicino ai compagni e arrivare un po’ di più davanti. È quello che mi chiede il mister».
E sulla possibilità che l’Atalanta parta tra le favorite della Conference frena: «Come gruppo non pensiamo così. Stiamo ancora adattandoci a un nuovo sistema. Adesso è finita la preparazione e cominciano le partite vere. Noi però siamo l’Atalanta e vogliamo sempre vincere».
Dopo un’estate trascorsa tra voci di mercato e il possibile salto in Premier League, il brasiliano riparte dunque da Bergamo. Con un contratto lungo e un peso ancora maggiore nello spogliatoio: «Sono inserito in un progetto più lungo e questo significa avere ancora più responsabilità».
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