A Bergamo l’Atalanta prepara il debutto ufficiale della stagione, in Israele l’avvicinamento alla sfida di Conference League viene vissuto con la consapevolezza di trovarsi davanti a un ostacolo enorme, ma anche con la speranza di poter costruire una sorpresa.
Il messaggio lanciato dall’Hapoel Tel Aviv ai propri tifosi alla vigilia è eloquente: «Credete». La comunicazione del club accompagna così l’appuntamento di giovedì sera alla New Balance Arena, mentre sui media israeliani il confronto con l’Atalanta viene presentato come uno dei più prestigiosi degli ultimi anni per i rossi di Tel Aviv.
A dare fiducia all’ambiente è anche Eli Gutman, ex commissario tecnico della nazionale israeliana e profondo conoscitore dell’Hapoel. Il suo giudizio è diventato uno dei temi della vigilia: «L’Hapoel metterà molto in difficoltà gli italiani». Secondo Gutman, l’Atalanta non potrà permettersi di affrontare la sfida pensando a una passeggiata.
Una convinzione che si accompagna comunque al grande rispetto per la squadra di Maurizio Sarri. Lo stesso Elyaniv Barda, nella conferenza stampa di Bergamo, ha riconosciuto apertamente la differenza di livello tra le due formazioni e ha definito quella contro l’Atalanta «una montagna molto alta da scalare». Ma l’Hapoel arriva all’appuntamento con un vantaggio non trascurabile: ha già giocato quattro partite nei preliminari europei, mentre per i nerazzurri sarà la prima gara ufficiale della stagione.
C’è poi un filo che riporta indietro di quasi un quarto di secolo. In Israele è tornato il ricordo della grande avventura europea dell’Hapoel del 2001/02, quando la formazione di Tel Aviv raggiunse i quarti di finale della Coppa UEFA.
Dopo aver eliminato anche Chelsea e Parma, l’Hapoel trovò il Milan. L’andata, disputata a Nicosia, terminò 1-0 per gli israeliani. A San Siro i rossoneri ribaltarono il confronto vincendo 2-0, ma quella cavalcata è rimasta una delle pagine più importanti della storia del club. Non a caso anche Barda ne ha parlato nella conferenza della vigilia: per l’allenatore è un onore che, a distanza di tanti anni, quella squadra venga ancora ricordata.
Anche il momento dell’Hapoel contribuisce ad alimentare un certo entusiasmo. La squadra ha già superato due turni europei e arriva a Bergamo dopo un altro risultato positivo nelle competizioni israeliane. Nei turni di Conference si sono messi in evidenza soprattutto Emmanuel Boateng e Stav Turiel, entrambi già a quota due gol, mentre Omri Altman ha fornito due assist.
E proprio Altman, presente insieme a Barda in conferenza stampa, ha sintetizzato bene lo spirito con cui gli israeliani si presentano a Bergamo: l’Atalanta è tra le favorite della Conference, ma l’Hapoel non vuole limitarsi a contenere i danni. «Non siamo qui per divertirci. Siamo qui per fare il nostro lavoro». E quel lavoro, per Altman, significa provare a vincere.
Ynet racconta un Hapoel che ha preparato da giorni la sfida di Bergamo, tanto che Barda aveva scelto di ricorrere a un ampio turnover nella semifinale di Coppa Toto proprio per preservare i titolari in vista dell’Atalanta. La stampa israeliana non ha ancora delineato un undici certo per domani sera, ma l’orientamento è quello di tornare all’ossatura utilizzata nel cammino europeo, dopo aver risparmiato diversi uomini nell’ultimo impegno.
Ad maiora