Per sport

L’oppio dei popoli.

Atalanta, 16 anni fa gli scontri alla Bèrghem Fest: dal no alla Tessera alle proteste sulle trasferte

Il 25 agosto 2010 è una delle date più controverse nella storia recente del tifo atalantino. Sedici anni fa circa 500 sostenitori nerazzurri raggiunsero la Bèrghem Fest di Alzano Lombardo per contestare Roberto Maroni, allora ministro dell’Interno e principale promotore della Tessera del tifoso.

La protesta non era soltanto bergamasca. Nell’estate 2010 numerose curve italiane si opposero alla Tessera, considerata da parte del movimento ultras uno strumento di controllo e una limitazione alla libertà di seguire la propria squadra.

Ad Alzano la contestazione degenerò. Ci furono scontri con le forze dell’ordine, lanci di petardi e fumogeni, automobili incendiate e feriti. Maroni interruppe il proprio intervento. Seguirono indagini, identificazioni e procedimenti giudiziari.

Sedici anni dopo molto è cambiato. La Tessera ha lasciato spazio alle fidelity card e molte curve che inizialmente le avevano rifiutate hanno modificato la propria posizione. A Bergamo, invece, la componente organizzata della Curva ha mantenuto la scelta di non sottoscrivere la card. Diventata praticamente obbligatoria per seguire la squadra per le partite di Campionato e Coppa Italia che si giocano lontano da Bergamo.

Il tema delle limitazioni resta attuale. Il 25 gennaio scorso, prima di Atalanta-Parma, la Nord aveva riempito la curva con le date delle gare interessate da provvedimenti negli ultimi anni e il messaggio «30 trasferte bloccate in 3 stagioni tra divieti e restrizioni». Anche per la terza giornata, all’Olimpico contro la Roma, ci sarà obbligo di tessera.

La protesta è proseguita anche in estate. Il 25 luglio, dopo i divieti di trasferta per le amichevoli contro Feyenoord e Schalke 04, davanti allo stadio è comparso un altro striscione: «Società Atalanta: tutto l’anno tra tessere, divieti e restrizioni. Anche d’estate queste rotture di coglioni».

Un filo che porta anche a Claudio Galimberti, il “Bocia”, storico leader della Nord, lontano dagli stadi dal 2009 e destinatario negli anni di una successione di Daspo arrivati complessivamente a trent’anni. Ai provvedimenti legati agli stadi si aggiunge anche il divieto di soggiorno nel comune di Bergamo: di fatto, una serie di restrizioni che da anni lo tengono lontano dalla curva e dalla città.

Il legame con la curva è riemerso domenica contro il Sassuolo. La Nord ha esposto lo striscione «La repressione ti tiene ancora distante / per il tuo popolo sei sempre la guida più importante / Claudio libero», accompagnato da cori e fumogeni. Sette sono finiti sul terreno di gioco, provocando un’interruzione di circa due minuti e una multa di 10 mila euro all’Atalanta.

Sedici anni dopo la Bèrghem Fest, il contesto e le forme della protesta sono cambiati. Trasferte, tessere e restrizioni restano però questioni aperte nel rapporto tra il tifo organizzato bergamasco, società e istituzioni.

Ad maiora

Atalanta, verso l’Hapoel: Sarri lavora sulla fase difensiva. Ahanor torna in campo

Dopo il giorno di riposo concesso all’indomani della vittoria sul Sassuolo, l’Atalanta è tornata al lavoro a Zingonia. Nel mirino c’è già il ritorno dei playoff di Conference League contro l’Hapoel Tel Aviv, in programma giovedì alle 20 a Miskolc.

Maurizio Sarri ha differenziato il lavoro tra chi è stato maggiormente impiegato domenica e il resto della squadra. Per i primi attivazione, mobilità e lavoro aerobico rigenerante; per gli altri attivazione tecnica e partitelle su campo ridotto. La seduta si è poi conclusa con un lavoro sulla fase difensiva che ha coinvolto l’intero gruppo. 

Sul fronte degli indisponibili arriva un piccolo passo avanti per Ahanor, che ha svolto lavoro personalizzato sul campo. Restano invece in cura Hien, Kamaldeen Sulemana e Kristensen: a ormai quarantotto ore dalla partita, il loro recupero per l’Ungheria appare dunque il tema da seguire nella rifinitura di domani. 

Domani mattina allenamento al Centro Bortolotti e la partenza per Miskolc. Alle 18.30 Sarri parlerà nella conferenza stampa della vigilia al DVTK Stadion. 

Ad maiora

Foto: Atalanta B.C.

Serie A, riparte la classifica delle multe: Atalanta subito seconda, davanti c’è il Bologna

Il primo Comunicato Ufficiale della stagione, pubblicato il 25 agosto dopo la giornata inaugurale del campionato, mette subito l’Atalanta nelle zone alte di questa poco ambita graduatoria. 

La multa più pesante è quella del Bologna: 12.000 euro. Il Giudice Sportivo segnala un fascio di luce laser indirizzato verso i calciatori della Lazio e il lancio, durante la partita, di tre fumogeni, una bottiglietta d’acqua e alcuni bicchieri nel recinto di gioco.

Subito dietro c’è l’Atalanta con 10.000 euro. Nel corso della partita vinta 2-1 contro il Sassuolo, al 20’ del secondo tempo, sette fumogeni sono stati lanciati sul terreno di gioco. L’arbitro ha dovuto interrompere la gara per circa due minuti per consentirne la rimozione. La sanzione è stata attenuata in applicazione dell’articolo 29 del Codice di Giustizia Sportiva. 

Seguono il Venezia con 4.000 euro, per un fumogeno lanciato sul terreno di gioco che ha provocato un’interruzione, e Como e Frosinone con 3.000 euro ciascuno. Il Como paga il ritardo di due minuti provocato ingiustificatamente all’inizio del primo tempo, mentre il Frosinone viene sanzionato per cori offensivi rivolti ripetutamente a un calciatore avversario. 

La classifica dopo la 1ª giornata

1. Bologna — 12.000 €
2. Atalanta — 10.000 €
3. Venezia — 4.000 €
4. Como — 3.000 €
4. Frosinone — 3.000 €

Ad maiora

Elmas si presenta: «Atalanta top club, non ho dovuto pensarci. Posso giocare ovunque». Giuntoli: «Settimana calda, staremo attenti alle opportunità»

Dopo l’esordio arrivato praticamente senza neppure il tempo di conoscere i nuovi compagni, Eljif Elmas si presenta ufficialmente all’Atalanta. Accanto a lui il direttore sportivo Cristiano Giuntoli, che parte proprio dall’ultimo arrivato ma inevitabilmente finisce per parlare anche degli ultimi giorni di mercato.

Giuntoli ricorda il percorso costruito dall’arrivo di Maurizio Sarri e sottolinea come Elmas sia stata un’opportunità che l’Atalanta ha voluto cogliere rapidamente. «È un ragazzo di grande esperienza e nel pieno della carriera», spiega il direttore, ricordandone le quasi 200 presenze in Serie A e l’esperienza europea. Un giocatore particolarmente prezioso anche per la duttilità: può essere utilizzato a centrocampo, sulla trequarti e sull’esterno.

Elmas, classe 1999, non nasconde invece quanto sia stata semplice la scelta di Bergamo. «Non ho pensato tanto perché mi sono trovato davanti un top club. L’Atalanta ha già dimostrato grandi cose negli anni, ha vinto l’Europa League. Spero di fare bene e ripagare la fiducia della società».

Il macedone conosce bene l’Atalanta per averla affrontata diverse volte e ha già avuto modo di apprezzare il nuovo ambiente. «Tutte le persone qui sono serie, sono molto contento di essere arrivato». E sul ruolo non pone condizioni: «Ho già giocato in tante posizioni, posso giocare da tutte le parti. L’importante è essere pronto e dare il massimo per la squadra».

C’è poi Sarri, allenatore che Elmas non aveva mai avuto direttamente ma del quale conosce bene idee e principi. «Lo conoscevo dai tempi di Napoli e della Lazio, conosco il suo gioco. Gioca un calcio molto offensivo e di possesso». Nei primi colloqui il tecnico gli ha chiesto soprattutto delle condizioni fisiche e della disponibilità immediata.

Proprio la forma è uno dei temi dopo un’estate nella quale Elmas ha trovato poco spazio al Lipsia. Il nuovo numero 99 — scelto perché è il suo anno di nascita e perché lo aveva già indossato — ammette che servirà ancora lavoro: «Ci sono cose da migliorare, però sono pronto e a disposizione del mister».

Il passaggio in Germania non viene cancellato, nonostante le difficoltà. «È stata un’esperienza difficile, ma mi ha insegnato tanto. Nei momenti di difficoltà devi avere ancora più mentalità. Ho guadagnato maturità. Ora però è passato e lo lascio dietro».

A Bergamo Elmas ritrova anche Giacomo Raspadori, con il quale aveva condiviso l’esperienza di Napoli. Non c’è stato il tempo di sentirlo prima del trasferimento, tanto rapidamente si è conclusa l’operazione, ma i due erano rimasti in contatto: «Quando è arrivato qui gli avevo fatto l’in bocca al lupo. Mi aveva sempre parlato bene dell’Atalanta. Sono felice di ritrovarlo».

Immediato anche l’impatto con il pubblico nerazzurro. Elmas conosce bene gli ambienti caldi dopo Napoli e Torino e quello trovato a Bergamo non lo ha sorpreso: «La tifoseria dell’Atalanta è passionale, caldissima, canta fino all’ultimo. È un’arma in più per noi». Più sorprendente, semmai, è stato l’esordio praticamente immediato: «Non me l’aspettavo. Ero arrivato il giorno prima della partita, è stato emozionante».

Il macedone non potrà invece essere utilizzato giovedì in Ungheria contro l’Hapoel Tel Aviv. «Mi dispiace tanto, è una partita importante. Questa settimana farò il tifo per la mia squadra e spero che passi il turno». Sulle prospettive stagionali resta prudente ma ambizioso: «Ci sono grandissimi giocatori. Possiamo fare molto bene sui tre fronti, ma dobbiamo pensare giorno dopo giorno».

Nel finale torna protagonista Giuntoli. Inevitabili le domande su Jonathan Rowe e sugli altri nomi che accompagnano queste ultime ore di mercato, oltre all’interesse che circonda alcuni giocatori dell’Atalanta. Il direttore evita però di entrare nelle singole trattative.

«Manca una settimana, quella più calda del mercato. Abbiamo ragazzi attorno ai quali c’è grande interesse, ma noi contiamo molto su di loro. In questo momento pensiamo alla squadra e a farla crescere». Nessuna conferma quindi su Rowe né sulle possibili alternative: «Il club sta sempre molto attento a quello che succede e alle opportunità, come testimonia l’intervento per Elmas».

Ad maiora

Atalanta, i giornali di martedì 25 agosto: assalto a Rowe, offerta da 35 milioni. Kristensen prova a recuperare per l’Hapoel

Il mercato torna prepotentemente al centro delle pagine dedicate all’Atalanta. Il nome è quello di Jonathan Rowe, esterno offensivo inglese del Bologna per il quale i nerazzurri hanno deciso di accelerare. Sullo sfondo resta però il campo: giovedì a Miskolc c’è il ritorno contro l’Hapoel Tel Aviv e Sarri deve verificare soprattutto le condizioni di Kristensen.

L’Eco di Bergamo apre con «Atalanta, assalto a Rowe. Il Bologna per ora resiste». La Dea avrebbe alzato l’offerta a 35 milioni più bonus, ma la risposta dei rossoblù resta negativa: la valutazione dell’inglese è intorno ai 50 milioni. Rowe avrebbe invece già dato il proprio assenso al trasferimento. Secondo il quotidiano bergamasco, l’Atalanta cerca un’ala capace di giocare su entrambe le fasce e di completare il reparto offensivo: l’inglese viene considerato il profilo giusto, ma la distanza economica resta significativa. Sullo sfondo rimangono anche Cambiaghi e, per la difesa, la pista Romagnoli.

Ancora L’Eco di Bergamo dedica un approfondimento alla squadra vista contro il Sassuolo: «Gaetano e Raspadori, ci siamo. Da rivedere la fase difensiva». Il centrocampista viene indicato come uno dei giocatori maggiormente cresciuti nell’interpretazione del calcio di Sarri, mentre Raspadori viene apprezzato anche per il lavoro senza palla. Restano invece problemi dietro: contro il Sassuolo sono arrivati troppi tiri concessi e giovedì contro l’Hapoel serviranno «rapidità nel fraseggio e difesa attrezzata contro le ripartenze».

Sempre il quotidiano bergamasco guarda al ritorno di Conference con «Oggi la ripresa. Kristensen cerca il recupero per l’Hapoel». Il danese è alle prese con una distorsione alla caviglia e, se non dovesse farcela, potrebbe essere riproposto Kossounou. De Ketelaere è invece completamente recuperato: contro il Sassuolo ha ritrovato il campo e ora punta ad aumentare il minutaggio.

Il Corriere della Sera titola «Il sorpasso di Rowe». La cifra indicata sale fino a una possibile offerta massima di 40 milioni, mentre il Bologna continua a chiederne 50. Il quotidiano sottolinea anche la strategia di Giuntoli e la necessità di regalare a Sarri un nuovo esterno offensivo. Sul fronte difensivo resta viva l’ipotesi Romagnoli, anche se un eventuale innesto potrebbe dipendere da una partenza nel reparto.

Nell’analisi della partita, il Corriere della Sera osserva invece: «Gaetano libero di agire. Zappacosta e Pasalic sono due titolari in più». Tra gli aspetti positivi vengono sottolineati la libertà concessa a Gaetano e il recupero di giocatori esperti; tra quelli da correggere, le marcature e la fase difensiva. L’Atalanta ha concesso troppo al Sassuolo e contro l’Hapoel non potrà permettersi gli stessi spazi.

La Gazzetta dello Sport dedica praticamente una pagina alla trattativa: «Sarri vuole Rowe». Anche la rosea parla di un’offerta da 35 milioni più bonus e della resistenza del Bologna. Rowe viene descritto come un giocatore capace di agire su entrambe le fasce, caratteristica particolarmente gradita a Sarri. Tra le alternative vengono indicati Lang e Cambiaghi.

La Gazzetta dello Sport guarda anche alla Conference: «Kristensen ci prova per l’Hapoel. De Ketelaere verso l’esordio dal 1’». Il difensore danese resta in dubbio per la caviglia, mentre il belga, dopo il rientro contro il Sassuolo, potrebbe aumentare sensibilmente il minutaggio nella partita decisiva di Miskolc.

Anche Tuttosport mette Rowe in primo piano con «Atalanta, c’è Rowe». Il quotidiano conferma l’interesse nerazzurro per l’esterno del Bologna e inserisce il suo nome nel quadro degli ultimi movimenti di mercato della Serie A.

Il Corriere dello Sport, invece, racconta Rowe soprattutto dal punto di vista bolognese. Dopo lo 0-1 contro la Lazio, Domenico Tedesco sottolinea l’importanza del giocatore e il club prova a fare muro davanti all’interesse dell’Atalanta. Il messaggio è chiaro: il Bologna non considera semplice privarsi dell’inglese negli ultimi giorni di mercato.

Fuori dalle pagine sportive, L’Eco di Bergamo ricorda infine i dieci anni dal terremoto di Amatrice e il grande movimento di solidarietà partito anche da Bergamo. Nel racconto trova spazio l’Atalanta: l’Accademia dello Sport acquistò tre casette e una delegazione nerazzurra partecipò alle iniziative sul territorio. L’ex sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi ricorda inoltre il rapporto nato con Bergamo e con la Dea: «Commosso, da quel giorno tifo Atalanta».

Ad maiora