Canton Ticino

Zapping mondiale: dalla diffamazione alla Kirchner ai due Papi

Cristina KirchnerLa giornata della libertà di stampa spinge Al Arabiya a raccontare un luogo pericoloso del pianeta: la Siria. E a parlare del nostro collega Domenico Quirico.
I due Papi vicini di casa campeggiano sulle pagine online de El Pais.
L’altro grande quotidiano spagnolo, El Mundo, parla invece della busta coi proiettili spedita a Berlusconi.
L’argentina Nacion apre con la notizia che la presidente Cristina Fernandez Kirchner ha vinto una causa di diffamazione contro il Corriere della sera.
Sul basco Gara si parla invece criticamente delle mosse di Draghi e della banca europea.

Infine, la crisi colpisce anche il Canton Ticino. All’asta i nomi delle vie

Ad maiora

Zapping mondiale: dal Quirinale al Salone del mobile

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Politica italiana su El Pais che parla di accordo per il Quirinale Berlusconi-Bersani.
Sul Corriere del Ticino si occupano ancora del permesso di dimora per sollecito nel cantone.
Le Figaro dedica invece spazio al Salone del mobile di Milano.
Lascio l’Italia.
Su Le Monde la repressione del regime putiniano nei confronti degli amici della Ong Golos.
Chiudo con Al Jazeera che parla della guerra civile siriana.

Il neo juventino Krasic: serbo di Mitrovica

La Juventus FC ha formalizzato oggi l’acquisto di Miloš Krasić. Lo pagherà, da qui al 2012, in tre rate da 5 milioni di euro. Un mutuo, oneroso, ma un mutuo, garantito da una fideiussione bancaria.

Krasić, nato nel 1984 in Jugoslavia, ha giocato anche per la nazionale under 21 di Serbia e Montenegro e ora è titolare della nazionale della Serbia. Il centrocampista (esploso col CSKA di Mosca) che è stato eletto miglior giocatore serbo del 2009, ai Mondiali sudafricani non ha brillato (sostituito nel disastroso Australia-Serbia 2-1, che ha portato all’eliminazione dei serbi) anche se con tre gol era stato decisivo nelle qualificazioni del suo Paese.

Già il suo Paese. Krasić è nato a Mitrovica, città che si trova nel nord del Kosovo. È divisa in due dal fiume Ibar e il ponte (presidiato da forze militari internazionali) è una sorta di spartiacque tra il Kosovo albanese e quello serbo, tra mondo islamico e cristiano.

A nord del fiume vivono 20mila serbi, a sud 80mila albanesi. Il ponte è un sorta di muro di divisione. Alexander Langer (che a Brescia in questi giorni, forse a causa del caldo, è stato bollato come terrorista) se ne sarebbe rammaricato.

Le più recenti tensioni a Mitrovica si sono registrate solo qualche settimana fa, con il parziale riconoscimento dell’indipendenza di Pristina: il 22 luglio la Corte internazionale di giustizia ha dichiarato legittima la secessione kosovara da Belgrado (partita nel 1999).
Mitrovica, o Kosovska Mitrovia o Titova Mitrovica come viene ancora chiamata, ha dato i natali anche a un altro calciatore serbo che ha giocato in Italia e che ora è tornato alla Stella Rossa di Belgrado: Nikola Lazetić.

Nel 2002 Lazetić era stato acquistato dal Como di Preziosi e girato subito al Chievo Verona (quell’anno i lariani scesero dalla A alla B per poi precipitare, grazie all’attuale patron del Genoa, fino alla C2 e al fallimento: ora sono in Lega Pro). Il serbo andrà poi alla Lazio, Siena, Genoa e Livorno, per concludere la sua esperienza italiana al Torino (contribuendo all’ultima promozione a Serie A, ma poi anche alla retrocessione). A scadenza di contratto, il ritorno a Belgrado.

Ma sempre di Mitrovica è un altro calciatore, che ha giocato in Italia e che invece è di etnia albanese: Valon Berhami.

La famiglia Berhami nel 1990 era emigrata in Canton Ticino, dopo che entrambi i genitori di Valon (allora aveva 5 anni) avevano perso il lavoro. Dal 1995 presentavano invano alle autorità elvetiche più richieste di asilo politico, per l’aggravarsi delle vicende degli slavi del sud. È però l’abilità sportiva di Valon a salvare la famiglia dal rimpatrio. La società sportiva Ligornetto lancia infatti una raccolta di firme per chiedere alla Confederazione di garantire asilo ai Behrami. Così sarà. Valon ripaga la fiducia (sportiva) accordatagli portando la Svizzera ai Mondiali del Sudafrica (suo il gol decisivo nella partita con la Turchia: sorta di nemesi, visto che questo Paese è l’erede politico di quell’Impero Ottomano che sconfiggendo i serbi e conquistando Mitrovica, la islamizzò).

Berhami, in Italia, ha giocato nel Genoa, nell’Hellas Verona e soprattutto nella Lazio: 44 presenze per i biancazzurri e quattro gol, uno dei quali decisivo nel derby 2008 (3-2 per la Lazio). Ora (dopo la deludente esperienza col West Ham – squadra della Premier di cui è dirigente Sir Gianfranco Zola, oggi sconfitta 1-3 dal Bolton – e dopo un bruttissimo infortunio lo scorso anno) potrebbe tornare proprio nella capitale, ma sulla sponda giallorossa.

A Mitrovica sud continueranno a essere orgogliosi di lui.

Come in quella nord, nei cui bar da due giorni a questa parte, si starà parlando di Krasić alla Juve. Lo stesso nei caffè belgradesi. Anche in Serbia la notizia domina infatti oggi tutti i siti online: http://sport.blic.rs/Fudbal/Evropski-fudbal/183404/Milos-Krasic-zvanicno-novi-clan-Juventusa

Magari è l’occasione per “dare un calcio” ai conflitti. Sperem.