Atalanta, i giornali di giovedì 8 ottobre: Scamacca riparte dai gol e si parla di rinnovo, Giuntoli rilancia la fiducia in Sarri. CDK e i dubbi in attacco, Gasperini racconta la nostalgia di Bergamo

Gli attaccanti tornano dalle Nazionali con gol e fiducia. Sarri ritrova il gruppo, mentre Giuntoli difende il percorso della nuova Atalanta.

L’Eco di Bergamo apre lo sport con «Attaccanti in fiducia. Armi in più per Sarri». Matteo Spini traccia il bilancio della lunga pausa: «Tredici giocatori prelevati e restituiti, aggiungendo o togliendo qualcosa: un po’ tutti hanno minuti in più nelle gambe, il che può essere un male perché significa fatica ma anche un bene perché può tramutarsi in confidenza tecnica».

Le indicazioni migliori arrivano davanti: «Scamacca e Krstovic hanno segnato, De Ketelaere ha lanciato segnali. Ci sarebbe anche Raspadori che ha ben figurato ma si è fatto male, quindi lo mettiamo in disparte».

Per Scamacca, il gol alla Turchia «aumenta la sua maniera e rinforza il suo morale, al netto di una connessione solo parziale con gli altri azzurri». Krstovic torna invece dalle partite contro Cipro e Armenia con due gol e un assist: «La Lega C di Nations non è di alto livello, ma i gol contano sempre».

Fra i segnali positivi ci sono anche Kessie, Scalvini e Zalewski. Sul difensore, Spini osserva: «Il discorso è anche tattico per Scalvini, che finalmente giostra in Nazionale nel ruolo dell’Atalanta: 4-3-3 sia per Sarri, sia per Mancini e dunque l’apprendistato vale doppio». Per Zalewski, quattro presenze da titolare con la Polonia e due assist.

Il bilancio numerico dell’Eco titola «Elmas: 4 partite, 360 minuti. Carnesecchi finisce a zero». Il macedone gioca sempre; il portiere resta invece in panchina in tutte e quattro le gare dell’Italia. Complessivamente, la pausa porta quattro gol e cinque assist agli atalantini.

La Gazzetta dello Sport dedica a Scamacca una pagina firmata da Matteo Brega: «Scamacca, avvio super». Il richiamo: «Atalanta, i suoi gol per la ripartenza. E si parla di rinnovo».

Brega sottolinea anche il contributo alla manovra: «Le qualità tecniche di Scamacca sono riconosciute da ogni allenatore che lo ha avuto. Per questo motivo è quasi limitativo pensarlo come un centravanti e basta. Ha visione di gioco e può diventare un riferimento anche per la costruzione, non solo per la finalizzazione».

Il contratto scade il 30 giugno 2028, ma secondo il quotidiano «i contatti con l’agente di Scamacca per allungare il contratto sono già stati allacciati». Dopo Scalvini, dunque, l’Atalanta pensa a prolungare anche l’accordo dell’attaccante.

Sul Corriere della Sera, nell’edizione di Bergamo, Marina Belotti firma «Zingonia, si riparte. I dubbi in attacco». Con gli ultimi rientri di Pasalic ed Elmas, Sarri può finalmente lavorare con tutti i nazionali.

Il nodo resta De Ketelaere, che con il Belgio brilla da centravanti: «Un ruolo che per il tecnico toscano in nerazzurro però non va messo in discussione, vista la presenza in rosa già di Scamacca e Krstovic a dettare la scelta su chi si debba posizionare davanti alla porta».

Per Sarri conta l’equilibrio della squadra: «Non tanto la preferenza dei singoli». Belotti prospetta quindi un’alternativa: «Passare, anche dal primo minuto dal classico 4-3-3 a un alternativo 4-2-3-1, così da sfruttare proprio le doti del belga nell’accentrarsi dietro la punta di riferimento». A destra possono trovare spazio Samardzic, Elmas o Raspadori, quando recupererà; a sinistra Rowe, Zalewski o Sulemana.

Accanto, il regista Davide Ferrario firma «La lucidità del mister e i timori dei tifosi: che film ci aspetta?». Apprezza la chiarezza con cui Sarri legge le difficoltà, ma pone un interrogativo: «Sul set come sul campo bisogna cercare l’equilibrio tra preparazione e la “cosa vera” che succede».

Ferrario conclude: «Purtroppo fino a oggi l’Atalanta non assomiglia a un film d’autore, piuttosto a uno di quegli sceneggiati tv professionali ma fatti col minimo sforzo creativo».

Su L’Eco di Bergamo parla anche Cristiano Giuntoli: «L’Atalanta è un sogno. Grande unione con i tifosi». Il dirigente racconta a Bergamo Tv: «Quando ero a Carpi, l’Atalanta era il mio sogno: rappresentava un punto da raggiungere. Ho sempre ammirato questa proprietà».

Sul momento della squadra: «Non dobbiamo pensare ai punti, nel bene e nel male: dobbiamo analizzare la prestazione e io confido che questa squadra faccia molto di più».

Giuntoli difende il percorso dell’allenatore: «La storia di Sarri parla chiaro: anche a Empoli aveva fatto a inizio. Facendo tanta didattica, calcio ripensato, però dopo devono stare e non pensando solo gioco, oltre a iniziative e spensieratezza: serve tempo, comunque ci saranno alti e bassi». Il messaggio conclusivo è di fiducia: «Sappiamo che sarà un anno complicato, ma si passa da questo percorso e una forte identità».

Su Rowe: «Lo volevamo fortemente, è giovane e ha qualità: crescerà di pari passo con la squadra, ha già fatto buone cose con la Juve, al di là dell’episodio di quel rigore che era netto. Ma noi non possiamo guardare agli errori arbitrali: sono cose che capitano in un campionato, noi dobbiamo pensare a trovare equilibri e identità».

Per la Conference: «Porsi un obiettivo come l’Europa può essere un limite: impareremo a vedere dove siamo arrivati, ma serve equilibrio. Lavoriamo per trovare alla svelta una forte identità e dare il massimo sui tre fronti: crediamo che la squadra abbia un grande potenziale».

Il notiziario dell’Eco e la Gazzetta dello Sport segnalano intanto il ritorno al lavoro individuale sul campo di Raspadori e Sulemana. Per entrambi il Venezia arriva troppo presto; il quotidiano sportivo non esclude una convocazione contro il Pafos, con l’obiettivo di renderli disponibili pienamente per il Milan. Per Hien e Kossounou i tempi restano più lunghi.

Atalanta-Venezia, lunedì alle 18.30, sarà arbitrata da Paride Tremolada. Al Var Francesco Meraviglia, assistito da Marco Piccinini.

Il Corriere dello Sport, nell’analisi «La pausa li fa belli», guarda anche alla sfida di Bergamo. Per l’Atalanta segnala la crescita di Zalewski e i contributi di De Ketelaere, Elmas e Krstovic; per il Venezia, Radu e Schingtienne rientrano dalle Nazionali.

Sul Corriere della Sera c’è anche Gasperini. Massimo Laganà firma «Gasp, messaggio in bottiglia: “Ho ancora casa in città”», in occasione della presentazione della Freisa «343» prodotta dal figlio Davide e destinata a un’iniziativa benefica.

Il tecnico racconta il legame con Bergamo: «Non ho rimpianti, ma provo una profonda nostalgia per una comunità dove mi ero integrato perfettamente. Non a caso ci torno spesso. Mi manca tutto, di Bergamo».

Sul percorso nerazzurro: «Non solo e non tanto per l’Europa League vinta. Ma per la qualità del gioco e per la costanza dei piazzamenti in zona Champions conquistati in nove anni. Non è il singolo trofeo a decretare la bravura di un tecnico». E chiude: «Una cosa è certa. La mia casa a Bergamo non l’ho venduta».

L’Under 21 conquista l’apertura della Gazzetta dello Sport. Alex Frosio intervista Silvio Baldini: «Sogno l’Europeo e l’Olimpiade. Prima dei campioni alleno gli uomini».

Il commissario tecnico spiega: «Come dico sempre a loro, non devono pensare solo a diventare ricchi e famosi, ma devono cercare nel calcio quella felicità che avevano da bambini, quando si pensa solo al divertimento. E devono comportarsi bene, anche in campo».

Fra gli esempi c’è Ahanor, chiamato dalla Nazionale maggiore per coprire le assenze sulla fascia. Baldini racconta di aver cambiato modo di comunicare con lui durante Italia-Polonia: «Alla fine del primo tempo, sono andato ad abbracciarlo e gli ho spiegato con calma che lui doveva coprire Pisilli e Liberali. Così gli ho fatto capire che non lo stavo rimproverando».

Gli obiettivi sono ambiziosi: «Speravo di andare all’Europeo e ora ci siamo andati. Ora spero di vincerlo, poi andare alle Olimpiadi e vincerle». Per il torneo non chiede rinforzi dalla maggiore: «Nessuno, mi tengo quelli che ho, i miei ragazzi». Con l’eccezione della disponibilità già offerta da Pio Esposito.

Prima delle aperture, il ricordo di Stefania Corna, morta a 35 anni dopo una lunga malattia. Sul Corriere della Sera, Roberta Amaglio titola «Ex Foppa e insegnante: addio a Stefania Corna». I funerali sono in programma domani a Boltiere.

Sulla Gazzetta dello Sport, Rebecca Saibene firma «L’eredità di Stefania. Altruista in campo e con i bambini». Lorenzo Micelli la ricorda così: «Non è mai stata piccola: aveva un talento mostruoso e tanta voglia di lavorare e di mettersi in gioco». Dopo la pallavolo, Stefania trova nell’insegnamento un’altra passione: «Il volley è stato un grande amore. I bimbi sono pagine da colorare».

La carrellata finale parte dalla Gazzetta dello Sport: «I miei ragazzi d’oro», con Baldini e il rilancio azzurro. In alto, «Bobo lancia Pio», con Vieri che pronostica per Esposito più gol in Nazionale di Riva.

Il Corriere dello Sport apre su Modric: «Io non mi fermo». Il croato assicura: «Non è la mia ultima stagione, dopo sarà Real».

Tuttosport sceglie «Palmisani chiama Juve», con il portiere del Frosinone e dell’Under 21. In alto l’abbraccio del tennis a Sinner: «Jannik, sei il migliore. Tornerai ancora più forte».

Lascia un commento