Quando Sarri aveva il posto auto riservato: il libro che racconta le origini dell’allenatore dell’Atalanta

Prima della Serie A, dello scudetto con la Juventus, dell’Europa e delle grandi panchine (ora quella bergamasca) c’erano Stia, Tegoleto, Sansovino, Sangiovannese. E persino un posto auto davanti a un piccolo stadio toscano che nessuno doveva permettersi di occupare.

Non è un libro nuovo, ma riletto oggi, con Maurizio Sarri sulla panchina dell’Atalanta, diventa una piccola miniera di storie. È Sarri prima di Sarri. Storie e segreti di un’incredibile carriera, scritto da Francesca Muzzi: un viaggio negli anni nei quali l’attuale tecnico nerazzurro costruiva il proprio mestiere lontanissimo dai riflettori del grande calcio.

A indicare fin dall’inizio il senso del racconto è Renzo Ulivieri, autore della prefazione. Il presidente dell’Associazione Italiana Allenatori parte da una considerazione: dei personaggi diventati famosi si racconta quasi sempre la parte più alta della carriera. Questo libro sceglie invece la strada opposta, andando a cercare Sarri dentro una realtà «spesso e volentieri paesana».

E Ulivieri si concede anche una confidenza che racconta bene il rapporto fra i due. Parla del «compagno» Sarri, aggiungendo tra parentesi: «se ancora lo posso chiamare “compagno”». Soprattutto individua un filo che unisce l’allenatore dei piccoli campi toscani a quello arrivato ai vertici: le persone naturalmente cambiano, scrive, ma «l’essenza rimane».

Ed è proprio quell’essenza che emerge pagina dopo pagina.

A Tegoleto Sarri ha il suo posto per la macchina davanti allo stadio. E guai a occuparlo. Il libro racconta di una domenica nella quale qualcuno parcheggia proprio lì: bisogna rintracciare il proprietario dell’auto e farla spostare. Un episodio minuscolo, ma già molto sarriano.

Poi c’è la Sansovino. Nello spogliatoio Sarri prende da parte Nario Cardini e gli comunica una decisione destinata a cambiare la sua vita: «Nario voglio lasciare il lavoro in banca e dedicarmi solo ad allenare. Che dici?».

Con la Sansovino arriva anche la Coppa Italia di Serie D nella stagione 2002-03. Una delle fotografie del volume immortala Sarri mentre alza il trofeo. Un’altra curiosità sembra anticipare l’iconografia che lo accompagnerà nel grande calcio: allo stadio Le Fonti compare un cartello che invita a non gettare a terra i mozziconi. L’autrice si domanda ironicamente se fosse un messaggio subliminale rivolto all’accanito fumatore Sarri.

Poi la Sangiovannese e il professionismo. Tra i documenti riprodotti c’è il primo contratto da allenatore professionista di Maurizio Sarri, relativo alla stagione 2003-04. Nel giugno 2004 arriva la presentazione della squadra in piazza a San Giovanni Valdarno.

Il libro va anche più indietro. Una fotografia della Castelnuovese della stagione 1989-90 mostra Sarri in seconda fila, primo da destra. Ci sono Loris Beoni e tanti altri personaggi incontrati lungo una gavetta che sembra appartenere a un calcio lontanissimo da quello di oggi.

È questo il pregio maggiore del volume di Francesca Muzzi. Non spiegare il Sarri famoso attraverso le vittorie, ma andare a cercare quello che c’era prima: campi di provincia, dirigenti, calciatori, sigarette, spogliatoi, fotografie ingiallite, contratti e ricordi. Nell’introduzione l’autrice lo definisce efficacemente «un ultimo che è diventato un primo».

Oggi quell’allenatore è arrivato a Bergamo. E rileggere adesso queste storie permette anche di riconoscere qualcosa del Sarri che ogni giorno si presenta a Zingonia. Sono cambiati gli stadi, i giocatori e la dimensione del calcio. Forse, come scrive Ulivieri, l’essenza è rimasta.

Ad maiora

Francesca Muzzi, Sarri prima di Sarri. Storie e segreti di un’incredibile carriera
Prefazione di Renzo Ulivieri
Ultra, collana Ultra Sport, 2019

Lascia un commento