Tre gol allo Schalke, tre marcatori diversi e qualche ricordo che torna alla mente. Le migliori squadre di Maurizio Sarri hanno saputo anche dilagare. Ma a Bergamo, quando si parla di goleade, il nuovo allenatore arriva in una città che non ha bisogno di lezioni.
L’Atalanta di Gian Piero Gasperini ne aveva fatte una specialità: 7-1 all’Udinese, 7-0 a Torino (con l’indimenticabile gol di Jojo da centrocampo), 7-2 a Lecce (col dramma Covid alle porte), 8-2 alla Salernitana e, in Europa, 8-0 di Sarajevo.
Il simbolo di quella macchina offensiva resta la stagione 2019/20: 98 gol in 38 giornate, record nerazzurro in Serie A, con una media di 2,58 a partita. In quel campionato la Dea segna sette reti per tre volte, contro Udinese, Torino e Lecce.
Lo 0-3 di Gelsenkirchen, dunque, non scopre una nuova Atalanta votata all’attacco. Pone semmai una domanda: Sarri può proseguire quella tradizione attraverso un calcio differente?
I precedenti dicono di sì. Il suo Napoli arriva a 94 reti nel campionato 2016/17 e colleziona goleade: 6-0 e 7-1 al Bologna, 5-0 alla Lazio, 5-0 a Cagliari e 5-0 al Torino. In Europa ci sono anche i 5-0 contro Bruges e Midtjylland.
Ma Sarri disponeva di attaccanti speciali. Prima Higuain, capace di segnare il record di 36 gol in Serie A nel 2015/16; poi Mertens, Insigne e Callejón. Dopo la partenza dell’argentino, Sarri trasforma Mertens in centravanti e il belga risponde con 28 reti in campionato.
Gli schemi contavano, naturalmente. Ma contavano anche gli interpreti.
Ed è quello che Sarri spera di ritrovare a Bergamo.
Il reparto offensivo nerazzurro ha potenzialità importanti, ma arriva da una stagione nella quale non ha sfondato come ci si poteva aspettare. E il confronto con l’annata precedente è inevitabile, quando Mateo Retegui aveva conquistato il titolo di capocannoniere della Serie A.
Adesso i gol devono arrivare da più parti. Sarri ha Scamacca, Krstović e Raspadori, oltre a Samardžić, CDK e agli inserimenti degli altri uomini offensivi.
Proprio Gelsenkirchen lascia un piccolo indizio: Scamacca, Samardžić e Krstović, tre reti e tre marcatori diversi.
È calcio d’agosto e sarebbe sbagliato spingersi oltre. Ma Sarri ha già dimostrato che, quando trova gli interpreti giusti, le sue squadre possono segnare moltissimo,
A Bergamo, del resto, sanno già bene che sapore ha.
Ad maiora