Oriana Fallaci

Un altro mondo

31 ottobre 1991, Napoli. A Napoli per la trasmissione di Oriana Fallaci sul Vietnam. Orribile, sciocca, nevrotica prima donna che crea enormi problemi per avere la prima poltrona, che parla dei suoi inutili ricordi. Va a giro con il diario preso dal cadavere di un vietcong in Sud Vietnam, di cui cita alcune pagine di poesia. Racconta di aver trovato sul cadavere di una ragazza una piccola borsa con una boccettina réclame di un profumo, un pettinino e un piccolissimo specchio. È un’orribile voyeur, inaffidabile, presuntuosa, piena della propria vanagloria, ora con manie di persecuzione. Querela tutti. Accusa tutti di sparlare di lei citando a testimonianza gente che è morta e che lei non può richiamare in causa.
Ho l’impressione di essere vissuto in un altro mondo, di aver coperto altre guerre, altri paesi, di fare una professione diversa.

Tiziano Terzani, Un’idea di destino. Diari di una vita straordinaria, Longanesi, Milano, 2014

A Mosca la rabbia, a Roma l’amore

Il “giorno della rabbia” contro Putin e il putinismo si è svolto sabato in tutte le Russie, con manifestazioni che sono hanno attraversato gli 11 fusi orari che caratterizzano il grande paese. Dopo i 10.000 in piazza a Kaliningrad, forse ci si aspettavano più persone. Ma in queste settimane il regime ha martellato con la propaganda e con le minacce e quindi pochi hanno sfidato la polizia.

Comunque, come testimoniano le immagini di Radio Free Europe, di gente ce ne era. Non era il milione di Piazza San Giovanni, ma da noi c’è democrazia. Qui invece sfilano le opposizioni (extraparlamentari peraltro, ahinoi). Putin comunque, quando fa le manifestazioni, le fa davvero oceaniche.

Ma speriamo che anche lì, l’amore vinca sull’odio. La rabbia è un sentimento negativo. Anche se qualche volta, sgorga spontanea. Anche l’odio, peraltro. Lo ricordava un intellettuale non certo di sinistra, come Giuseppe Prezzolini che diceva: «La storia è figlia di Caino, non di Abele; e se si toglie da essa tutto ciò che è provocato dall’odio, rimane ben poco». Qualche altro intellettuale, come la Fallaci, parlava di rabbia e orgoglio.  Chissà cosa avrebbe pensato del Partito dell’amore.

Ad maiora