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L’oppio dei popoli.

Atalanta, i giornali di martedì 22 settembre: Kossounou fuori due mesi, gli arbitri ammettono il rigore su Rowe e Sarri cerca il decollo

L’infortunio di Kossounou e il rigore non concesso allo Stadium dominano le pagine dedicate alla Dea. Spazio anche alla partenza lenta dell’Atalanta e alla lunga sosta che dovrà servire a Sarri per accelerare la trasformazione della squadra.

L’Eco di Bergamo apre con «Difesa, piove sul bagnato. Kossounou fermo due mesi». Matteo Spini scrive che, «nella migliore delle ipotesi», l’ivoriano potrà rientrare alla fine di novembre. Per almeno dieci partite gli unici centrali disponibili saranno Scalvini, Kristensen e il giovane Obrić, mentre Hien «non sarà pronto prima di fine novembre».

Il quotidiano osserva che «il vero problema difensivo è al centro e non riguarda solo l’emergenza». Scalvini deve ancora adattarsi alla linea a quattro, mentre Kristensen, rientrato bene contro la Juventus, «ha mostrato i limiti in fase difensiva quando affronta giocatori tecnici». La sosta servirà dunque per lavorare su «un reparto che è un chiodo fisso di Sarri».

A Zingonia restano appena dieci giocatori della prima squadra. Il titolo è «Squadra in campo senza 13 nazionali. Ripresa a ottobre con il Venezia». Rowe, Ederson, Kristensen, Gaetano, Zappacosta, Bellanova e Bernasconi lavorano con Sportiello, Pompei e alcuni ragazzi del vivaio.

Nella pagina successiva L’Eco di Bergamo torna sulla classifica: «Partenze al rallenty? Il sorriso arriva in coda». Matteo Spini ricorda che i sei punti attuali non rappresentano l’avvio peggiore dell’ultimo decennio: «Il primo Gasp fu peggiore, poi iniziò il volo». Nel 2016-17 l’Atalanta aveva tre punti dopo cinque giornate e quattro sconfitte, prima di risalire fino al quarto posto.

In apertura trova spazio anche la riunione tra società e vertici arbitrali: «Gli arbitri confermano: “Il fallo su Rowe era da rigore”». Il contatto tra Kalulu e l’atalantino «era rigore», mentre il mancato intervento del Var viene inserito tra gli errori dell’ultima giornata.

Corriere della Sera – Bergamo unisce le due notizie nel titolo «Kossounou out 2 mesi. Orsato: rigore su Rowe». Marina Belotti sottolinea che la lesione di medio-alto grado del bicipite femorale sinistro priva Sarri di un altro centrale proprio mentre la difesa ha incassato sette gol nelle ultime tre giornate.

Sull’episodio dello Stadium, il quotidiano riporta la valutazione espressa durante l’incontro di Lissone: «Il Var doveva intervenire». Orsato ha ribadito che il fallo di Kalulu era da rigore e che Zufferli avrebbe dovuto essere richiamato al monitor.

Pietro Serina firma invece l’analisi «Pochi punti (pure troppi…). Ma l’Atalanta è in crescita». Il giudizio resta severo: «Dopo cinque gare brutte, con qualche attenuante, due prove positive». I risultati e il gioco sono inferiori alle attese, ma contro Cagliari e Juventus la squadra mostra qualche progresso. Il problema è che «Sarri non sta ancora dando l’Atalanta» e che il gruppo continua ad avere difficoltà nelle due aree.

Serina distingue però gli obiettivi reali dalle aspettative: prima di parlare di Europa bisogna attendere «segnali significativi e con l’obiettivo di confermarsi in Europa». Il riquadro tattico è altrettanto netto: «Gaetano è regista ma non è ancora da Atalanta. Kessié è da Atalanta ma non è regista».

La Gazzetta dello Sport dedica un’intera pagina all’incontro di Lissone: «La linea Orsato spiegata ai club: “Rigore su Rowe”». Matteo Dalla Vite scrive che il designatore ha mostrato gli episodi più discussi del turno. Il verdetto sullo Stadium è esplicito: «Era rigore, Zufferli non lo ha notato abbastanza e doveva intervenire il Var Marini». Orsato ha spiegato che, se l’arbitro non vede un contatto evidente, la tecnologia deve richiamarlo.

Sulla Dea, il titolo della Gazzetta è «Atalanta bloccata: esperimenti finiti, Sarri deve decollare». Matteo Brega scrive che «alla Dea manca l’intensità nel gioco» e che, dopo tre sconfitte consecutive, il laboratorio deve lasciare spazio ai risultati: «Avanti col toscano, ma ora servono i punti».

Sarri approfitterà della sosta per «fare ordine, dare certezze e trovare gli elementi principali assenti». Secondo il quotidiano, la partita con il Venezia diventa già importante: servirà «un’Atalanta più convinta, più intensa e maggiormente organizzata».

Alex Frosio, nell’analisi sulla pausa per le Nazionali, titola: «La maxi sosta non piace ai tecnici, ma farà bene a Milan, Napoli e Dea». L’Atalanta è inserita fra le squadre che possono trarne maggiore beneficio: «La Dea ha tutto totalmente da ricostruire tattico con Sarri», oltre a recuperare alcuni giocatori.

Corriere dello Sport insiste sul nuovo indirizzo arbitrale: «Orsato ha riportato il calcio al Medioevo: basta gare dirette alla tv. Ma servirebbe una via di mezzo». La critica riguarda il rischio di trasformare la ricerca della fluidità in impunità. Nella pagina successiva il designatore ribadisce: «Io non arretro». Tra gli errori ammessi vengono indicati anche il rigore per l’Atalanta e quello per il Milan.

Tuttosport riassume così la riunione: «Per il designatore il mancato fischio in Bologna-Torino non è stato un errore. A mancare sono invece, secondo lui, un penalty al Milan e uno all’Atalanta». Nel richiamo in fondo alla pagina si legge: «Da punire le mani di Vlasic con il Milan e la trattenuta su Rowe con la Juve».

Ampio spazio anche alle polemiche per quanto accaduto durante il minuto di silenzio dedicato a Sandro Mazzola. Mariella Scirea dice: «Che idiozia rovinare il minuto di silenzio. Il rispetto viene prima della rivalità». E aggiunge: «Gaetano si sarebbe vergognato di quel gesto». Il titolo scelto da Tuttosport è «Mazzola mi ricordava il mio Gaetano».

Anche la Repubblica torna sul caso, annunciando una possibile sanzione per quanto accaduto allo Stadium e titolando: «Uno dei punti più bassi. Ignoranza senza fine. Il rispetto va insegnato».

Infine, sul fronte azzurro, L’Eco di Bergamo e Tuttosport registrano la prima convocazione di Matteo Ruggeri nella nuova Nazionale di Roberto Mancini. Il titolo bergamasco è «Italia, inizia il Mancini 2. Dimarco ko, c’è Ruggeri».

Ad maiora

Atalanta, precisa nei passaggi ma poco pericolosa: i numeri della sconfitta con la Juventus spiegano le preoccupazioni di Sarri

L’Atalanta corre, sbaglia pochi passaggi e costruisce poco pericolo. Nei dati della Lega Serie A sul 2-0 della Juventus convivono i segnali che incoraggiano Sarri e quelli che lo preoccupano.

«Mi sentirei più tranquillo se vedessi la mia squadra con più personalità», dice il tecnico. La precisione non manca: i nerazzurri completano il 91% dei passaggi, contro l’88% dei bianconeri. Ma quando si arriva al tiro il rapporto si rovescia: l’Atalanta centra la porta con il 18% delle conclusioni, la Juventus con il 43%.

È qui che la partita si separa. I tentativi complessivi sono 14 contro 11, una distanza contenuta. Quelli nello specchio diventano sei contro due. E i gol attesi, che stimano la qualità delle opportunità costruite, segnano un divario ancora più netto: 1,49 per la Juventus, 0,59 per l’Atalanta. La squadra di Spalletti produce occasioni complessivamente più favorevoli, oltre a sfruttarle meglio.

Il colpo di testa di Kristensen respinto sulla linea da Kolo Muani resta un’occasione importante per cambiare la partita. Ma nell’arco della gara i nerazzurri non riescono a dare continuità alla pressione sulla porta di Vicario. La Juventus conta dieci conclusioni dall’interno dell’area contro sette e 23 tocchi nell’area avversaria contro 16. Da fuori, invece, entrambe provano quattro volte.

Sarri individua nella velocità della costruzione uno dei problemi: bisogna mettere gli attaccanti nelle condizioni di affrontare il proprio avversario prima che arrivi il raddoppio. I numeri sono coerenti con questa lettura. L’Atalanta completa 429 passaggi su 470, ma tanta accuratezza produce appena due conclusioni nello specchio. Il pallone viene conservato con maggiore efficacia di quanto venga trasformato in una minaccia.

Anche i dieci passaggi chiave, appena uno in meno della Juventus, vanno letti insieme alla qualità dei tiri che ne derivano. Arrivare a una conclusione non significa necessariamente liberare un giocatore in una posizione favorevole.

Nell’ultimo terzo di campo i bianconeri completano 106 passaggi su 125, i nerazzurri 95 su 112: per entrambe la precisione è vicina all’85%. L’Atalanta riesce dunque a scambiare il pallone anche nella zona offensiva, ma fatica a trovare la giocata che rompe l’organizzazione avversaria. Il 47% di possesso, contro il 53% juventino, descrive una partita abbastanza equilibrata nella gestione della palla, molto meno nelle occasioni.

C’è poi il capitolo fisico. «Ho visto una squadra che sta crescendo dal punto di vista tecnico», osserva Sarri, che nella sua analisi comprende anche i progressi atletici. Allo Stadium l’Atalanta percorre 117 chilometri, uno in meno della Juventus, ma fa registrare valori superiori ad alta intensità: 6,23 chilometri contro 5,33. Anche negli sprint è avanti, con 2,30 chilometri contro 2,01.

Importante anche il confronto nei contrasti: l’Atalanta ne riesce a vincere 12 su 19, la Juventus 15 su 17. Circa il 63% contro l’88%. I recuperi palla sono invece quasi identici, 36 contro 35, e i falli dieci per parte. I nerazzurri intervengono e recuperano palloni, ma nei contrasti registrati risultano meno efficaci.

«Mi preoccupa vedere la squadra senza personalità ed entusiasmo», insiste Sarri.

La sosta con tanti giocatori via non aiuterà granché. Nella settimana che precederà il Venezia occorrerà accelerare alcuni meccanismi. Il 91% di passaggi riusciti è una base. Per tornare a fare punti serve che quei passaggi portino più spesso davanti alla porta. E che si tiri di più.

Ad maiora

Kossounou, lesione di medio-alto grado al bicipite femorale sinistro. Tredici atalantini partono per le Nazionali

Arriva la diagnosi per Odilon Kossounou, costretto a saltare la trasferta contro la Juventus dopo il problema muscolare accusato nell’ultimo allenamento.

Gli accertamenti evidenziano una «lesione di medio-alto grado del bicipite femorale della coscia sinistra». Il difensore ha già iniziato il percorso riabilitativo. L’Atalanta non indica tempi di recupero.

Intanto sono tredici i nerazzurri convocati in Nazionale: dodici nelle selezioni maggiori e uno nell’Under 21. Con l’Italia partono Carnesecchi, Raspadori, Scalvini e Scamacca. Convocati anche De Ketelaere nel Belgio, Kolašinac nella Bosnia, Kessié nella Costa d’Avorio, Pašalić nella Croazia, Elmas nella Macedonia del Nord, Krstović nel Montenegro, Zalewski nella Polonia e Samardžić nella Serbia. Obrić raggiunge invece la Slovenia Under 21.

Il campionato si ferma per tre settimane: l’Atalanta torna in campo lunedì 12 ottobre alla New Balance Arena contro il Venezia.

Ad maiora

Atalanta, le pagelle dei giornali e dei siti: Carnesecchi salva tutti, Krstovic e Scalvini bocciati. Kessié divide, PrimaBergamo promuove Sarri

Carnesecchi è il migliore, Krstovic e Scalvini i più bocciati. Il confronto tra quotidiani e siti dopo Juventus-Atalanta conferma le difficoltà nerazzurre, ma rivela anche giudizi molto diversi su Bellanova, Kessié e Sarri.

L’Eco di Bergamo, nelle pagelle di Matteo Spini, sceglie una lettura meno negativa di Bellanova e Kessié: «Bellanova e Kessie le note liete. Scalvini insicuro, attacco a salve». Entrambi prendono 6,5, come Carnesecchi, ma il riconoscimento di migliore va al terzino. Kristensen e Gaetano ottengono 6. In fondo ci sono Scalvini, Bernasconi, De Ketelaere e Krstovic, tutti da 5. Samardzic, Éderson, Rowe, Raspadori e Scamacca si fermano a 5,5.

La Gazzetta dello Sport, con Matteo Brega e Guglielmo Buccheri, alza invece il voto di Carnesecchi a 7,5: è la valutazione più alta ricevuta dal portiere nel campione confrontato. Kristensen e Rowe prendono 6. Per Bellanova arriva un 5, un punto e mezzo sotto l’Eco. Stesso voto a Scalvini, Samardzic, De Ketelaere, Krstovic e Raspadori. Il belga viene indicato come peggiore: «Vaga per il terreno di gioco senza una meta apparente».

Il Corriere dello Sport, nelle pagelle di Fabrizio Patania, titola «Nico è al top, Kessie al trotto». L’ivoriano è il peggiore con 5: un altro scarto di un punto e mezzo rispetto all’Eco. Con lui, a 5, finiscono Scalvini, Samardzic e Krstovic. Carnesecchi e Rowe sono i migliori nerazzurri con 6,5; Kristensen, Raspadori e Gaetano prendono 6.

Tuttosport, con Lorenzo Aprile, premia Carnesecchi con 7: «Tiene in piedi, come può, la Dea parando tutto il parabile. E forse anche qualcosa di più». Gaetano riceve 6,5, Kristensen, Bernasconi e Raspadori 6. I voti peggiori sono i 5 di De Ketelaere e Scamacca. Tutti gli altri nerazzurri valutati prendono 5,5.

PrimaBergamo, nelle pagelle di Fabio Gennari, sceglie questo titolo: «Il migliore è (di nuovo) Carnesecchi, poco altro da salvare nella gara contro la Juve». Il portiere prende 6,5, Bellanova, Kristensen, Kessié e Rowe 6. Scalvini e Krstovic sono i peggiori con 5; gli altri giocatori valutati si fermano a 5,5.

CalcioAtalanta, con Giordano Signorelli, assegna 6,5 a Carnesecchi e 6 a Bellanova e Kristensen. È più severo su Rowe, da 5, come Bernasconi, Samardzic, De Ketelaere, Krstovic e Raspadori.

TMW, nelle valutazioni nerazzurre di Marco Pieracci, concede soltanto due sufficienze: Carnesecchi 6,5 e Bellanova 6. Krstovic prende 5, tutti gli altri giocatori valutati 5,5.

Sky Sport, con Maurizio Compagnoni, assegna invece 6 a Carnesecchi, Bellanova, Bernasconi, Éderson, De Ketelaere e Gaetano. Gli altri prendono 5,5: nessun 5, ma neppure un voto superiore alla sufficienza.

Il risultato del confronto numerico è netto. Nelle sei testate che valutano entrambe le squadre — Eco, Gazzetta, Corriere dello Sport, Tuttosport, Sky e TMW — Carnesecchi guida con 6,67. Krstovic chiude a 5,17, preceduto da Scalvini a 5,25. Samardzic e De Ketelaere sono appaiati a 5,33.

ATALANTA – MEDIA VOTI

Carnesecchi 6,67; Gaetano 5,92; Kristensen 5,83; Bellanova 5,75; Rowe 5,75; Bernasconi 5,58; Kessié 5,58; Éderson 5,58; Raspadori 5,58; Scamacca 5,42; Samardzic 5,33; De Ketelaere 5,33; Scalvini 5,25; Krstovic 5,17.

JUVENTUS – MEDIA VOTI

Bremer 7,08; Conceição 7,00; Kolo Muani 6,92; Çelik 6,75; Lucumí 6,58; McKennie 6,58; Sarr 6,58; Vicario 6,50; Nico González 6,50; Zhegrova 6,50; Douglas Luiz 6,33; Kalulu 6,25; Alajbegovic 6,17; Koopmeiners 6,00.

ALLENATORI

L’Eco di Bergamo: Spalletti 6,5; Sarri 5,5.
Gazzetta dello Sport: Spalletti 7; Sarri 5.
Corriere dello Sport: Spalletti 7; Sarri 5.
Tuttosport: Spalletti 7,5; Sarri 5.
Sky Sport: Spalletti 7; Sarri 5,5.
TMW: Spalletti 7; Sarri 5.

PrimaBergamo Sarri 6

CalcioAtalanta Sarri 5

Media allenatori: Spalletti; Sarri 5,25 

MEDIA DELLE SQUADRE

Juventus 6,56.
Atalanta 5,63.

Ad maiora

Atalanta, i giornali di lunedì 21 settembre: «Affondata», terzo ko e allarme personalità. Il rigore negato a Rowe mette tutti d’accordo, la vergogna per Mazzola

La terza sconfitta consecutiva, le preoccupazioni di Sarri e il rigore negato a Rowe. Il 2-0 della Juventus lascia l’Atalanta con molti interrogativi alla sosta. Sui giornali, anche la condanna dei cori durante il ricordo di Sandro Mazzola.

L’Eco di Bergamo apre con «Atalanta, serata no»: «I nerazzurri non brillano, ma sono anche penalizzati dagli episodi». All’interno, «Affondata. L’Atalanta cede alla Juve». Matteo Spini descrive una squadra «più solida che propositiva», che «regge ad armi pari nella prima mezz’ora, poi va sotto e non riesce mai a rientrare veramente in partita, pur senza naufragare».

Il problema è nella manovra: «Tatticamente è molto ordinata, addirittura geometrica, il fraseggio prova a essere insistito, ma non si va oltre». E ancora: «Mancano fluidità e quella personalità rivendicata dallo stesso allenatore». La conclusione: «Il punto è che i passi avanti sono timidi e il processo è lento».

Luca Bonzanni approfondisce il tema difensivo: «La fase difensiva così non va. La buona notizia è Kristensen». «Non è una questione di singoli o di un solo reparto, ma di meccanismi da affinare, a livello individuale e collettivo». Il danese, pur frenato dall’ammonizione, «ha trasmesso un generale senso di sicurezza». Ma «serve però alzare l’asticella in generale: in avanti, certo, ma le fondamenta si gettano dalla difesa».

La Gazzetta dello Sport titola «Juve ci sei. La vetta è a 3 punti», accompagnato da «Conceição-Bremer, Spalletti riparte. La Dea è in crisi». Fabio Licari scrive che dopo il Nec della rinascita della Juventus «ne ha fatto le spese un’Atalanta anonima, irriconoscibile non solo rispetto a quella del Gasp ma anche di Palladino: non pochi la accomunano a problemi d’identità».

Il giudizio resta netto anche considerando gli episodi: «Un paio di strappi di Rowe e la testata di Kristensen “parata” sulla linea da Kolo Muani spiegano che gli episodi sono stati bianconeri, compreso il possibile rigore non dato a Rowe. Però niente può mettere in discussione il successo».

Su Repubblica, Emanuele Gamba osserva: «L’Atalanta è sarriana solo a tratti, i progressi sono timidi. La rivoluzione tattica richiede tempo, ma quanto se ne può ancora consumare?». I nerazzurri «non hanno sfruttato la lunga superiorità iniziale a centrocampo, numerica e nel palleggio, perché poi l’azione a ridosso dell’area non è mai stata fluida».

Il Corriere dello Sport sceglie «Lucio, sembra vera», con il richiamo «Atalanta affondata ma Sarri accusa». Fabrizio Patania scrive: «Spalletti ha riacceso la Juve. Sarri ha spento l’Atalanta o forse non ha ancora trovato l’interruttore, produce un calcio triste, senza coraggio e divertimento». Nel commento «Segnali da Signora», Vittorio Oreggia definisce la Dea «non più un esame da dentista».

Le parole dell’allenatore trovano spazio su tutte le testate. L’Eco di Bergamo titola: «Ci manca personalità. Siamo indietro, ma è normale». Sarri spiega: «La sensazione è che fin qui siamo cresciuti dal punto di vista tattico e tecnico, ma dobbiamo farlo anche dal punto di vista della personalità, della fiducia, dell’esuberanza di prendere più iniziative».

E pone un dubbio: «Non vorrei che un processo di apprendimento di situazioni nuove abbia spento il bambino che è nei giocatori». La preoccupazione, ripresa anche dalla Gazzetta, è «non vedere iniziative e personalità».

Sull’Eco, Éderson offre una lettura diversa: «Non la vedo così. Io penso invece che abbiamo tanti giocatori di personalità in squadra». Il brasiliano aggiunge: «Siamo pronti anche per sbloccarci a livello offensivo. Davanti abbiamo tanta qualità e giocatori importanti. È arrivato il momento di fare un passo in più».

Sul fallo di Kalulu su Rowe, le moviole concordano. La Gazzetta, con Matteo Pierelli, titola: «Trattenuta netta. Il rigore c’era». Il Corriere dello Sport, con Edmondo Pinna: «Zufferli si perde un rigore chiaro e almeno 2 gialli». La spiegazione: «La trattenuta di Kalulu a Rowe è non solo plateale, ma anche sostanziale».

Anche Tuttosport rileva: «Sul taglio è evidente la trattenuta di maglia di Kalulu. Zufferli non fischia, il Var non interviene». Il Corriere della Sera, nell’analisi di Alessandro Bocci, allarga il discorso: «Orsato, chi ha spento la Var? Non correggersi è diabolico». E nel sommario: «Il metro arbitrale aiuta il gioco, ma i falli sono falli: troppi errori decisivi».

La protesta di Sarri diventa titolo su Tuttosport: «Se il Var non chiama certe cose, va abolito». Éderson precisa: «Non è l’episodio che ha deciso la partita ma saremmo andati sull’1-1. Poi noi dobbiamo fare qualcosa di meglio».

Il quotidiano torinese celebra invece i bianconeri con «La Juve è già tornata». Paolo Pirisi parla di «vittoria e gestione da grande squadra». Lorenzo Aprile raccoglie le parole di Kolo Muani: «Questione di mentalità: in campo siamo come fratelli. Se non riesco a segnare, posso sempre evitare che lo facciano gli avversari». Bremer gli riconosce il merito del salvataggio sulla linea: «Randal è stato il migliore con quel salvataggio».

Spazio anche alle altre squadre nerazzurre. L’Eco di Bergamo titola «Il Ravenna resta indigesto, Atalanta U23 ko». Dopo lo 0-2, Nicola Beati ammette: «Non siamo mai stati padroni, volevamo un ritmo alto ma ci è mancata energia». Per la Primavera, «Atalanta battuta dal Genoa: ora è ultima». L’unica nota positiva arriva dalla Serie B: Tuttosport dedica il titolo a Vanja Vlahovic, in prestito al Mantova, «Vlahovic ti salva con il Pisa», dopo il gol del 2-2 a tempo scaduto.

La condanna dei cori e la curva che dà le spalle durante il minuto di silenzio per Mazzola attraversa tutte le testate. Il Corriere della Sera titola: «Juventus, la curva rovina il “silenzio” per Mazzola. È una macchia sulla vittoria». Tuttosport: «Stadium, uno sfregio. Le spalle per Mazzola». La Gazzetta: «Vergogna in curva».

Su L’Eco di Bergamo, Piero Vailati scrive «Cari contestatori, chiedete chi era Gaetano Scirea»: «Il primo a disapprovare e ad andarsene sotto la sua curva per zittirla, ieri, sarebbe stato proprio lui».

Su Repubblica, Maurizio Crosetti firma «La vergogna di dividersi sulla morte»: «Il dolore che dovrebbe unire, cancellando colori di maglie e bandiere per diventare terra di tutti, usato invece come argomento contro i nemici da stadio, come segno di offesa e disprezzo».

Ad maiora