Per sport

L’oppio dei popoli.

Atalanta, i giornali di venerdì 9 ottobre: Sarri prepara la ripartenza e chiede nuovi leader. Lentini: «È l’uomo giusto per aprire un nuovo ciclo»

Scalvini chiamato a guidare la difesa, la fascia sinistra da sistemare e tre partite ravvicinate. L’Atalanta di Sarri prepara il ritorno in campo, lunedì contro il Venezia.

L’Eco di Bergamo apre lo sport con «Ripresa dopo la maxi sosta. Inter e Roma davanti a tutti». Matteo Spini analizza le condizioni delle principali squadre del campionato e osserva: «L’Atalanta non sta bene, ma non è poi che tutte le altre big stiano tanto meglio: l’inizio del campionato ha emesso segnali contrastanti e la lunga pausa può avere cambiato più di qualcosa».

Per i nerazzurri è il momento di accelerare: «Sarri ha bisogno di tempo e gli alibi ci sono: è la prima fase di una rivoluzione tecnica che necessita pazienza». Dalle Nazionali sono arrivati segnali incoraggianti, da Scamacca a De Ketelaere, da Krstovic a Scalvini. «Ci sono le possibilità per accelerare e non è solo una questione di classifica».

Nella pagina successiva, sempre Spini affronta uno dei problemi rimasti aperti: «Fascia sinistra, lavori in corso con Bernasconi e Kolasinac». Il sommario distingue le due situazioni: «Lorenzo è un progetto intrigante, però deve ancora crescere, come ha sottolineato anche mister Sarri. Sead si è rimesso in discussione con determinazione, ma ha 33 anni e ha già commesso diversi errori».

Finora i due si sono divisi quasi equamente il posto: 292 minuti per Bernasconi, 309 per Kolasinac. «Nelle prossime settimane entrambi devono alzare il livello, altrimenti potrebbe essere necessario un intervento», scrive Spini.

Sarri continuerà a lavorare sul giovane: «È chiaro che devo cercare di fare crescere Bernasconi. Ma essendo il più giovane, è quello a cui vanno date altre possibilità». Il giornale ricorda anche l’alternativa Zappacosta, utilizzabile a sinistra mentre Bellanova occupa l’altra fascia. Per gennaio, non esclusi interventi sul mercato.

L’approfondimento storico dell’Eco si intitola «Gosens l’ultimo grande terzino. Diverse delusioni». Il percorso attraversa interpreti e difficoltà di un ruolo che, dopo il tedesco, non ha trovato un erede altrettanto convincente. Nella stessa pagina arriva la notizia della nuova squadra di Bakker: dopo la risoluzione con l’Atalanta, l’olandese ha firmato con il Nec Nijmegen fino a giugno 2027, con opzione per un’altra stagione. Potrebbe esordire domani contro l’Ajax.

Il notiziario da Zingonia conferma il rientro di tutti i nazionali: Elmas e Pasalic sono stati gli ultimi a tornare. Restano a parte cinque infortunati: Raspadori e Sulemana lavorano individualmente in campo, Hien in palestra, Kossounou e Pompei si sottopongono alle terapie. Tutti salteranno il Venezia. Raspadori potrebbe farcela per il Pafos, mentre Sulemana dovrà aspettare qualche partita in più.

Sul Corriere della Sera, nell’edizione di Bergamo, Stefano Arosio intervista Gigi Lentini: «Atalanta, Sarri aprirà un ciclo». A trent’anni dalla sua stagione nerazzurra, l’ex attaccante esprime fiducia nell’allenatore: «Sarri nella sua carriera ha dimostrato di essere un allenatore di valore. Moduli e allenamenti diversi richiedono tempo perché la squadra si adatti».

Lentini ragiona sulla fretta del calcio di oggi: «Ma oggi di pazienza non ce n’è. Se non ci sono i risultati salta tutto, se giochi male e vinci, va bene uguale. È uno specchio dei tempi. Ma Sarri credo sia l’uomo giusto per aprire un nuovo ciclo».

Sono cresciute anche le aspettative di Bergamo: «Dopo che hai provato lo zuccherino della Champions e lottato per lo scudetto, non puoi andare a dire al tifoso che si torna indietro. Le aspettative non sono più quelle di una volta».

Lentini ricorda quanto l’Atalanta gli abbia dato: «Ho scelto Bergamo per dimostrare di nuovo e ricordo un’annata di ottimo livello, tanto da aver ritrovato la convocazione in Nazionale. Per questo devo dire grazie all’Atalanta». E nella squadra attuale si sarebbe immaginato così: «Oggi si tende sempre a giocare con gli esterni invertiti e io amavo quel tipo di soluzione: con le mie caratteristiche mi sarei potuto adattare bene, sì».

Nella stessa pagina Marina Belotti firma «Tre gare in sei giorni. Per i nerazzurri calendario più duro». La ripresa porterà in successione Venezia, lunedì 12 ottobre alle 18.30, Pafos, giovedì 15 alle 21, e Milan, domenica 18 alle 18 a San Siro.

La gestione delle energie sarà centrale: «Le rotazioni saranno decisive per Sarri: gestire i minutaggi dei singoli sarà fondamentale per evitare di arrivare al big match di San Siro con una squadra troppo affaticata».

La Gazzetta dello Sport punta invece su Giorgio Scalvini. Davide Giovanzana firma «Scalvini fa il leader. Rilanciato dall’Italia si prende l’Atalanta». Il difensore è tornato a Zingonia dopo tre prestazioni convincenti da titolare in Nazionale.

Il giornale riprende le parole di Sarri: «Ha ampi margini, individualmente è forte, deve fare meglio nelle letture di reparto ma il picco del miglioramento lo raggiungerà quando migliorerà dal punto di vista della leadership. Sotto l’aspetto della personalità, da lui mi aspetto di più».

L’allenatore ha riconosciuto i progressi: «Sta facendo dei passi avanti giganteschi» e ora «deve diventare un punto di riferimento e un aiuto per tutta la squadra, trasformandosi da leader tecnico a trascinatore».

Con Hien e Kossounou ancora fuori, Scalvini è chiamato ad assumersi maggiori responsabilità: «Tra i due centrali, ne serve uno che gestisca la linea, che legga il gioco e i suoi tempi per guidare il posizionamento dei compagni di reparto», scrive Giovanzana.

Sempre sulla Gazzetta dello Sport, Michele Contessa presenta le novità dell’avversaria di lunedì: «Venezia, riecco Basic. Stroppa ora respira». Il centrocampista croato è rientrato in gruppo, mentre la sosta ha consentito a Kike Perez di migliorare la condizione. Il Venezia cerca a Bergamo i primi punti dopo cinque sconfitte nelle prime cinque giornate.

Il quotidiano dedica poi due pagine ai giovani azzurri. Alex Frosio firma «I super azzurrini meritano spazio. Ora tocca ai club». Il messaggio di Baldini è netto: «Il talento non ci manca ma i club diano spazio a questi ragazzi: se non giocano, non migliorano».

Filippo Cornacchia raccoglie il parere di Totò Di Natale: «Fateli giocare di più! Baldini è geniale, il Pep dei ragazzi». L’ex attaccante invita ad avere «più pazienza con i nostri giovani» e a prendere esempio dal lavoro dell’Under 21: «I ragazzi sbocciano se trovano spazio per esprimersi e divertirsi».

Su Baldini, avuto a Empoli, Di Natale aggiunge: «Silvio è geniale, sa di calcio e sa come prendere i giovani e come farli divertire, che è l’essenza del calcio». La definizione scelta per presentarlo è «il Guardiola dei giovani per come valorizza i ragazzi».

Andiamo all’estero: su Tuttosport, Ivan Cardia scrive «Uefa, Ceferin vince. Infantino non perde». Ceferin si ricandida alla presidenza della confederazione europea, mentre il confronto con la Fifa investe la gestione del calcio mondiale. Il sommario: «Il Forum dell’Uefa esprime la sfiducia nella “governance della Fifa”, ma Infantino raccoglie voti».

La Gazzetta dello Sport dedica una pagina al processo sulla morte di Maradona. Filippo Maria Ricci firma «Caso Maradona. Le accuse del pm: “Lasciato morire”». Il giornale riferisce le richieste di condanna della procura, fra cui dodici anni per il medico Leopoldo Luque, e le contestazioni sull’assistenza al campione argentino. Anche Tuttosport riprende la richiesta nell’articolo «Chiesti 12 anni per il medico di Maradona».

La carrellata delle prime pagine sportive comincia dalla Gazzetta dello Sport: «Il Milan ne vuole 2». Nel mirino per gennaio ci sono Gonçalo Inacio ed Endrick. Sulla Juve il richiamo è «Nico dice sì». Tuttosport spiega: «La Juve scommette su Nico»: Gonzalez verso il rinnovo fino al 2030, con la spinta di Spalletti. Di spalla «Adams corre verso l’Udinese». Chiudo col Corriere dello Sport che apre con l’intervista di Ivan Zazzaroni a Malen: «Gasp la nostra forza». L’attaccante della Roma dice dell’allenatore: «Lui sa gestirci e non ci mente mai».

Ad maiora

Atalanta, rientrati anche Elmas e Pašalić. Il Venezia recupera Bella-Kotchap, il Pafos cerca gol prima di Bergamo

L’Atalanta ha completato il rientro dei nazionali e ha proseguito la preparazione verso le sfide con Venezia e Pafos. Nella doppia seduta di oggi a Zingonia, Maurizio Sarri ha ritrovato anche Eljif Elmas e Mario Pašalić.

Al mattino la squadra ha lavorato divisa per reparti, mentre nel pomeriggio ha svolto attivazione tecnica e partitelle a tema su campo ridotto. Kossounou e Pompei hanno proseguito le terapie, Hien ha alternato terapie e palestra. Raspadori e Sulemana hanno aggiunto anche il lavoro individuale sul campo. Domani sono previsti scarico e lavoro individuale.

Il Venezia ha riabbracciato quasi tutti i giocatori rientrati dalle Nazionali, tra cui Yeboah, Helgason, Sagrado e Akor Adams. La novità principale riguarda Armel Bella-Kotchap: il difensore ha recuperato dall’infortunio, è tornato in gruppo e può candidarsi per una maglia da titolare lunedì a Bergamo.

Stroppa deve ancora valutare le condizioni di Mazzocchi, Basic, Dagasso, Haps e Schingtienne. La sosta ha permesso ad alcuni di loro di aumentare i carichi, ma le decisioni definitive arriveranno negli ultimi allenamenti.

Il Pafos sta preparando la trasferta di domenica contro l’Anorthosis con l’obiettivo di reagire alla sconfitta interna con l’AEL. Sá Pinto ha sfruttato la pausa per recuperare alcuni giocatori reduci da piccoli problemi fisici e lavorare sulla fase offensiva.

La squadra cipriota ha segnato soltanto quattro reti nelle prime quattro giornate di campionato, tre delle quali nella partita d’esordio. Anderson Silva ha realizzato un gol in 192 minuti, mentre Lele è ancora a secco. Un problema da risolvere alla vigilia di un ciclo molto impegnativo: Anorthosis, Atalanta e APOEL in otto giorni.

L’Atalanta affronterà il Venezia lunedì alle 18.30 alla New Balance Arena. Tre giorni più tardi, giovedì 15 ottobre alle 21, arriverà il Pafos per la prima giornata della fase campionato di Conference League.

Ad maiora

Atalanta-Venezia, sfida tra due squadre in cerca di riscatto: la Dea ha perso le ultime tre, i veneti tutte le cinque partite

La lunga sosta sta per finire! Lunedì 12 ottobre alle 18.30 l’Atalanta riceve il Venezia alla New Balance Arena: una partita che mette di fronte due squadre in difficoltà, separate da cinque punti ma accomunate dalla necessità di interrompere una serie negativa.

La Dea ha perso le ultime tre partite di Serie A contro Roma, Cagliari e Juventus. Non incassa quattro sconfitte consecutive in campionato dal gennaio 2016, quando in panchina c’era Edy Reja. Il Venezia è invece ancora fermo a zero punti: cinque sconfitte nelle prime cinque giornate, una partenza che in Serie A non registrava dalla stagione 1949/50.

I precedenti premiano nettamente l’Atalanta. Nei 22 confronti giocati in Serie A, i nerazzurri hanno ottenuto 13 vittorie, contro le tre del Venezia, con sei pareggi. Anche il bilancio dei gol è favorevole alla Dea: 34-16.

L’Atalanta ha vinto sei delle ultime sette sfide di campionato contro i veneti, mantenendo sei volte la porta inviolata. L’unica eccezione è il pareggio per 0-0 del primo marzo 2025 a Bergamo. Il Venezia ha conquistato una sola vittoria negli ultimi nove confronti di campionato con i nerazzurri: l’1-0 del primo febbraio 2004 (gol di Paolo Poggi) in Serie B.

A Bergamo il divario è ancora più evidente: in undici precedenti di Serie A l’Atalanta ha vinto otto volte, pareggiato due e perso una, con 22 reti segnate e nove subite. I nerazzurri non hanno incassato gol nelle ultime quattro partite casalinghe contro il Venezia nel massimo campionato.

La squadra di Stroppa arriva l da 28 trasferte consecutive senza vittorie in Serie A: dieci pareggi e 18 sconfitte. L’ultimo successo esterno risale al 12 febbraio 2022, il 2-1 ottenuto sul campo del Torino.

L’Atalanta è la squadra che ha utilizzato il maggior numero di titolari differenti, venti, ma anche quella che ha impiegato complessivamente meno giocatori: sempre venti. Il Venezia, invece, è l’unica formazione del campionato a non avere ancora schierato un calciatore italiano dal primo minuto.

Tra i giocatori da seguire c’è Charles De Ketelaere. Dall’inizio di febbraio, tra gli attaccanti con almeno mille minuti giocati in Serie A, il belga è quello che ha tentato meno conclusioni: 13, soltanto tre delle quali nello specchio. Nello stesso periodo ha però creato nove occasioni per i compagni, una ogni 2,23 tiri tentati.

Nel Venezia attenzione anche ad Antoine Hainaut. Il difensore ha già segnato alla New Balance Arena, il 25 maggio 2025 con il Parma, ed è il giocatore arancioneroverde che ha effettuato più cross su azione in questo campionato: 27.

Sul fronte infortunati, Raspadori e Sulemana hanno ripreso il lavoro individuale sul campo, ma non sono ancora rientrati in gruppo. Hien continua tra terapie e palestra, mentre Kossounou è ancora in terapia. Nel Venezia sono indisponibili Sverko, Franjic e Busio; restano da valutare, tra gli altri, Basic, Haps, Adorante, Bella-Kotchap e Schingtienne.

Numeri e precedenti indicano l’Atalanta come favorita, ma il presente racconta una partita più delicata.

Ad maiora

Atalanta, i giornali di giovedì 8 ottobre: Scamacca riparte dai gol e si parla di rinnovo, Giuntoli rilancia la fiducia in Sarri. CDK e i dubbi in attacco, Gasperini racconta la nostalgia di Bergamo

Gli attaccanti tornano dalle Nazionali con gol e fiducia. Sarri ritrova il gruppo, mentre Giuntoli difende il percorso della nuova Atalanta.

L’Eco di Bergamo apre lo sport con «Attaccanti in fiducia. Armi in più per Sarri». Matteo Spini traccia il bilancio della lunga pausa: «Tredici giocatori prelevati e restituiti, aggiungendo o togliendo qualcosa: un po’ tutti hanno minuti in più nelle gambe, il che può essere un male perché significa fatica ma anche un bene perché può tramutarsi in confidenza tecnica».

Le indicazioni migliori arrivano davanti: «Scamacca e Krstovic hanno segnato, De Ketelaere ha lanciato segnali. Ci sarebbe anche Raspadori che ha ben figurato ma si è fatto male, quindi lo mettiamo in disparte».

Per Scamacca, il gol alla Turchia «aumenta la sua maniera e rinforza il suo morale, al netto di una connessione solo parziale con gli altri azzurri». Krstovic torna invece dalle partite contro Cipro e Armenia con due gol e un assist: «La Lega C di Nations non è di alto livello, ma i gol contano sempre».

Fra i segnali positivi ci sono anche Kessie, Scalvini e Zalewski. Sul difensore, Spini osserva: «Il discorso è anche tattico per Scalvini, che finalmente giostra in Nazionale nel ruolo dell’Atalanta: 4-3-3 sia per Sarri, sia per Mancini e dunque l’apprendistato vale doppio». Per Zalewski, quattro presenze da titolare con la Polonia e due assist.

Il bilancio numerico dell’Eco titola «Elmas: 4 partite, 360 minuti. Carnesecchi finisce a zero». Il macedone gioca sempre; il portiere resta invece in panchina in tutte e quattro le gare dell’Italia. Complessivamente, la pausa porta quattro gol e cinque assist agli atalantini.

La Gazzetta dello Sport dedica a Scamacca una pagina firmata da Matteo Brega: «Scamacca, avvio super». Il richiamo: «Atalanta, i suoi gol per la ripartenza. E si parla di rinnovo».

Brega sottolinea anche il contributo alla manovra: «Le qualità tecniche di Scamacca sono riconosciute da ogni allenatore che lo ha avuto. Per questo motivo è quasi limitativo pensarlo come un centravanti e basta. Ha visione di gioco e può diventare un riferimento anche per la costruzione, non solo per la finalizzazione».

Il contratto scade il 30 giugno 2028, ma secondo il quotidiano «i contatti con l’agente di Scamacca per allungare il contratto sono già stati allacciati». Dopo Scalvini, dunque, l’Atalanta pensa a prolungare anche l’accordo dell’attaccante.

Sul Corriere della Sera, nell’edizione di Bergamo, Marina Belotti firma «Zingonia, si riparte. I dubbi in attacco». Con gli ultimi rientri di Pasalic ed Elmas, Sarri può finalmente lavorare con tutti i nazionali.

Il nodo resta De Ketelaere, che con il Belgio brilla da centravanti: «Un ruolo che per il tecnico toscano in nerazzurro però non va messo in discussione, vista la presenza in rosa già di Scamacca e Krstovic a dettare la scelta su chi si debba posizionare davanti alla porta».

Per Sarri conta l’equilibrio della squadra: «Non tanto la preferenza dei singoli». Belotti prospetta quindi un’alternativa: «Passare, anche dal primo minuto dal classico 4-3-3 a un alternativo 4-2-3-1, così da sfruttare proprio le doti del belga nell’accentrarsi dietro la punta di riferimento». A destra possono trovare spazio Samardzic, Elmas o Raspadori, quando recupererà; a sinistra Rowe, Zalewski o Sulemana.

Accanto, il regista Davide Ferrario firma «La lucidità del mister e i timori dei tifosi: che film ci aspetta?». Apprezza la chiarezza con cui Sarri legge le difficoltà, ma pone un interrogativo: «Sul set come sul campo bisogna cercare l’equilibrio tra preparazione e la “cosa vera” che succede».

Ferrario conclude: «Purtroppo fino a oggi l’Atalanta non assomiglia a un film d’autore, piuttosto a uno di quegli sceneggiati tv professionali ma fatti col minimo sforzo creativo».

Su L’Eco di Bergamo parla anche Cristiano Giuntoli: «L’Atalanta è un sogno. Grande unione con i tifosi». Il dirigente racconta a Bergamo Tv: «Quando ero a Carpi, l’Atalanta era il mio sogno: rappresentava un punto da raggiungere. Ho sempre ammirato questa proprietà».

Sul momento della squadra: «Non dobbiamo pensare ai punti, nel bene e nel male: dobbiamo analizzare la prestazione e io confido che questa squadra faccia molto di più».

Giuntoli difende il percorso dell’allenatore: «La storia di Sarri parla chiaro: anche a Empoli aveva fatto a inizio. Facendo tanta didattica, calcio ripensato, però dopo devono stare e non pensando solo gioco, oltre a iniziative e spensieratezza: serve tempo, comunque ci saranno alti e bassi». Il messaggio conclusivo è di fiducia: «Sappiamo che sarà un anno complicato, ma si passa da questo percorso e una forte identità».

Su Rowe: «Lo volevamo fortemente, è giovane e ha qualità: crescerà di pari passo con la squadra, ha già fatto buone cose con la Juve, al di là dell’episodio di quel rigore che era netto. Ma noi non possiamo guardare agli errori arbitrali: sono cose che capitano in un campionato, noi dobbiamo pensare a trovare equilibri e identità».

Per la Conference: «Porsi un obiettivo come l’Europa può essere un limite: impareremo a vedere dove siamo arrivati, ma serve equilibrio. Lavoriamo per trovare alla svelta una forte identità e dare il massimo sui tre fronti: crediamo che la squadra abbia un grande potenziale».

Il notiziario dell’Eco e la Gazzetta dello Sport segnalano intanto il ritorno al lavoro individuale sul campo di Raspadori e Sulemana. Per entrambi il Venezia arriva troppo presto; il quotidiano sportivo non esclude una convocazione contro il Pafos, con l’obiettivo di renderli disponibili pienamente per il Milan. Per Hien e Kossounou i tempi restano più lunghi.

Atalanta-Venezia, lunedì alle 18.30, sarà arbitrata da Paride Tremolada. Al Var Francesco Meraviglia, assistito da Marco Piccinini.

Il Corriere dello Sport, nell’analisi «La pausa li fa belli», guarda anche alla sfida di Bergamo. Per l’Atalanta segnala la crescita di Zalewski e i contributi di De Ketelaere, Elmas e Krstovic; per il Venezia, Radu e Schingtienne rientrano dalle Nazionali.

Sul Corriere della Sera c’è anche Gasperini. Massimo Laganà firma «Gasp, messaggio in bottiglia: “Ho ancora casa in città”», in occasione della presentazione della Freisa «343» prodotta dal figlio Davide e destinata a un’iniziativa benefica.

Il tecnico racconta il legame con Bergamo: «Non ho rimpianti, ma provo una profonda nostalgia per una comunità dove mi ero integrato perfettamente. Non a caso ci torno spesso. Mi manca tutto, di Bergamo».

Sul percorso nerazzurro: «Non solo e non tanto per l’Europa League vinta. Ma per la qualità del gioco e per la costanza dei piazzamenti in zona Champions conquistati in nove anni. Non è il singolo trofeo a decretare la bravura di un tecnico». E chiude: «Una cosa è certa. La mia casa a Bergamo non l’ho venduta».

L’Under 21 conquista l’apertura della Gazzetta dello Sport. Alex Frosio intervista Silvio Baldini: «Sogno l’Europeo e l’Olimpiade. Prima dei campioni alleno gli uomini».

Il commissario tecnico spiega: «Come dico sempre a loro, non devono pensare solo a diventare ricchi e famosi, ma devono cercare nel calcio quella felicità che avevano da bambini, quando si pensa solo al divertimento. E devono comportarsi bene, anche in campo».

Fra gli esempi c’è Ahanor, chiamato dalla Nazionale maggiore per coprire le assenze sulla fascia. Baldini racconta di aver cambiato modo di comunicare con lui durante Italia-Polonia: «Alla fine del primo tempo, sono andato ad abbracciarlo e gli ho spiegato con calma che lui doveva coprire Pisilli e Liberali. Così gli ho fatto capire che non lo stavo rimproverando».

Gli obiettivi sono ambiziosi: «Speravo di andare all’Europeo e ora ci siamo andati. Ora spero di vincerlo, poi andare alle Olimpiadi e vincerle». Per il torneo non chiede rinforzi dalla maggiore: «Nessuno, mi tengo quelli che ho, i miei ragazzi». Con l’eccezione della disponibilità già offerta da Pio Esposito.

Prima delle aperture, il ricordo di Stefania Corna, morta a 35 anni dopo una lunga malattia. Sul Corriere della Sera, Roberta Amaglio titola «Ex Foppa e insegnante: addio a Stefania Corna». I funerali sono in programma domani a Boltiere.

Sulla Gazzetta dello Sport, Rebecca Saibene firma «L’eredità di Stefania. Altruista in campo e con i bambini». Lorenzo Micelli la ricorda così: «Non è mai stata piccola: aveva un talento mostruoso e tanta voglia di lavorare e di mettersi in gioco». Dopo la pallavolo, Stefania trova nell’insegnamento un’altra passione: «Il volley è stato un grande amore. I bimbi sono pagine da colorare».

La carrellata finale parte dalla Gazzetta dello Sport: «I miei ragazzi d’oro», con Baldini e il rilancio azzurro. In alto, «Bobo lancia Pio», con Vieri che pronostica per Esposito più gol in Nazionale di Riva.

Il Corriere dello Sport apre su Modric: «Io non mi fermo». Il croato assicura: «Non è la mia ultima stagione, dopo sarà Real».

Tuttosport sceglie «Palmisani chiama Juve», con il portiere del Frosinone e dell’Under 21. In alto l’abbraccio del tennis a Sinner: «Jannik, sei il migliore. Tornerai ancora più forte».

Atalanta, Raspadori e Sulemana al lavoro sul campo. Venezia tra assenze e il gol di Adams, il Pafos ritrova i nazionali

Raspadori e Sulemana riprendono il lavoro individuale sul campo. È la novità del pomeriggio a Zingonia: i due attaccanti aggiungono questa attività alle terapie e alla palestra, senza ancora rientrare in gruppo.

Sarri ritrova anche sette nazionali: Carnesecchi, De Ketelaere, Kolasinac, Krstovic, Scalvini, Scamacca e Zalewski. La preparazione verso Venezia e Pafos oggi ha visto esercitazioni tecniche, una partitella dieci contro dieci su metà campo e lavoro di potenza. Hien continua con terapie e palestra, mentre Kossounou e Pompei svolgono terapie. Domani è previsto un doppio allenamento a porte chiuse.

Nel Venezia, il quadro delle disponibilità resta complicato. Sverko, Franjic e Busio sono indisponibili, mentre restano da valutare Dagasso, Basic, Haps, Adorante, Bella-Kotchap e Schingtienne. Una lista ancora provvisoria, a cinque giorni dalla trasferta di Bergamo.

Dalle Nazionali arriva invece una buona notizia per l’attacco di Stroppa: Akor Adams porta il suo bilancio con la Nigeria a 182 minuti e un gol. Rispetto al riepilogo precedente, trova spazio anche Richie Sagrado, che raggiunge i 90 minuti con il Belgio Under 21.

Situazione diversa in casa Pafos. Ricardo Sá Pinto può preparare la ripresa con tutti i giocatori a disposizione dopo il ritorno di Dragomir, Sema e Sunjic, che hanno concluso lunedì gli impegni internazionali. Il tecnico ritrova dunque il gruppo per lavorare alla doppia trasferta con Anorthosis e Atalanta.

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