Per sport

L’oppio dei popoli.

Atalanta, i giornali di lunedì 17 agosto: la Dea è ancora un cantiere, ma cresce. Bellanova resta, cautela per Ahanor e De Ketelaere

A tre giorni dall’andata dei playoff di Conference League contro l’Hapoel Tel Aviv, i giornali tornano sull’Atalanta vista nelle amichevoli e sulle indicazioni arrivate dall’1-0 contro l’Athletic Bilbao.

L’Eco di Bergamo titola «L’Atalanta è un cantiere. Ma è già solida e concreta». Nel sommario: «Col Bilbao esterni e difesa in crescita rispetto a Gelsenkirchen. Passo indietro a centrocampo: mezzali poco coinvolte. L’attacco deve ancora crescere, Zalewski la nota lieta».

Il quotidiano dedica infatti ampio spazio ai diversi reparti. Per la difesa parla di crescita contro l’Athletic, mentre a centrocampo registra un passo indietro rispetto alla gara con lo Schalke. In attacco, con Scamacca e Krstovic che si sono alternati, viene sottolineato soprattutto il rendimento di Zalewski.

Sempre L’Eco di Bergamo titola nel notiziario: «Oggi alle 18 allenamento a porte aperte. Cautela nel recupero di Ahanor e Cdk». Dopo il riposo di Ferragosto e il lavoro a porte chiuse di ieri, oggi la squadra si allena davanti ai tifosi al Centro Bortolotti. De Ketelaere e Ahanor saranno monitorati in vista dell’Hapoel. Restano fermi Hien e Kamaldeen Sulemana, mentre Kossounou prosegue il percorso di riabilitazione.

Il mercato trova spazio sia sulla Gazzetta dello Sport sia sull’Eco di Bergamo. La Gazzetta titola «L’Atalanta ha deciso. Bellanova rimarrà. Respinto anche il Fulham». Il quotidiano riferisce che il club inglese si è fatto avanti per l’esterno, ma la posizione dell’Atalanta è quella di trattenerlo.

L’Eco di Bergamo propone invece «No all’offerta del Fulham per Bellanova. Lang ed Esposito restano piste calde». Due nomi che il quotidiano continua dunque ad accostare al mercato nerazzurro.

Spazio sull’Eco di Bergamo anche all’Under 23, eliminata due giorni fa dalla Coppa Italia di Serie C: «U23, a Cittadella in vantaggio 2-0. Poi esce ai rigori». I nerazzurri si portano sul 2-0 con Steffanoni e Bonanomi, vengono raggiunti dal Cittadella e la qualificazione si decide dal dischetto: 6-5 per i veneti. A fianco le parole dell’allenatore Beati: «Ottima prestazione. La squadra è in crescita».

Chiusura con un ex nerazzurro. Tuttosport dedica grande spazio alla sorpresa dell’Olimpico: «La Lazio è un disastro. Il Mantova fa l’impresa». Il Mantova guidato da Francesco Modesto, mitico ex allenatore dell’Atalanta Under 23, batte 2-0 la Lazio con le reti di Ruocco e Cajazzo e conquista l’accesso ai sedicesimi di Coppa Italia.

Ad maiora

Atalanta, è cominciata l’operazione Hapoel: domani allenamento aperto ai tifosi

Archiviato il successo contro l’Athletic Club nel Trofeo Bortolotti, l’Atalanta è tornata al lavoro a Zingonia. Ora la testa è tutta su Atalanta-Hapoel Tel Aviv, giovedì 20 agosto alle 20.30, andata dei playoff di Conference League e primo impegno ufficiale della stagione.

Sarri negli allenamenti di oggi ha diviso il gruppo: attivazione e lavoro aerobico per chi aveva giocato venerdì, mentre gli altri hanno disputato una partitella contro l’Atalanta U23. I giovani nerazzurri erano reduci dalla gara di sabato in Coppa Italia Serie C contro il Cittadella, persa ai calci di rigore dopo il 2-2 dei tempi regolamentari.

Nel finale della seduta spazio al lavoro tattico difensivo. Restano da valutare nei prossimi giorni De Ketelaere e Ahanor, mentre Hien e Kamaldeen proseguono il loro percorso di recupero.

Domani, 17 agosto, nuovo allenamento pomeridiano al Centro Bortolotti, questa volta aperto al pubblico: ingresso dalle 18 fino al raggiungimento della capienza massima. Sarà un’occasione anche per verificare le condizioni degli uomini in dubbio a tre giorni dall’Hapoel. E per salutare il nuovo arrivato, Kristensen, che prima sarà presentato alla stampa.

Ad maiora

Foto: Atalanta B.C.

Atalanta-Hapoel vista da Israele: «La sfida più difficile»

Mancano quattro giorni all’andata del playoff di Conference League tra Atalanta e Hapoel Tel Aviv e, mentre a Bergamo cresce l’attesa per il primo appuntamento ufficiale della stagione, in Israele la sfida viene raccontata partendo soprattutto da una certezza: la squadra di Maurizio Sarri rappresenta un ostacolo di livello nettamente superiore rispetto a quelli affrontati finora dagli uomini di Elyaniv Barda.

Il tono era stato chiaro già il 3 agosto, al momento del sorteggio. Israel Hayom aveva presentato l’eventuale incrocio con l’Atalanta con un titolo che lasciava poco spazio alle interpretazioni: «Il più difficile possibile». Anche Ynet aveva parlato di sorteggio «particolarmente difficile», indicando la formazione bergamasca come squadra di vertice del calcio italiano. 

Dopo la qualificazione dell’Hapoel, ottenuta eliminando il GKS Katowice, l’attenzione si è inevitabilmente spostata sui rapporti di forza.

Israel Hayom li ha tradotti in numeri: secondo le valutazioni di Transfermarkt riportate dal quotidiano israeliano, la rosa dell’Atalanta vale 417,3 milioni di euro contro i 17,71 dell’Hapoel. Un rapporto di circa 23 a 1. Il dato ancora più significativo sottolineato dal giornale è un altro: undici giocatori dell’Atalanta avrebbero singolarmente una valutazione superiore a quella dell’intera rosa israeliana. 

La definizione utilizzata dalla stessa testata è sempre la stessa: quella contro l’Atalanta è «la sfida più difficile» che separa la squadra di Barda dalla fase campionato della Conference League. 

Proprio perché il divario viene considerato così ampio, sui siti sportivi israeliani vengono seguite con attenzione anche le notizie che arrivano da Zingonia.

Sport5 ha dedicato spazio alle condizioni di Charles De Ketelaere e Honest Ahanor, entrambi alle prese con problemi fisici, presentandoli come due giocatori importanti la cui disponibilità per il doppio confronto resta da verificare. 

Anche Walla Sport ha seguito la situazione degli infortunati e soprattutto l’ultimo test dell’Atalanta. Il successo per 1-0 sull’Athletic Bilbao nel Trofeo Bortolotti, deciso da Zalewski, è stato raccontato esplicitamente come la prova generale della squadra di Sarri prima dell’Hapoel.

Dall’altra parte non manca però la fiducia generata dal cammino europeo. L’Hapoel ha superato il Katowice 3-2 nel doppio confronto: dopo il 2-0 dell’andata, ha perso 2-1 in Polonia, soffrendo nel finale dopo essere passato in vantaggio con Stav Turiel.

Sport5 ha sottolineato soprattutto il carattere mostrato dalla squadra nelle concitate battute conclusive e ha definito l’Atalanta «la sfida più difficile di tutte». Ma il passaggio del turno ha anche alimentato l’idea che contro i nerazzurri l’Hapoel possa giocarsi una partita senza quasi nulla da perdere, cercando quello che in Israele sarebbe considerato uno dei risultati europei più importanti della storia recente del club. 

Ad maiora

Foto: Hapoel Tel Aviv FC

Atalanta, i giornali di sabato 15 agosto. Zalewski protagonista, la Dea cresce e Sarri vede progressi

La vittoria per 1-0 sull’Athletic Bilbao nel Trofeo Bortolotti domina le pagine sportive di Ferragosto. Nicola Zalewski è l’uomo copertina, ma l’attenzione va anche ai progressi tattici dell’Atalanta di Maurizio Sarri, a cinque giorni dall’esordio ufficiale nei playoff di Conference League.

L’Eco di Bergamo ha l’Atalanta già in prima pagina con «L’Atalanta accelera e batte 1-0 l’Athletic». All’interno il titolo principale è «Un’Atalanta in crescita conquista il suo trofeo». Ai nerazzurri basta la fiammata di Zalewski a inizio ripresa per conquistare il 27° Trofeo Bortolotti. Il quotidiano parla di ritmi ancora estivi, ma anche di una squadra che nella seconda parte della gara mostra una manovra più fluida e manda segnali incoraggianti in vista della Conference.

Ampio spazio anche all’analisi tattica, con il titolo «Cambio di marcia nella ripresa con giocate profonde in verticale». Sarri parte con il 4-3-3, ma nel primo tempo la manovra è lenta e troppo orizzontale. Il pressing dell’Athletic crea difficoltà all’uscita nerazzurra, Ederson viene schermato e Gaetano riceve pochi palloni tra le linee. La conseguenza è un’Atalanta prevedibile, che fatica a trovare le punte.

Nella ripresa cambia soprattutto la ricerca della profondità. Il pallone viaggia più velocemente, Zalewski trova immediatamente il gol e l’Atalanta riesce maggiormente a muovere la difesa basca. Con i cambi, De Roon va a fare il mediano centrale, con Pasalic e Ibrahim Sulemana mezzali. Restano alcune difficoltà nell’uscire dal pressing e nel trasformare il possesso in occasioni, ma per L’Eco di Bergamo il secondo tempo mostra una squadra più vicina alle idee di Sarri.

E proprio Zalewski merita un approfondimento a parte: «Zalewski, la metamorfosi. Adesso studia da vice Cdk». Gli infortuni del belga e di Kamaldeen possono infatti aprire una nuova possibilità al polacco.

Le parole di Sarri occupano un’altra pagina: «Nei primi 20’ della ripresa ho visto quello che chiedo». Il tecnico si dice soddisfatto dell’applicazione dei giocatori, pur ribadendo che il lavoro da fare resta molto. E dedica parole significative anche al pubblico bergamasco, definendo la tifoseria «bella, tosta e calda» e sottolineando il grande senso di appartenenza che lega città, società, squadra e tifosi.

Corriere della Sera – Bergamo sceglie «Sarri, buona la prima». Il riferimento è al debutto casalingo del nuovo tecnico davanti a quasi 15 mila spettatori. Il successo contro il Bilbao vale il Trofeo Bortolotti e soprattutto conferma i segnali di crescita già intravisti contro lo Schalke. Anche qui Zalewski è l’uomo della partita, mentre l’Atalanta viene descritta come una squadra ancora in costruzione ma già capace di superare un avversario importante nell’ultimo collaudo prima delle gare ufficiali.

La Gazzetta dello Sport lega direttamente la serata alla Conference. «Sarri riscopre Zalewski. Dea in modalità Conference» è il richiamo, mentre il titolo dell’articolo è ancora più netto: «Atalanta è già Europa». La rosea sottolinea il buon percorso del precampionato e soprattutto la solidità mostrata contro l’Athletic. Zalewski, avanzato dopo l’infortunio di De Ketelaere, risponde con il gol decisivo. Nel box dedicato a Giuntoli viene inoltre riportata la soddisfazione del direttore per la rosa a disposizione, citando gli arrivi di Gaetano, Raspadori e Kristensen.

Corriere dello Sport sintetizza la partita con «L’Atalanta è ok, decide Zalewski». Il polacco decide il Trofeo Bortolotti e il quotidiano sottolinea come il gruppo sembri aver già assimilato diverse idee del nuovo allenatore.

Tuttosport sceglie invece un giudizio più prudente: «L’Atalanta in rodaggio. Ma ci pensa Zalewski». L’italo-polacco viene indicato tra i migliori, mentre per la squadra resta ancora strada da percorrere. Dopo il ko con il Colonia e il successo per 3-0 sullo Schalke, la vittoria sull’Athletic chiude comunque con un altro risultato positivo il precampionato internazionale.

Tornando all’Eco di Bergamo, c’è spazio anche per il mercato. «Priorità l’esterno d’attacco. Lo Schalke vuole Kolasinac»: il quotidiano individua quindi la fascia offensiva come uno dei settori sui quali la società può ancora intervenire, mentre dalla Germania torna l’interesse per il difensore bosniaco.

E il Ferragosto nerazzurro non finisce con il Bortolotti. L’Eco di Bergamo guarda anche all’Under 23 con «Coppa Italia Serie C, la nuova Under 23 debutta sul campo del solido Cittadella». Stasera alle 21 al Tombolato comincia la stagione ufficiale della formazione guidata da Nicola Beati. È il primo turno della Coppa Italia di Serie C, in gara secca: un primo test per misurare il lavoro di una squadra profondamente rinnovata. In caso di qualificazione, il 2 settembre l’Atalanta affronterà la vincente di Lumezzane-Renate.

Ad maiora

Atalanta, Sarri promuove la Dea e attacca il mercato: «È un insulto al mio lavoro»

L’Atalanta batte l’Athletic Club, conquista il Trofeo Bortolotti e Maurizio Sarri esce dall’ultimo test prima della Conference con sensazioni positive, senza però nascondere il lavoro che resta da fare. Poi, in conferenza stampa, il tecnico nerazzurro si accende quando il discorso si sposta sul mercato.

Sarri definisce quella contro i baschi una partita ordinata, giocata su discreti livelli considerando il momento della preparazione. La soddisfazione c’è, ma resta relativa: il calcio d’agosto conta fino a un certo punto e soprattutto ci sono ancora diversi passi avanti da compiere nei sei-sette giorni che separano la Dea dalla prima partita ufficiale della stagione.

Il tecnico sottolinea soprattutto un aspetto. L’Athletic è abituato a comandare le partite attraverso il possesso palla, arrivando spesso a percentuali molto alte, ma a Bergamo non riesce a farlo. A Sarri piacciono in particolare i primi venti minuti del secondo tempo, quelli in cui l’Atalanta trova subito il vantaggio con Zalewski e sembra avere maggiore controllo della partita.

Il percorso, però, sarà lungo. Sarri non lo nasconde: dopo un ciclo durato tanti anni è inevitabile che una trasformazione così profonda richieda tempo. Nei momenti di difficoltà la ricetta resta quella più semplice: abbassare la testa e lavorare.

Quando si passa al mercato, il tono cambia.

A Sarri vengono ricordate le parole di Cristiano Giuntoli, che alla vigilia aveva parlato della possibilità di alzare ulteriormente il livello della squadra attraverso altri interventi.

Il tecnico mostra piena fiducia nel direttore, che considera tra i migliori nel suo ruolo, ma ribadisce la propria filosofia: lui è un allenatore di campo e non vuole disperdere energie occupandosi di situazioni che non può controllare.

Poi l’affondo.

Per Sarri il mercato è «una delle cose più pallose del calcio» e l’attenzione quasi esclusiva che gli viene dedicata finisce per diventare «un insulto» al lavoro dell’allenatore e alla sua professione.

Il problema non riguarda soltanto il racconto del calcio. Sarri contesta anche le date della sessione estiva: le squadre cominciano la preparazione con una rosa e rischiano di ritrovarsene un’altra quando iniziano le partite ufficiali. Le operazioni più importanti vengono spesso concentrate negli ultimi giorni e questo rende molto più complicato il lavoro sul campo.

Una posizione che Sarri sostiene da anni e che, sottolinea, oggi viene condivisa da molti più allenatori.

Inevitabile parlare anche dell’ultimo arrivato, Thomas Kristensen.

Sarri lo considera un buon giocatore. Ammette di conoscerlo un po’ meno perché il danese è stato utilizzato soprattutto in una difesa a tre, ma ritiene che abbia le caratteristiche per adattarsi anche alla linea a quattro.

Poi la battuta che riassume perfettamente il suo pensiero sul mercato: sarebbe stato più contento se Kristensen fosse arrivato il 9 luglio.

Interessanti anche le indicazioni sui singoli.

Sarri non attribuisce a Gaetano le difficoltà incontrate dall’Atalanta nella costruzione del gioco. Il problema, secondo il tecnico, è stato collettivo: troppa circolazione orizzontale e poca capacità di trovare il centrocampista. Anche i difensori centrali dovranno essere più coraggiosi nel cercare la giocata in avanti.

Da Raspadori, invece, Sarri pretende di più. Ne apprezza l’impegno e il lavoro, ma non nasconde di aspettarsi un rendimento superiore.

È uno dei messaggi più interessanti della serata.

Tra le difficoltà previste all’inizio del nuovo corso c’era soprattutto il passaggio alla linea difensiva a quattro.

Sarri scherza sulle previsioni più pessimistiche: sembrava dovesse essere una tragedia, invece l’applicazione dei giocatori è stata forte e la trasformazione non ha prodotto i problemi che qualcuno si aspettava.

Restano naturalmente automatismi da perfezionare. E gli infortuni non aiutano.

Le condizioni degli indisponibili non sembrano comunque destare allarme a lungo termine e Sarri spera di recuperare qualcuno già per l’esordio europeo. Ogni assenza, però, rallenta il processo di apprendimento già reso complicato dai rientri scaglionati post Mondiali: si rischia di costringere a ricominciare ogni volta una parte del lavoro.

Una sorta di gioco dell’oca tattico: si torna alla casella di partenza.

Sarri racconta il proprio legame personale con questa zona attraverso il ricordo di Valter Polini, al quale era legato per una storia di amicizia che coinvolgeva anche le rispettive famiglie.

Poi parla di quello che ha trovato a Bergamo.

Il calore dello stadio lo ha colpito. Sarri percepisce un rapporto molto stretto tra la città, la tifoseria, la società e chi indossa la maglia nerazzurra. La parola che utilizza per descriverlo è appartenenza.

Un concetto che nella serata del Trofeo dedicato ad Achille e Cesare Bortolotti assume inevitabilmente un significato particolare.

Zalewski: «Siamo a un buon punto»

In conferenza arriva anche Nicola Zalewski, l’uomo che decide la partita.

Il polacco parla di una gara intensa, nella quale l’Atalanta ha attraversato qualche momento di difficoltà ma è riuscita a rimanere compatta e a mantenere il controllo del gioco.

Quando gli viene chiesto delle voci di mercato che lo riguardano, taglia corto: è un giocatore dell’Atalanta e non ritiene di essere la persona che debba parlare di queste questioni.

Più interessante il discorso tattico.

Giocare più avanti non rappresenta una novità assoluta: Zalewski ricorda di averlo già fatto nelle giovanili. Per lui è stato semmai più insolito essere utilizzato da mezzala.

Con Sarri stanno cambiando soprattutto distanze e movimenti, sia in possesso sia senza palla. Larghezza e profondità vengono interpretate in maniera differente rispetto al passato e il processo di trasformazione è ancora in corso.

Le sensazioni del polacco sono però positive. Dopo quanto mostrato in Germania e contro l’Athletic, Zalewski considera la squadra già a un buon punto e guarda con fiducia alla stagione.

E ora via alla preparazione per l’esordio in Conference.

Ad maiora