Per sport

L’oppio dei popoli.

Atalanta, i giornali di mercoledì 23 settembre: le gerarchie di Sarri, gli assenti verso il Venezia e l’omaggio degli ultras dell’Avellino al Bocia

La sosta lascia spazio ad argomenti diversi nelle pagine di oggi. Si discute di chi ha guadagnato spazio nell’Atalanta di Sarri e di come affrontare le assenze in difesa alla ripresa contro il Venezia. Continua il confronto sulla multa alla Juventus per quanto accaduto durante il minuto di silenzio dedicato a Sandro Mazzola. Dalla prima pagina bergamasca del Corriere della Sera arriva anche una storia di tifo: il viaggio degli ultras dell’Avellino per rendere omaggio al Bocia. Ieri il video è rimbalzato in mille chat di tifosi nerazzurri.

L’Eco di Bergamo apre lo sport con «Bellanova è la sorpresa. Kessié già un punto fermo». Matteo Spini traccia un primo bilancio delle gerarchie nerazzurre: Bellanova è «diventato inamovibile», Kessié si è inserito subito a centrocampo e Kristensen offre garanzie in difesa. Carnesecchi resta una certezza. Il quotidiano si aspetta invece di più da Gaetano, Scalvini, De Ketelaere e Raspadori.

Nella stessa pagina, L’Eco di Bergamo titola «Tredici giorni, 13 nerazzurri». Sono i giocatori dell’Atalanta impegnati con le nazionali durante la sosta; il primo a scendere in campo è Samardzic con la Serbia. Il notiziario registra anche il riposo concesso a Scalvini nel ritiro azzurro dopo il fastidio alla caviglia accusato contro la Juventus. Secondo il giornale, il problema non desta preoccupazione e il difensore resta con la Nazionale.

Roberto Belinghieri, sempre sull’Eco, sposta l’attenzione dalla disponibilità dei giocatori al carattere della squadra. La sua analisi si intitola «Le motivazioni per una squadra non possono essere un optional». Sarri, scrive, cerca di «stanare» il potenziale dei nerazzurri; per riuscirci servono risposte anche dai calciatori nei momenti difficili.

La Gazzetta dello Sport guarda alla difesa nell’articolo di Matteo Brega: «Kossounou e Hien salteranno 9 partite. Atalanta, c’è Obrić». Il lungo stop di Kossounou e il recupero di Hien riducono le alternative di Sarri. Il giornale riferisce che la società non intende cercare un rinforzo tra gli svincolati: il tecnico dovrà lavorare con i difensori a disposizione, tra i quali l’accentramento di Kolasinac e pensand al giovane Obrić, fin qui inutilizzato. Nella guida alla sosta, la Gazzetta segnala tre giorni di riposo prima della ripresa a Zingonia. Il prossimo avversario sarà il Venezia. E a tal proposito sempre La Gazzetta dello Sport scrive che Giovanni Stroppa resta in panchina dopo cinque sconfitte nelle prime cinque giornate. Alla ripresa il Venezia arriverà a Bergamo in cerca dei primi punti, mentre Sarri dovrà ricomporre soprattutto la difesa.

La prima pagina bergamasca del Corriere della Sera dà spazio a «Bocia, l’omaggio ultrà arrivato da Avellino». Il giornale racconta del viaggio degli ultras irpini che hanno percorso oltre 300 chilometri per raggiungere Claudio Galimberti, da anni condannato a stare lontano da Bergamo e dall’Atalanta. Gli ultras hanno approfittato della trasferta ad Ascoli per portargli il loro omaggio nel paese marchigiano in cui vive. Un gesto che dice che passano gli anni ma il Bocia non è stato dimenticato, neanche lontano dalle Orobie.

Resta centrale anche quanto accaduto durante il minuto di silenzio per Sandro Mazzola in Juventus-Atalanta. L’Eco di Bergamo titola «Violato il silenzio per Mazzola: Juventus multata». La Gazzetta dello Sport parla di «Sentenza morbida» e di «una mini multa per la vergogna ultras». Tuttosport, con Stefano Lanzo, sceglie «Spalle voltate a Mazzola. La Juve pagherà la multa». La sanzione è di 10 mila euro: nella decisione pesano la presa di distanza della società e la reazione del resto dello stadio. Sul Corriere della Sera, edizione Bergamo, compare anche la condanna a sei mesi di un tifoso atalantino per l’uso di torce durante una festa di fine campionato.

I giornali sportivi dedicano infine ampio spazio a Baldini e all’Under 21. La Gazzetta dello Sport, con Alex Frosio, mette al centro i cinque convocati del Frosinone e le parole del ct sulla squadra di Alvini: «Il Frosinone ci rappresenta». Il Corriere dello Sport, nell’articolo di Andrea Losapio, titola «Baldini dice over» e racconta il ritorno del tecnico agli Azzurrini dopo l’esperienza in Nazionale maggiore. Tuttosport, con Alessia Scurati, sceglie per il titolo le sue parole: «È questa la mia Italia. E sarà pure di Mancini».

Chiude il commento di Alessandro Vocalelli sulla Gazzetta dello Sport, «La battuta di Baldini sul Frosinone italiano è come un manifesto». La sua riflessione parte dalla fiducia nei vivai: «I club non devono avere paura a impiegare i giovani di casa nostra».

Ad maiora

Atalanta, le sei rivali di Conference alla sosta: Ajax prolifico, Borac e Riga in corsa, Pafos vicino alla vetta, Kairat frena e Mjällby in crisi

La sosta Nazionali arriva dopo tre sconfitte consecutive per l’Atalanta. Ma come stanno le sei squadre che Sarri affronterà nella fase campionato di Conference? Il bilancio fin qui racconta situazioni molto diverse: avversarie in corsa per il titolo, squadre discontinue e una formazione, il Mjällby, alle prese con una stagione complicata.

Il riferimento nerazzurro è un avvio da sei punti in cinque giornate, con due vittorie e tre sconfitte: 1,20 punti a partita. Per confrontarlo con le rivali bisogna considerare la diversa forza dei tornei e il calendario: in Svezia, Lettonia e Kazakistan la stagione è già molto avanzata.

Il primo ostacolo europeo, il Pafos, arriva a Bergamo il 15 ottobre. I ciprioti sono quarti con sette punti in quattro partite, a due dalla coppia di testa. Il bilancio comprende due vittorie, un pareggio e una sconfitta, quattro gol segnati e due subiti. Entrambe le reti incassate arrivano nell’ultima partita, persa in casa per 2-0 contro l’AEL Limassol venerdì scorso. Prima, il Pafos aveva mantenuto la porta inviolata per tre giornate, vincendo anche sul campo dell’AEK Larnaca. Rispetto alla Dea, il percorso è più regolare e la classifica migliore, ma l’ultimo risultato interrompe un avvio difensivamente solido.

L’Ajax, che ospiterà l’Atalanta il 22 ottobre, è quinto in Eredivisie con 14 punti in sette partite, cinque meno dell’AZ capolista. Il dato più evidente è la produzione offensiva recente: dodici gol nelle ultime tre giornate. Dopo i due successi per 5-1 contro Fortuna Sittard e Willem II, è arriva però il 2-2 casalingo con l’Excelsior di sabato. Sette punti su nove descrivono una squadra in un momento migliore dell’Atalanta, anche se il pareggio impedisce di completare la rincorsa prima della pausa. L’Ajax trova la porta con continuità, ma concede almeno un gol in ciascuna di queste tre partite.

Per il Kairat bisogna separare il rendimento stagionale dalla forma recente. I kazaki sono secondi con 57 punti in 26 incontri, quattro dietro l’Ordabasy: 17 vittorie, sei pareggi e tre sconfitte, con 51 gol fatti e 20 subiti. Due dei tre ko, però, sono arrivati però nelle ultime due uscite: l’1-4 interno contro il Tobol del 13 settembre e lo 0-1 sul campo dell’Astana quattro giorni dopo. Il bilancio complessivo resta decisamente positivo, ma anche il Kairat, atteso a Bergamo il 5 novembre, affronta la pausa con qualcosa da correggere.

Il Borac Banja Luka presenta invece il segnale più netto di crescita recente. Secondo con 19 punti in otto giornate, ha raccolto sei vittorie, un pareggio e una sconfitta. Dopo il ko con il Sarajevo, ha infilato tre successi consecutivi: 1-0 allo Zrinjski, 2-1 sul campo dello Sloga Doboj e 3-2 in casa dello Široki Brijeg domenica. Nove punti nelle ultime tre gare, contro gli zero dell’Atalanta: sul piano dei risultati il confronto è favorevole ai bosniaci, che ospiteranno Sarri il 26 novembre.

Anche il Riga, avversario in trasferta il 10 dicembre, resta pienamente coinvolto nella corsa al titolo. Ha 73 punti in 31 partite, contro i 74 dell’RFS, che ha disputato una gara in meno. Dopo i pareggi con Daugavpils e Auda, sono arrivate due vittorie esterne per 1-0: contro Super Nova e Jelgava. Una situazione più incoraggiante di quella nerazzurra alla sosta.

Il Mjällby, che chiuderà il percorso atalantino il 17 dicembre a Bergamo, è invece la squadra con il bilancio più problematico: dodicesimo in Allsvenskan, 22 punti in 22 partite, cinque vittorie, sette pareggi e dieci sconfitte. I gol sono 27 fatti e 38 subiti. Domenica è arrivato un altro scivolone: lo 0-3 casalingo con il GAIS. Un punto a partita fin qui.

La Dea dopo la sosta comincerà ad avventurarsi in Conference. Potrebbe essere il terreno giusto per la ripresa. Ma non sarà una passeggiata.

Ad maiora

Atalanta, lavoro a Zingonia e attenzione a Scalvini: stop in Nazionale per un problema alla caviglia

L’Atalanta prosegue il lavoro durante la sosta, mentre da Coverciano arriva un aggiornamento sulle condizioni di Giorgio Scalvini. Il difensore nerazzurro ha saltato l’allenamento di oggi con la Nazionale per un problema alla caviglia. Niente di grave sembra: dovrebbe rientrare già domani.

Per Maurizio Sarri è comunque una situazione da seguire anche alla luce delle condizioni degli altri difensori. A Zingonia Hien svolge terapie, mentre Kossounou prosegue il percorso riabilitativo. Il recupero degli uomini del reparto arretrato resta dunque uno dei temi della pausa, insieme al lavoro sui meccanismi difensivi e sulla continuità della squadra.

Al Centro Bortolotti, senza i giocatori impegnati con le rispettive Nazionali, lo staff ha diretto una seduta unendo la parte tecnica alla preparazione fisica. Dopo l’attivazione generale e gli esercizi di mobilità, il programma ha visto un circuito tecnico, un’esercitazione sul possesso palla e, in chiusura, lavoro aerobico.

La sosta offre tempo per curare i dettagli, anche se le numerose assenze impediscono a Sarri di lavorare con il gruppo completo.

Oltre a Hien, anche Sulemana si sottopone a terapie. Domani è previsto l’ultimo allenamento della settimana: appuntamento al mattino, a porte chiuse, a Zingonia.

Ad maiora

Baldini riparte dall’Under 21 e sottolinea: domenica ho fatto il tifo per il Frosinone, rappresenta il nostro calcio più del Como

Il ritorno in Under 21, per Silvio Baldini, è soprattutto una questione di continuità. Dopo l’esperienza di giugno con la Nazionale maggiore, il tecnico ritrova a Tirrenia i ragazzi con cui prepara le sfide decisive contro Armenia e Polonia. E nella conferenza stampa mette al centro un’idea: dare fiducia ai giovani significa permettere loro di dimostrare quanto valgono.

«Per me la Nazionale sono questi ragazzi. Se avessi allenato la Nazionale avrei sempre continuato con loro questa avventura». È il passaggio che spiega meglio il suo pensiero. Cambiano gli impegni e la categoria, rimane il legame con una squadra nella quale si riconosce: «Sono questi i ragazzi che mi riempiono di gioia quando li alleno e di orgoglio quando li vedo giocare».

Secondo il commissario tecnico, il lavoro in Under 21 aiuta i ragazzi «a credere di più in se stessi, a maturare più velocemente e a dimostrare che possono stare anche loro nel grande calcio». La convocazione offre un’occasione; per trasformarla in una crescita duratura servono poi partite, continuità e responsabilità.

Il caso che Baldini sceglie per dare concretezza al ragionamento è il Frosinone. Cinque convocati arrivano dalla squadra di Massimiliano Alvini, protagonista di un avvio di campionato positivo e della vittoria sul Como: «Il Frosinone sta vincendo in una maniera straordinaria, tramite il gioco», osserva. Un riconoscimento che acquista peso proprio nella valutazione dell’avversaria: Baldini definisce il Como «la migliore squadra della Serie A dal punto di vista del gioco». Da qui nasce anche la dichiarazione più netta della conferenza: «Non ho niente contro il Como, però ho fatto il tifo per il Frosinone, per Alvini, perché sento che il nostro calcio è più rappresentato dal Frosinone che non dal Como».

Baldini insiste sulla strada compiuta da Alvini, dagli amatori alla Serie A, riconoscendo il valore di una crescita costruita attraverso categorie ed esperienze diverse: «Solo questo percorso merita un premio».

Il Frosinone diventa quindi un esempio. I suoi cinque giocatori possono raccontare ai compagni che competere ad alto livello è possibile, purché l’ambizione trovi riscontro nel lavoro quotidiano. «Per continuare a stare in alto bisogna sognare, ma lavorare. Possono aiutare tanti ragazzi che sono qui con la loro esperienza diretta: niente è impossibile».

È su questo rapporto tra opportunità e rendimento che Baldini costruisce la sua difesa dei giovani. «Le società hanno potuto capire che sono una risorsa, non un problema».

Anche il rapporto con Roberto Mancini rientra in questa continuità. Baldini ritiene che il commissario tecnico della maggiore abbia tenuto conto dell’importanza delle prossime qualificazioni nel lasciare alcuni ragazzi a disposizione dell’Under: «Credo che questa volta diversi me li abbia lasciati proprio perché abbiamo queste partite importanti».

La prospettiva resta però quella di accompagnarli al passaggio successivo. «Magari nella prossima sosta certi ragazzi che oggi sono qui, spero, saranno in Nazionale maggiore». Una promozione che rappresenterebbe il risultato del lavoro svolto, anche a costo di cambiare nuovamente gli equilibri del gruppo.

Prima c’è da preparare il doppio appuntamento con Armenia e Polonia. La sosta più lunga offre a Baldini una possibilità insolita per un allenatore di Nazionale: lavorare sui dettagli con maggiore calma e verificarli in due amichevoli, contro le Primavera di Empoli e Spezia. «Posso curare certi dettagli, mettere a fuoco concetti che fai fatica a organizzare nei pochi giorni che normalmente hai a disposizione».

La porta, intanto, rimane aperta a chi saprà mettersi in evidenza. Baldini richiama il lavoro degli osservatori e del settore giovanile coordinato da Maurizio Viscidi, ma affida al rendimento la scelta finale: «È il campo che deve dire se c’è qualcuno che deve arrivare». Vale per chi cerca la prima convocazione e per chi, passando dall’Under 21, vuole conquistare un posto stabile nella Nazionale maggiore.

Ad maiora

La classifica delle multe dopo cinque giornate: Lecce in testa, 10mila euro alla Juventus per il mancato rispetto del minuto di silenzio prima della gara con l’Atalanta

Il Lecce resta in testa alla classifica delle ammende alle società di Serie A, ma la quinta giornata cambia diverse posizioni alle sue spalle. Tra queste spiccano i 10mila euro inflitti alla Juventus per quanto accaduto prima della partita casalinga con l’Atalanta.

Il Giudice Sportivo sanziona la Juventus perché un numero esiguo, in percentuale, di sostenitori presenti nel settore tribuna Sud, primo anello, non ha rispettato platealmente il minuto di silenzio disposto dalla FIGC.

Nel comunicato si precisa che l’ammenda è stata attenuata dalla tempestiva presa di posizione formale della società nei confronti del comportamento contestato e dalla dissociazione del resto del pubblico presente allo stadio.

La Juventus entra così nella classifica delle multe direttamente al sesto posto, a quota 10mila euro, insieme all’Atalanta, che non riceve nuove sanzioni.

La società più multata del quinto turno è la Fiorentina, che riceve due sanzioni per complessivi 11mila euro.

La prima, da 6mila euro, riguarda il ritardo ingiustificato di circa cinque minuti nell’inizio del secondo tempo. La seconda, da 5mila euro, è legata ai cori beceri rivolti dai sostenitori viola ai tifosi della squadra avversaria.

La Fiorentina entra così al quinto posto della graduatoria, subito davanti ad Atalanta e Juventus.

Alle spalle del Lecce, fermo a 28mila euro, e del Bologna, secondo con 15.500 euro, salgono Como e Venezia, entrambi a quota 13mila.

Il Como aggiunge 5mila euro agli 8mila già accumulati: il provvedimento riguarda il ritardo ingiustificato di circa quattro minuti nell’inizio del primo tempo.

Anche il Venezia riceve una multa di 5mila euro, per il lancio di quattro bottigliette di plastica nel settore occupato dai sostenitori avversari.

Identica sanzione economica per la Lazio, i cui tifosi hanno lanciato quattro bottigliette di plastica verso il settore della squadra avversaria. 

L’Inter riceve 4mila euro di ammende: 3mila per un coro offensivo rivolto dai propri sostenitori all’allenatore avversario e mille per il lancio di una bottiglietta nel recinto di gioco.

La Roma viene invece multata di 3mila euro per il lancio di due petardi nel recinto di gioco e sale a quota 5mila nella graduatoria stagionale. 

La classifica delle multe dopo la quinta giornata:

1° Lecce — 28.000 euro
2° Bologna — 15.500 euro
3° Como — 13.000 euro
3° Venezia — 13.000 euro
5° Fiorentina — 11.000 euro
6° Atalanta — 10.000 euro
6° Juventus — 10.000 euro
8° Lazio — 5.000 euro
8° Roma — 5.000 euro
10° Inter — 4.000 euro
11° Frosinone — 3.000 euro
11° Milan — 3.000 euro
11° Torino — 3.000 euro
14° Genoa — 1.500 euro

Il Giudice Sportivo multa anche di 1.500 euro tre giocatori per proteste nei confronti degli ufficiali di gara: Enrico Delprato del Parma, David De Gea della Fiorentina e Juan Jesus del Venezia. Per tutti e tre la sanzione è aggravata dalla qualifica di capitano. 

Tra i dirigenti, 5mila euro di multa a Fabio Paratici della Fiorentina per avere protestato ripetutamente nei confronti dell’arbitro durante l’intervallo, negli spogliatoi, contestando una sua decisione.

Ad maiora