Roma-Atalanta, Sarri e Gasperini lanciano la sfida: «Malen un problema». «Vale l’Europa che conta»

Due allenatori, due storie molto diverse e una partita che, nonostante sia soltanto la terza giornata, ha già il sapore di un primo esame importante. Roma e Atalanta arrivano all’Olimpico a punteggio pieno e Maurizio Sarri e Gian Piero Gasperini raccontano la sfida da prospettive differenti.

Per Sarri il primo problema ha un nome preciso: Donyell Malen, cinque gol nelle prime due giornate. «Un modo per fermare i giocatori forti non esiste. È in stato di grazia e quindi sarà un problema», spiega il tecnico nerazzurro.

Sarri sottolinea soprattutto la differenza nel percorso delle due squadre. La Roma ha alle spalle «13 mesi di lavoro», mentre la sua Atalanta lavora insieme da appena una quarantina di giorni. E nelle prime settimane i nerazzurri hanno dovuto affrontare anche un calendario particolarmente compresso: quattro partite in undici giorni, con i playoff di Conference superati.

Dall’altra parte Gasperini alza immediatamente l’asticella. «Più che una prova di maturità, sarà una prova di forza e di valore». E attribuisce alla sfida un peso che va ben oltre la terza giornata: «Affrontiamo una squadra di valore che è partita bene. È un incontro che vale l’Europa che conta». 

Inevitabile il ritorno sul suo passato. Gasperini ricorda quanto sia cresciuta l’Atalanta negli anni, arrivando a superare diverse concorrenti dirette. Ma parla anche della nuova vita romana: «Sono innamorato di questo gruppo e di questi giocatori». Dopo nove anni a Bergamo, spiega, sentiva che non c’erano più le condizioni per dare qualcosa in più e aveva «voglia di sentirmi di nuovo vivo». 

Anche a Sarri viene chiesto quanto sia ancora presente a Zingonia l’eredità del suo predecessore. La risposta è netta: dopo nove anni nei quali un allenatore ha inciso così profondamente è inevitabile che qualcosa rimanga. Ma la società ha scelto un’altra strada e ora ha il compito è accompagnare questo nuovo percorso.

Nessuna contrapposizione personale, però. Sarri riconosce la distanza tra le rispettive filosofie calcistiche ma ribadisce la grande stima per Gasperini, definendolo un allenatore fortissimo.

Poi c’è il presente dell’Atalanta. E Sarri regala una definizione importante di Charles De Ketelaere: «Io lo considero un fuoriclasse». Un fuoriclasse, però, che secondo l’allenatore ha mostrato finora soltanto circa il 60/70% delle proprie possibilità: può essere più dentro le partite, più continuo e più risolutivo.

Sul mercato Sarri è prima di tutto sollevato che sia terminato: «Sono contentissimo che sia finito». Quanto alle operazioni dell’Atalanta, si dice soddisfatto, pur ammettendo che ogni allenatore vorrebbe sempre qualcosa in più. Kessie viene considerato un giocatore forte e utilizzabile in più posizioni, mentre i nuovi arrivati hanno inevitabilmente condizioni differenti a seconda del lavoro svolto nelle ultime settimane.

Gasperini deve invece sciogliere soprattutto il dubbio Dybala. Gli esami non hanno evidenziato problemi e l’argentino proverà a essere disponibile, ma dovrà sentirsi completamente sicuro. Ndicka, secondo il tecnico romanista, sta invece molto meglio e può rientrare. 

I 22 di Sarri

L’Atalanta è partita per Roma con 22 convocati. Ci sono i nuovi Kessie, Rowe e Pompei e torna a disposizione Kristensen. Restano fuori Hien e Kamaldeen Sulemana, che proseguono le terapie.

Prima della partenza i nerazzurri hanno svolto l’ultima seduta a Zingonia. Sarri vede progressi anche nella trasformazione della linea difensiva. Con una delle sue battute: nelle esercitazioni i suoi difensori «cominciano a essere guardabili». Adesso, però, arriva la prova in campo. E sotto pressione.

Ad maiora

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