Month: luglio 2013

Il nuovo viaggio di Simone Perotti

Simone Perotti è in questi giorni in Italia, sulla terra ferma.
Una breve sosta nel suo viaggio in barca, dove passa parte del tempo dopo aver “cambiato vita“.
Ora il suo sogno è partire il prossimo gennaio per stare via cinque anni, navigando per il Mediterraneo, il Mar Rosso e il Mar Nero.
Per questo è qui: per cercare finanziamenti per questo viaggio.
Che, come ripete, farà comunque. Ci spiega il perché in questa intervista fatta a Milano, la caotica città che Simone ha lasciato:

Se ne volete sapere di più: http://www.progettomediterranea.com

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Annaviva pro Navalny, Pussy Riot e Shalabayeva

Avatar di annavivaANNAVIVA.org

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Annaviva torna in piazza a Milano nei Giardini dedicati ad Anna Politkovskaja.
Come avvenuto a Mosca, l’associazione chiede giustizia per Aleksey Navalny perché non si fermi la sua candidatura a sindaco di Mosca.
Si sono ricordate anche le due Pussy Riot in carcere da un anno e mezzo per il concerto anti-putiniano nella Chiesa del Cristo Salvatore.
E polemizzato col governo italiano che ha concesso l’espulsione della kazaka Shalabayeva, moglie di un dissidente. È stata chiesto che sia allontanato dall’Italia l’ambasciatore kazako.
Qui il video:

……………..
Annaviva back to the streets in Milan in the Gardens dedicated to Anna Politkovskaya.
As was the case in Moscow, the association demands justice for Aleksey Navalny that does not stop his candidacy for mayor of Moscow.
They also remember the two Pussy Riot in prison for a year and a half for the anti-Putin concert in the Church of Christ the Saviour.
And…

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Cosa vedere a Jerez de la Frontera

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Non ci vanno molti turisti a Jerez de la Frontiera, da alcuni considerato il centro simbolo dell’Andalusia. E sbagliano.
La città, al di là di essere tappa del motomondiale, è davvero affascinante.

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Jerez ha una vivace vita notturna. Dal tardo pomeriggio in poi, tutte le vie del centro si riempiono di tavolini dove si possono fare ottimi aperitivi.

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In centro c’è una cerveceria che il mercoledì offre tutto a mezzo euro. Ovviamente gettonatissima quel giorno.

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Per chi beve, Jerez offre l’occasione di visitare la fabbrica dove si produce Tio Pepe, noto sherry spagnolo (orgoglio di queste zone).

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Un altro liquore locale, il brandy Fundador, campeggia sopra uno dei locali più noti di Jerez, El Gallo Azul.

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Alla sera, d’estate, Jerez offre molti concerti gratuiti nelle piazze centrali della città. Ci sono anche spettacoli di flamenco. A prezzi contenuti. Qui un pezzo di musica del cantante Jhosemaria De Niro durante le Noches del Verano:

Ma a Jerez non c’è solo intrattenimento. Nella piazza principale ogni mercoledì ci sono incontri di stampo sociale, sotto lo slogan: lottando per il cambiamento.

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Ognuno può intervenire e dire la sua. Anche sulla rivoluzione.

Ma la maggior parte delle persone che viene qui (moto a parte) lo fa per la scuola di equitazione.

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Si possono vedere sia gli spettacoli che le prove. L’accesso a queste ultime costa meno. Le scuderie sono sovrastate da molti nidi di cicogne:

Interessante anche visitare dove preparano le selle.

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Ci sono anche dei corsi di equitazione che durano una settimana.

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Si possono fare riprese e fotografie ovunque. Salvo che nella parte al coperto in cui addestrano i cavalli per gli spettacoli. Forse perché, per “educarli” a saltare su quattro zampe o camminare su due, usano parecchio la frusta lunga.
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Flash Mob per Alexey Navalny

Ci saremo

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Martedì 23 luglio 2013 alle ore 18,30, Annaviva organizza un flash mob dedicato al leader dell’opposizione russa Alexey Navalny, condannato a 5 anni per appropriazione indebita, tra i candidati alle elezioni municipali di Mosca dell’8 settembre.

Appuntamento ai giardini Politkovskaja, Milano, martedì 23 luglio alle ore 18,30

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Stranamente condannato il leader dell’opposizione russa

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Quando a ottobre Alexey Navalny ha vinto le “primarie” dell’opposizione russa si era già messa in moto la macchina per metterlo a tacere. Aveva avuto 43mila preferenze su 100mila votanti (un sistema che potrebbe interessare anche dalle nostre parti: tutto online, salvo seggi locali per chi non ha accesso alla rete).
Navalny è un blogger e l’opposizione in Russia è fondamentalmente un’opposizione digitale. Il regime d’altronde controlla tutti i media, prima di tutto la TV che, in un paese così grande, è il primo strumento di informazione propaganda.
Ovvio passare dal web, che il regime non può chiudere per non danneggiare la propria economia. Ma l’opposizione, sempre grazie alla Rete, ha organizzato manifestazioni oceaniche a Mosca. Lì, su Facebook, quando ci mettono le faccia, quando scrivono “parteciperò”, poi lo fanno davvero.
Navalny è dunque oggigiorno l’uomo ideale per rappresentare l’opposizione russa (anche se non è amato da tutti, anzi). Che è fondamentalmente una realtà legata ai grandi centri urbani.
Intorno a Navalny, anche per questo, si sono stretti tutti i leader anti-Putin per appoggiare la sua candidatura a sindaco di Mosca. Si vota l’8 settembre. È la prima volta che succede, dal 2004. Quell’anno Putin, approfittando biecamente della (orrenda) strage di Beslan, aveva sospeso le elezioni dei governatori “regionali” e dei sindaci delle principali città: erano semplicemente nominati dal Cremlino, in base alla loro fedeltà a Putin e al suo sistema di potere. Ora si vota “democraticamente”, e quindi occorre metterci una pezza.
” È un regime ibrido, semidittatoriale, semioligarchico. Una miscela unica con elementi di un sistema feudale (un’autorità centrale collegata a cacicchi regionali che gli versano denaro) e altri che ricordano lo Stato mussoliniano, altri ancora che si rifanno a dittature di stampo sudamericano. È anche un sistema mafioso: la lealtà costituisce il criterio numero uno di ogni nomina”. Così lo descrive Garri Kasparov, ex scacchista, oppositore di Putin che ora ha scelto l’esilio. Per fortuna sua non in Italia, dove, come abbiamo visto con la kazakha Shalabayeva, sarebbe stato impacchettato e rispedito a “casa”.
La condanna di ieri potrebbe impedire a Navalny di partecipare alle comunali di Mosca ed, eventualmente, alle prossime presidenziali. Contro Putin.
Non guardate i reati. Se si vuole sputtanare qualcuno a Mosca (o a Kirov) lo si accusa di furto o di essere un evasore fiscale. Così il popolo (ammaestrato dalla TV) sarà contento.
È tutto costruito a tavolino.
Ma fino a quando si potrà andare avanti così?
Ad maiora