Month: settembre 2026

Roma-Atalanta, le formazioni ufficiali: Sarri sceglie Elmas con Scamacca e De Ketelaere, Gasperini punta su Dybala-Malen

Manca poco al fischio d’inizio di Roma-Atalanta e sono ufficiali le scelte di Gian Piero Gasperini e Maurizio Sarri per la sfida dell’Olimpico.

Sarri conferma il 4-3-3 e affida il centro dell’attacco a Gianluca Scamacca, con De Ketelaere ed Elmas ai suoi lati. A centrocampo la scelta cade su Samardzic, Gaetano ed Ederson. In difesa, davanti a Carnesecchi, giocano Bellanova, Kossounou, Scalvini e Kolasinac.

Gasperini risponde con Dybala e Malen insieme dal primo minuto. Alle loro spalle Mora, mentre a centrocampo ci sono Lulli, Koné, Cristante e Wesley. Difesa a tre con Mancini, Ndicka ed Hermoso davanti a Svilar.

Per l’Atalanta è il primo vero esame di questo avvio di campionato: entrambe le squadre arrivano all’Olimpico a punteggio pieno dopo le prime due giornate.

ROMA (3-4-1-2): Svilar; Mancini, Ndicka, Hermoso; Lulli, Koné, Cristante, Wesley; Mora; Malen, Dybala. All. Gasperini.

ATALANTA (4-3-3): Carnesecchi; Bellanova, Kossounou, Scalvini, Kolasinac; Samardzic, Gaetano, Ederson; De Ketelaere, Scamacca, Elmas. All. Sarri.

Ad maiora

Roma-Atalanta, stessi punti ma storie diverse: la Dea all’Olimpico cerca conferme contro una Roma già lanciata

Sei punti a testa, ma percorsi molto diversi. Roma e Atalanta arrivano alla sfida dell’Olimpico con la classifica perfettamente allineata e sensazioni invece opposte. I giallorossi hanno travolto Fiorentina e Lecce con due 4-0, la Dea ha battuto Sassuolo e Bologna soffrendo e trovando contro i rossoblù il gol decisivo soltanto al 96’. 

Il dato più evidente riguarda proprio il modo in cui le due squadre sono arrivate fin qui. La Roma ha concesso appena 16 tiri nelle prime due giornate, mentre l’Atalanta ne ha subiti 38 (San Carrnesecchi). I giallorossi sono anche la squadra che ha recuperato più possessi, 114, contro i 58 della Dea. Una differenza che racconta bene una Roma già aggressiva e gasperiniana e un’Atalanta che, pur vincendo, sta ancora assimilando il calcio di Sarri. 

Anche la produzione offensiva fotografa due inizi di stagione differenti. La Roma ha già segnato otto reti, l’Atalanta tre. Ma il successo contro il Bologna una squadra capace di restare dentro la partita fino all’ultimo, anche quando la prestazione non scorre come vorrebbe il suo allenatore. 

Il confronto con la Roma negli ultimi anni ha spesso sorriso ai nerazzurri. L’Atalanta è imbattuta nelle ultime otto sfide di campionato contro i giallorossi, con sei vittorie e due pareggi: è la striscia più lunga senza sconfitte contro la Roma nella storia atalantina in Serie A. E anche l’Olimpico è diventato terreno favorevole: dopo otto successi casalinghi consecutivi tra il 2005 e il 2014, la Roma ha vinto appena una delle ultime dodici partite interne contro la Dea. 

Ci sono poi le storie dei giocatori. Gianluca Scamacca, cresciuto nel settore giovanile della Roma, non ha mai segnato ai giallorossi in Serie A. Charles De Ketelaere, invece, contro la Roma ha realizzato una delle sue cinque doppiette nel massimo campionato, quella del maggio 2024 (in maglia nerazzurra ovviamente, non quella rossonera). Nikola Krstovic ha già segnato due volte ai capitolini, mentre Mario Pasalic ha partecipato a cinque gol contro la Roma tra reti e assist. C’è poi Jonathan Rowe. Nella scorsa stagione , col Bologna, è stato il giocatore che ha tentato e completato più dribbling: 94 provati e 50 riusciti.

La sfida contiene anche un piccolo primato possibile per Sarri. Dopo le vittorie contro Sassuolo e Bologna, il tecnico potrebbe diventare il primo allenatore nella storia dell’Atalanta a vincere le prime tre gare di Serie A sulla panchina nerazzurra. Il confronto con Gasperini è in perfetto equilibrio: 18 sfide, sei vittorie per parte e sei pareggi. 

Ad maiora

Roma-Atalanta, probabili formazioni a confronto: Samardzic o Pasalic, Rowe divide i pronostici. Dybala resta il dubbio di Gasperini

A poche ore da Roma-Atalanta, in programma alle 20.45 all’Olimpico, le probabili formazioni disegnate da quotidiani e siti specializzati hanno molte certezze ma anche alcuni punti sui quali le indicazioni divergono. Per Maurizio Sarri i dubbi principali riguardano una maglia a centrocampo e soprattutto l’esterno sinistro del tridente; Gian Piero Gasperini deve invece decidere quanto rischiare Paulo Dybala dopo l’affaticamento accusato durante la settimana (e a pochi giorni da ritorno in Champions).

Atalanta: difesa praticamente fatta

Qui le indicazioni convergono quasi tutte. Davanti a Carnesecchi dovrebbero esserci Zappacosta, Kossounou, Scalvini e Bernasconi. Kristensen ha recuperato dal problema alla caviglia ed è nuovamente disponibile, ma difficilmente partirà titolare; Hien e Sulemana restano invece fuori. 

Anche Sky Sport sceglie la linea Zappacosta-Kossounou-Scalvini-Bernasconi. Qualche possibilità alternativa arriva da TMW, che tiene aperto il ballottaggio Kossounou-Kristensen al centro, ma la coppia Kossounou-Scalvini è nettamente quella più indicata. 

Il vero dubbio è Samardzic-Pasalic

Gaetano in regia ed Ederson mezzala sono i due punti fermi. Sull’altro interno, invece, i pronostici si dividono.

I quotidiani in edicola danno parecchio credito a Samardzic dopo il gol decisivo al 96’ contro il Bologna. La stessa indicazione arriva da TMW, che propone il serbo insieme a Gaetano ed Ederson, e da CalcioAtalanta, che assegna a Samardzic il 60% contro il 40% di Pasalic. 

Sky Sport va invece nella direzione opposta: Pasalic titolare, con Samardzic come principale alternativa. Kessie è alla prima convocazione ma, secondo praticamente tutte le fonti, dovrebbe iniziare dalla panchina. 

E davanti spunta Rowe

De Ketelaere a destra e Scamacca al centro sono le due certezze. Sarri ha definito CDK un «fuoriclasse», aggiungendo però che può ancora dare di più, mentre Scamacca resta davanti a Krstovic nelle gerarchie.

La questione interessante è a sinistra.

Sky Sport vede Raspadori titolare e considera Rowe destinato inizialmente alla panchina. 

TMW indica invece un ballottaggio Raspadori-Zalewski, senza lanciare immediatamente l’inglese. 

Molto più decisi TuttoAtalanta e CalcioAtalanta. Il primo mette Rowe/Raspadori direttamente nel possibile undici; il secondo porta l’ipotesi ancora più avanti e schiera Rowe titolare, attribuendogli il 45% delle possibilità contro il 30% di Raspadori e il 25% di Elmas. 

Anche La Gazzetta dello Sport, nelle indicazioni pubblicate alla vigilia, considera Rowe immediatamente candidato a una maglia e mette il suo ballottaggio con Raspadori al 55-45.

Roma: Dybala sì o no?

Sul fronte giallorosso la struttura non cambia: Gasperini parte dal 3-4-2-1.

Svilar è sicuro in porta, Mancini ed Hermoso altrettanto dietro. La novità delle ultime ore riguarda Ndicka: Sky Sport lo considera recuperato e lo schiera titolare, mentre TMW mantiene maggiore prudenza e lascia aperta la possibilità che giochi ancora Ghilardi. 

Sulle corsie Wesley è certo a sinistra. A destra Sky insiste su Lulli davanti a Molina; anche TMW considera Lulli (che ha il 77 come Zappacosta) favorito, pur lasciando aperta l’alternativa dell’argentino. 

Cristante e Koné costituiscono invece la coppia centrale sulla quale non sembrano esserci dubbi.

Mora c’è, il nodo è Dybala-Soulé

Malen, cinque gol nelle prime due giornate, resta il riferimento offensivo. Alle sue spalle Rodrigo Mora è indicato praticamente da tutti.

L’unica grande incertezza della serata è Dybala.

Gasperini ha spiegato che gli esami non hanno evidenziato problemi e che sarà decisiva la risposta del giocatore: «L’importante è che lui si senta sicuro e tranquillo». 

Sky Sport ritiene possibile addirittura la partenza dal primo minuto della Joya, con Soulé pronto per la staffetta. TMW, invece, propende maggiormente per Mora e Soulé alle spalle di Malen, lasciando Dybala inizialmente fuori. 

Le formazioni che raccolgono più consensi

ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini, Ndicka, Hermoso; Lulli, Cristante, Koné, Wesley; Mora, Dybala/Soulé; Malen. Allenatore: Gasperini.

ATALANTA (4-3-3): Carnesecchi; Zappacosta, Kossounou, Scalvini, Bernasconi; Samardzic/Pasalic, Gaetano, Ederson; De Ketelaere, Scamacca, Rowe/Raspadori. Allenatore: Sarri.

Ad maiora

Atalanta, i giornali di sabato 5 settembre: Roma primo vero crash test, Sarri cerca la nuova identità contro Gasperini

Roma-Atalanta domina le pagine sportive del sabato. All’Olimpico, alle 20.45, si affrontano due squadre a punteggio pieno, ma soprattutto due progetti che sembrano trovarsi in momenti molto diversi: la Roma di Gian Piero Gasperini ha iniziato con due 4-0, l’Atalanta di Maurizio Sarri con due successi più sofferti e una qualificazione europea conquistata nel frattempo (e nel quarto quarto della doppia sfida). È questo il filo che lega quasi tutti i quotidiani: per la Dea arriva il primo vero esame della nuova stagione. 

L’Eco di Bergamo sceglie proprio questa chiave: «La Roma va a mille. Atalanta, all’Olimpico è un vero crash test». Matteo Spini sottolinea la differenza tra una squadra giallorossa già lanciata e una Dea ancora alla ricerca della propria nuova identità. In un altro approfondimento, «I giallorossi una macchina perfetta. Rosa completa e Malen scatenato», il quotidiano bergamasco fotografa la partenza della Roma: otto gol in due partite e soprattutto i cinque di Donyell Malen.

Spazio naturalmente anche alle scelte di Sarri. L’Eco di Bergamo titola «Testa a testa fra Raspadori e Rowe. Kessie, forse esordio a gara in corso». La novità è soprattutto Jonathan Rowe, appena arrivato ma già in condizioni tali da poter essere preso in considerazione. Kessie, invece, parte più indietro. Sarri stesso spiega le differenti condizioni dei nuovi arrivati e la necessità di lavorare ancora. 

La conferenza dell’allenatore apre la terz pagina sportiva : «Una sfida bella e difficile. L’importante è crescere». Sarri insiste sulla distanza temporale tra i due progetti: Gasperini lavora sulla Roma da molto più tempo, mentre lui ha avuto appena poche settimane per cambiare profondamente l’Atalanta. E ribadisce la stima per il collega, pur ricordando la diversità delle rispettive filosofie calcistiche. 

Accanto c’è Gasperini. L’Eco di Bergamo titola: «Gasp: “Atalanta rosa da Champions. È una prova di forza”». L’ex tecnico nerazzurro considera quella con la Dea la prima verifica importante della sua Roma e non nasconde la qualità dell’organico nerazzurro.

La Gazzetta dello Sport presenta la giornata come «Un weekend bollente» e mette Roma-Atalanta tra le tre grandi sfide insieme a Inter-Napoli e Juventus-Milan. Il titolo dedicato alla partita è «Gasp lanciato con super Malen. Sarri prende punti coi lavori in corso».

Il quotidiano dedica poi due pagine alla sfida: «Roma test verità» e «Mora e le fasce sprint per battere l’Atalanta e puntare al titolo». La squadra giallorossa viene presentata come una squadra già capace di viaggiare ad alta velocità. Sul fronte opposto Matteo Brega raccoglie le indicazioni di Sarri: «CDK fuoriclasse. Kessie forte e intelligente». De Ketelaere resta uno dei riferimenti tecnici del nuovo corso e il tecnico chiede al belga di incidere ancora di più.

Corriere dello Sport apre dalla Roma con un titolo enorme dedicato al dubbio Dybala: «Paulo, non c’è 2 senza 3». Jacopo Aliprandi racconta una Roma alla ricerca della terza vittoria consecutiva e un Gasperini che ritrova l’Atalanta. Nella pagina successiva è proprio l’ex allenatore della Dea il protagonista: «È una prima prova di forza». Gasperini definisce quella contro l’Atalanta una partita che ha già il sapore della Champions e ribadisce di essere «innamorato della Roma».

A fianco c’è il commento di Cristiano Gatti, «Quel che resta del Gasp», dedicato a ciò che i nove anni di Gasperini hanno lasciato a Bergamo e a quanto sia inevitabile che il confronto con il suo passato accompagni questa partita.

Per l’Atalanta, Corriere dello Sport sceglie invece le parole di Sarri: «Roma top, la mia Dea all’inizio». Patrick Iannarelli mette al centro la differenza di maturazione tra le due squadre. Sarri considera la Roma già molto avanti, mentre la sua Atalanta deve ancora costruire automatismi e identità. Nel box dedicato alla formazione viene segnalato Samardzic dall’inizio e Rowe pronto, mentre Kessie potrebbe trovare spazio durante la gara.

Tuttosport costruisce la vigilia sul confronto tra i due allenatori. Per Gasperini: «Io, innamorato di questa Roma». L’ex tecnico nerazzurro parla del ritorno contro la squadra allenata per nove stagioni e riconosce che a Bergamo «avevo dato tutto». Dall’altra parte Fabio Gennari titola: «Sarri, una scossa a De Ketelaere: “Può dare di più”». Il belga viene definito un fuoriclasse dell’Atalanta, ma Sarri gli chiede un ulteriore salto di rendimento.

Il Corriere della Sera, nell’edizione di Bergamo, sceglie invece una frase che racconta bene il momento della Dea: «È un nuovo ciclo. E siamo indietro». Marina Belotti mette al centro Sarri, il ritorno all’Olimpico e soprattutto un’Atalanta che deve ancora completare la trasformazione. Il tecnico non nasconde le difficoltà di queste prime settimane, tra mercato, nuovi arrivi, infortuni e poco tempo per allenarsi.

Pietro Serina, nel suo «Oltre la diagonale», titola «Il divario nei numeri e la leggerezza data dalla classifica»: i risultati permettono all’Atalanta di affrontare l’esame dell’Olimpico senza l’urgenza di dover già rincorrere, pur davanti a una Roma che nei numeri delle prime due giornate ha fatto decisamente più impressione.

Chiudiamo con la Gazzetta dello Sport e la rubrica di prima pagina diLuigi Garlando dedicata all’ex capitano intitolata «De Roon alla griglia». Il riferimento è alla maglia dell’ex capitano bruciata sulla griglia dall’imprenditore bergamasco Fabio Acquaroli, che l’aveva acquistata a un’asta benefica. Garlando scrive: «Un gesto che fa male», e si domanda quale colpa possa essere attribuita a de Roon dopo dieci anni e 444 presenze in nerazzurro. Ricorda il suo legame con Bergamo, gli anni del Covid e una storia vissuta ben oltre il campo. E all’auspicio di Acquaroli di un «silenzio assordante» quando l’olandese tornerà a Bergamo da avversario, Garlando contrappone ciò che si augura lui: «un applauso assordante». Poi la chiusa: «Sulla griglia tornino le salamelle».

Ad maiora

Quando Sarri aveva il posto auto riservato: il libro che racconta le origini dell’allenatore dell’Atalanta

Prima della Serie A, dello scudetto con la Juventus, dell’Europa e delle grandi panchine (ora quella bergamasca) c’erano Stia, Tegoleto, Sansovino, Sangiovannese. E persino un posto auto davanti a un piccolo stadio toscano che nessuno doveva permettersi di occupare.

Non è un libro nuovo, ma riletto oggi, con Maurizio Sarri sulla panchina dell’Atalanta, diventa una piccola miniera di storie. È Sarri prima di Sarri. Storie e segreti di un’incredibile carriera, scritto da Francesca Muzzi: un viaggio negli anni nei quali l’attuale tecnico nerazzurro costruiva il proprio mestiere lontanissimo dai riflettori del grande calcio.

A indicare fin dall’inizio il senso del racconto è Renzo Ulivieri, autore della prefazione. Il presidente dell’Associazione Italiana Allenatori parte da una considerazione: dei personaggi diventati famosi si racconta quasi sempre la parte più alta della carriera. Questo libro sceglie invece la strada opposta, andando a cercare Sarri dentro una realtà «spesso e volentieri paesana».

E Ulivieri si concede anche una confidenza che racconta bene il rapporto fra i due. Parla del «compagno» Sarri, aggiungendo tra parentesi: «se ancora lo posso chiamare “compagno”». Soprattutto individua un filo che unisce l’allenatore dei piccoli campi toscani a quello arrivato ai vertici: le persone naturalmente cambiano, scrive, ma «l’essenza rimane».

Ed è proprio quell’essenza che emerge pagina dopo pagina.

A Tegoleto Sarri ha il suo posto per la macchina davanti allo stadio. E guai a occuparlo. Il libro racconta di una domenica nella quale qualcuno parcheggia proprio lì: bisogna rintracciare il proprietario dell’auto e farla spostare. Un episodio minuscolo, ma già molto sarriano.

Poi c’è la Sansovino. Nello spogliatoio Sarri prende da parte Nario Cardini e gli comunica una decisione destinata a cambiare la sua vita: «Nario voglio lasciare il lavoro in banca e dedicarmi solo ad allenare. Che dici?».

Con la Sansovino arriva anche la Coppa Italia di Serie D nella stagione 2002-03. Una delle fotografie del volume immortala Sarri mentre alza il trofeo. Un’altra curiosità sembra anticipare l’iconografia che lo accompagnerà nel grande calcio: allo stadio Le Fonti compare un cartello che invita a non gettare a terra i mozziconi. L’autrice si domanda ironicamente se fosse un messaggio subliminale rivolto all’accanito fumatore Sarri.

Poi la Sangiovannese e il professionismo. Tra i documenti riprodotti c’è il primo contratto da allenatore professionista di Maurizio Sarri, relativo alla stagione 2003-04. Nel giugno 2004 arriva la presentazione della squadra in piazza a San Giovanni Valdarno.

Il libro va anche più indietro. Una fotografia della Castelnuovese della stagione 1989-90 mostra Sarri in seconda fila, primo da destra. Ci sono Loris Beoni e tanti altri personaggi incontrati lungo una gavetta che sembra appartenere a un calcio lontanissimo da quello di oggi.

È questo il pregio maggiore del volume di Francesca Muzzi. Non spiegare il Sarri famoso attraverso le vittorie, ma andare a cercare quello che c’era prima: campi di provincia, dirigenti, calciatori, sigarette, spogliatoi, fotografie ingiallite, contratti e ricordi. Nell’introduzione l’autrice lo definisce efficacemente «un ultimo che è diventato un primo».

Oggi quell’allenatore è arrivato a Bergamo. E rileggere adesso queste storie permette anche di riconoscere qualcosa del Sarri che ogni giorno si presenta a Zingonia. Sono cambiati gli stadi, i giocatori e la dimensione del calcio. Forse, come scrive Ulivieri, l’essenza è rimasta.

Ad maiora

Francesca Muzzi, Sarri prima di Sarri. Storie e segreti di un’incredibile carriera
Prefazione di Renzo Ulivieri
Ultra, collana Ultra Sport, 2019