Umberto Ceva e la sua targa. Da conservare.

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“Di qui il 30 ottobre 1930 Umberto Ceva, cospiratore antifascista, muoveva verso il carcere e la morte sulle vie del sacrificio eroicamente additando agli oppressori e ai dimentichi la liberta’. 1900-1930”
Recita così la lapide che vedete fotografata qui sopra e davanti alla quale passo spesso, in via Bramante a Milano.

E’ una figura cui – anche per ragioni di legami amicali con la sua famiglia – sono particolarmente affezionata quella di Umberto Ceva, chimico milanese, antifascista di Giustizia e libertà, che – dopo essere arrestato dall’Ovra – si suicidò in carcere per non fare i nomi di altri cospiratori, tra i quali anche la spia che lo fece arrestare.
Perché racconto questa storia oggi?
Perché due giorni fa, passando vicino alla lapide ho notato che nell’edificio sul cui muro è stata posta la targa, è in fase di ristrutturazione. Anzi, verrà abbattuto, come recentemente successo per l’enorme palazzo ex Enel di via Procaccini.

L’edificio che ora verrà tirato giù – lo dico per i milanesi – è quello occupato qualche lustro fa dal Bulk, il cui sgombero – nel 2000 – sembrò di un’urgenza mai più rimandabile.
Il Bulk non c’è più, ma che ne sarà della targa per Umberto Ceva, ho chiesto agli amici dell’Anpi?
Mi hanno risposto che da tempo stanno seguendo la vicenda e che l’azienda che si occupa dei lavori ha assicurato che avrà cura della lapide. Ma che qualche pressione mediatica avrebbe fatto comodo.

Eccomi dunque (qui e non solo).

La storia di Umberto Ceva è particolarmente simbolica anche per il tradimento subito.
Sul caso, dopo la liberazione, si spese il grande Ernesto Rossi che scrisse un libro contro il traditore, Carlo del Re, una “spia del regime”.

Il ricordo di Ceva a Milano non si spense con la sua morte. La vedova, Elena Valla, anch’essa antifascista (e collaboratrice delle Energie Nove di Gobetti) è stata letterata e apprezzatissima docente.

Meglio quindi che quel pezzo di storia di Milano raccontato da quella lapide non scompaia.

Ad maiora

Ps. (scritto a fine agosto) Il Comune di Milano mi ha contattato e spiegato che è stato deliberato un progetto per salvare la lapide e ricollocarla. Non ho dubbi che sarà così.

Ad maiora

Lo strabismo dei media: esaltazione delle elezioni americane e rappresentazione degli immigrati (tesi)

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Ogni quattro anni, ogni volta che nel nostro paese si scatena l’attenzione isterica per le elezioni statunitensi, rimango perplesso: i media ci rendono partecipi come se potessimo votare e soprattutto come se il presidente a stelle e strisce alla fine ci rappresentasse.

Passata l’euforia mediatica poi, chiunque governi a Washington continua a fare solo ed esclusivamente gli interessi Usa. Che quasi mai peraltro collimano con quelli europei e italiani.

Anche di questo si occupa la tesi di Karim Antonietta Marazzina in discussione in questi giorni alla Statale di Milano. La Marazzina ha preso in esame tg e giornali del novembre 2012 per analizzare la ola che ha preceduto e seguito la rielezione di Obama.

Mettendola a confronto con la serie di stereotipi che caratterizzano invece le informazioni che riguardano i migranti che arrivano nel nostro paese. Dei quali si parla solo se commettono reati. Identificando i colpevoli con la loro provenienza geografica e creando in questo modo un pregiudizio nei confronti dei (supposti) diversi: romena stuprata da marocchino, è francamente una frase che non si vorrebbe più né leggere né sentire.

La tesi si conclude con un sondaggio nella quale la tesista ha verificato quando, ovviamente, i media influenzino il nostro moo di vedere, di percepire. Di pensare.

Ad maiora

E’ sempre colpa del “marocchino”

ciliegieTesto di un’agenzia notturna:

“E’ salito sul tetto del suo capannone dato in affitto ad una società per riparare copertura in eternit, rotta nei giorni scorsi da un ragazzino marocchino che vi era salito sopra per rubare le ciliegie da un vicino albero. All’improvviso, pero’, l’uomo e’ precipitato di sotto riportando gravissime lesioni che, dopo alcune ore di ricovero in ospedale, ne hanno determinato il decesso. La vittima Pietro Bonomelli, 73 anni, artigiano in pensione. Sul drammatico incidente ora indagano gli agenti della Volante della questura cittadina di Sondrio”.

Era fondamentale mettere l’origine geografica di chi “rubava le ciliegie”?

Ad maiora

Balotelli passeggia per Salvador. Icona anche in Brasile #zappingmondiale

Balotelli e SalvadorPoca Italia sui siti stranieri.E quasi tutta a tema sport, anzi: calcio.

Partiamo da Ancelotti che compare in evidenza sul Pais dato che allenerà il Real. Balotelli al centro del titolo del Mundo che presenta la sfida di questa sera col Brasile di Neymar.
L’Irish Times scrive che l’Italia è blindata nell’hotel brasiliano.
In realtà su Globo c’è il servizio (anche video) proprio su Balotelli (chiamato “Mario” anche qui, ormai icona in ogni angolo del pianeta) che passeggia per Bahia.
La Naccion parla dei cento giorni di Papa Francesco, sorta di luna di miele.
Infine, una curiosità: il tappeto rosso steso sotto i piedi di Marie Le Pen in Russia, come riporta Le Figaro.
Ad maiora.

L’ecosistema digitale: quale futuro per la TV?

“Il passaggio al digitale della televisione italiana” è il sottotitolo di questa tesi di Sara Cipollini, in discussione alla Statale di Milano.
Si parla di ecosistema perché c’è una sempre maggiore convergenza tra le telecomunicazioni e i media. È un ambiente, come spiega la Cipollini, interconnesso e polifunzionale. Per digitale si intende invece la modalità di trasporto dell’informazione, dei dati e dei contenuti. Quella rivoluzione nella quale chiunque faccia o guardi la TV è ora coinvolto.
Il laborioso passaggio al digitale terreste nel nostro paese si è concluso con lo scorso anno e si può ora trarne un bilancio. Il DTT ha fatto e sta facendo selezione degli operatori televisivi. Sono nati nuovi canali (pensiamo a quello della Feltrinelli) ma molti, soprattutto a livello locale, rischiano di chiudere.
Difficile in questa fase fare previsioni a lungo termine. Sul medio, la tesi prevede che saremo immersi nella TV. Che potremo interagire con le immagini, potremo modificarlo a nostro piacimento.
Le sperimentazioni sullo sport che ci arrivano dagli Usa sono lì a dimostrarlo: con immagini in 3D che permettono di vedere la stessa partita in molti stadi. O videogiochi che mostrano, mentre si sta guardando un match, cosa sarebbe accaduto se l’attaccante avesse passato la palla, anziché tirare sul portiere.
Ne vedremo delle belle.
Ad maiora

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