Month: luglio 2013

Al Parco Sempione una Locanda alla Mano

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È all’interno del Parco Sempione di Milano, dietro il Castello Sforzesco, in piazza del Cannone, pieno centro città.
È stato inaugurato stamattina alla presenza di chi guida Contè, la cooperativa sociale che l’ha promosso e gestito e l’assessore ai Servizi sociali, Pierfrancesco Majorino.

La Locanda alla Mano è un punto di ristoro, nato per inserire nel mondo lavorativo ragazzi e ragazzi con disabilità. Sarà aperto da oggi fino a fine settembre.

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All’inaugurazione c’era tanta gente.

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Spero ce ne sia anche da qui in poi. La Locanda è aperta sette giorni su sette, dalle 10 alle 20. Vi lavoreranno 8 ragazzi con disabilità.

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Ah, ci sono molti piatti vegetariani.

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Ad maiora

Mamma è in prigione, con suo figlio

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Sono contento che le neo parlamentari abbiano ricevuto un estratto di “Mamma è in prigione”, il libro di Cristina Scanu dedicato alla detenute madri (Jaca Book). Spero davvero se ne facciano carico.
È solo uno piccolo spicchio del più ampio problema della detenzione in Italia, spesso più degradante che rieducante. Ma tratta un aspetto devastante: tenere in carcere chi non ha compiuto reati: bambini con meno di tre anni che hanno una madre in cella (e spessissimo anche un padre). Per questi piccoli il giorno del terzo compleanno rimarrà nella loro memoria: lasceranno il carcere e con esso la madre. Dal prossimo gennaio una nuova normativa allungherà questo periodo fino ai 6 anni, limitando la carcerazione delle madri con figli con meno di 10 anni ai casi più gravi.
Nel libro si riporta un solo caso di spazio di detenzione a misura di mamma e bambino: l’Icam di Milano. Ma a parte questo singolo, meritorio esempio, il resto è desolante.
In cella, come spiegano le testimonianze raccolte dalla Scanu, finiscono per lo più straniere o tossicodipendenti. Molte in carcere perché senza fissa dimora, quindi senza la possibilità dei domiciliari, anche se in cinta, anche se madri. Una volta uscite, il rischio di recidiva è molto alto. Spesso sono abbandonate a sé stesse perché si risparmia su educatori, assistenti sociali e mediatori culturali. Magari pensando (come aveva fatto il precedente governo) di spendere altri soldi per creare nuove carceri. Senza pensare che favorire il reinserimento costerebbe a tutti noi molto meno, economicamente e socialmente. Perché, come scrive Cristina, “ricominciare si può. Sempre”.
Ad maiora
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Cristina Scanu
Mamma è in prigione
Jaca Book
Milano, 2013
Pag. 222
Euro 15

La Alhambra di Granada

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Partiamo da un dato: non è vero che per visitare l’Alhambra occorre prenotare o presentarsi in biglietteria alle 7 del mattino. Così era invece scritto sulla Lonely Planet.
Noi ci siamo andati verso le 17, sperando che a quell’ora il caldo fosse meno soffocante. La salita che dal centro città porta a questa fortificazione che domina Granada e che per lungo tempo è stato un importante centro islamico è abbastanza tosta. Ma fortunatamente il ritorno sarà più semplice. E comunque anche la camminata sarà velocemente dimenticata una volta entrati nel Palacio Nazariès.

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Alcune parti dell’Alhambra sono visitabili gratuitamente. Ma per le aree migliori occorre pagare un biglietto di ingresso. Costa 12 euro per gli adulti (9 per i minori) e si può acquistare direttamente in biglietteria. La coda di chi ha prenotato anticipatamente è più lunga di chi va direttamente alle casse. Potere della Lonely!
Dopo la coda per pagare preparatevi a una seconda coda per vedere la residenza degli emiri, il Palacio Nazariès appunto.

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Ma anche questa coda verrà dimenticata quando vi troverete di fronte a questa meraviglia dell’architettura islamica.

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Finita la visita al Palacio non perdetevi il Generalife, giardino con splendidi giochi d’acqua.

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Ma torniamo a Granada. Una volta scesi dall’Alhambra, perdetevi nelle strade del quartiere di Albazyìn.

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Noi abbiamo dormito (grazie a
Booking) in questa zona, in una sorta di pensione chiamata Alijibe, che occupa una bella casa in stile islamico. Non è facile da trovare. Ma se urlate il nome Carlos, lui verrà ad aprirvi. La doppia costa 50 euro senza colazione (ma la doccia è sconsigliata se siete XXL).

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Infine la cena. Per ovviare ai rischi di tapas con carne (e per ripercorrere la storia di queste zone iberiche) siamo andati nel Restaurante Arrayanes, in cima a una via piena di nei negozietti di artigianato marocchino.

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Il cous cous vegetariano è veramente ottimo. E non perdetevi alla fine il tè alla menta. Si spendono una quindicina di euro a testa. Ah, non vengono serviti alcolici. Perfetto per me.

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Ad maiora

Un doppio livello, nella storia della Repubblica

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“Doppio livello” è un libro di Chiarelettere da leggere dopo quello di Bisignani, giusto per capire – davvero – cosa sia successo in questi anni.
Il volume di Stefania Limiti (lungo 480 pagine, non poche) analizza l’influenza dei servizi segreti “deviati” e dell’intelligence americana nei tanti misteri che stanno dietro la storia della Repubblica da piazza Fontana fino agli attentati mortali a Falcone e Borsellino.
Si analizza il secondo livello occulto (spesso di matrice fascista o anti-comunista) che ha accompagnato le vicende più oscure della Prima Repubblica (con alcuni personaggi che traghettano anche nella seconda). Il tutto per destabilizzare la democrazia, per accusare la sinistra di attentati di destra, per imporre un regime.
Se nel libro/intervista di Bisignani Andreotti sembra un eroe qui appare invece come colui che ha gestito molte delle trame, non solo siciliane.
Nel volume vengono raccontate anche le azioni di gruppi terroristi (o singoli attentatori) misteriosamente nati e scomparsi (lasciando dietro morti e feriti): dalla Falange Armata a Una Bomber.
C’è anche una rilettura della storia del terrorismo rosso e nero, che a volte si rifornivano, per armi, targhe false, esplosivi etc, allo stesso “centro servizi”.
In tutto questo le indagini della magistratura sono state spesso ostacolate da chi in realtà lavorava per i servizi segreti o per gruppi massonici.
Un giorno, quando verrà tolto il segreto di stato su tanti documenti (sempre che non vengano prima distrutti), potremo forse riscrivere la storia dell’Italia repubblicana.
Ad maiora
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Doppio livello, come si organizza la destabilizzazione in Italia
Stefania Limiti
Chiarelettere, Milano 2013
Pagg. 480
Euro: 18,60

La spiaggia di San Juan di Alicante

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Se andate ad Alicante sulla Costa Blanca spagnola, cercate un albergo o una casa vicino alla spiaggia di San Juan.
È decisamente la più bella in zona. Ovviamente è molto frequentata.

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La spiaggia è libera. Si possono noleggiare ombrelloni per 2 euro anche se i più qui li portano da casa (insieme a piccole sdraio e borsa frigo, di solito piena di birre o bevande).
Pur non avendo stabilimenti balneari come fa noi, la spiaggia è presidiata da bagnini professionisti.

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Ah, non è una spiaggia piccola. Oltre a estendersi per chilometri è larga fino a un centinaio di metri. Chi malgrado il caldo voglia colpire una palla con i piedi o con le mani, non dovrà fare la fila.

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La Spagna su alcune cose è avanti: la spiaggia è pubblica, ma con i cestini per la raccolta differenziata.

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Ad maiora