Month: luglio 2011

ESSERE GIUSTI IN RUSSIA (E NON SOLO) – PHOTOGALLERY

Una due giorni molto intensa quella cui ho assistito a Genova. La Settimana internazionale dei Diritti è giunta alla quarta edizione e quest’anno era dedicata ai Giusti. Giusti in tutte le loro accezioni. Ho seguito , per ragioni di (minime) competenze gli incontri sulla libertà di stampa in Russia e ieri sera a quello sugli anni ’70. Oggi c’è stata l’inaugurazione del Giardino dei Giusti genovese, in piazza della Vittoria.

Questa è una piccola galleria fotografica delle manifestazioni.

Ad maiora.

A GENOVA UN CONFRONTO PER LA RICONCILIAZIONE

“Non ho ucciso nessuno qui a Genova, ma essendo stato della Direzione strategica delle Brigate rosse, mi sento responsabile di tutti gli omicidi avvenuti qui, di cui mi scuso. Anche se so che non bastano le scuse”
“Responsabile di chi ha ucciso mio padre è chi ha premuto il grilletto. Perché c’è sempre la possibilità di scelta. Ma io non posso dimenticare che non fece nulla per impedire quell’omicidio”.
Due frasi su tante sentite ieri sera a Palazzo Tursi a Genova, dove è in corso la Settimana internazionale dei Diritti, dedicata ai Giusti.
A pronunciarle Franco Bonisoli e Agnese Moro.
I due si sono incontrati e confrontati a viso e cuore aperto (con la delicata guida di Nando dalla Chiesa, organizzatore della Settimana e anche vittima della mafia).
Un faccia a faccia che mi ha fatto venire in mente il Sudafrica, il suo sistema – democratico e nonviolento – di uscire dall’apartheid, grazie alla Commissione per Verità e la Riconciliazione.
Una memoria condivisa è un elemento centrale su cui costruire un paese civile, una civile convivenza.
Agnese Moro ha chiesto che si riapra un dibattito su quegli anni per capire cosa è stato e per evitare gli stessi errori nel futuro.
Bonisoli, che ha partecipato alla strage di via Fani, ha fatto – in alcuni momenti – fatica a parlare, per l’emozione di ammettere i propri errori davanti alla principale vittima della follia brigatista, nella città dell’omicidio di Guido Rossa. Un percorso doloroso perché riapre ferite. Ma di una forza dirompente.
Ad maiora.

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A GENOVA VERA RICORDA SUA MAMMA, ANNA POLITKOVSKAJA

“Mia madre era una madre come tutte le altre. Una persona normale.” Le parole di Vera Politkovskaja a Palazzo Tursi a Genova mi hanno ricordato quelle dedicate a Giorgio Ambrosoli, uno dei nostri eroi borghesi. Per uno come per l’altra, non c’erano autorità ai funerali.
Per l’omicidio della giornalista russa siamo ancora in attesa di un processo che condanni i killer e soprattutto i mandanti. Vera (ospite della bellissima settimana genovese dei diritti, quest’anno dedicata ai Giusti) ha detto che la sua famiglia è fiduciosa che Rustam Mahkmudov, il ceceno arrestato qualche settimana fa, possa essere davvero l’esecutore materiale dell’assassinio. Per i mandanti siamo invece ancora lontani dalla verità.
Vera, come già disse a Milano quando venne ospitata da Annaviva e Gariwo, si è detta contenta dell’attenzione internazionale verso la figura di sua madre. In Russia non è purtroppo così.
Nadezhda Prusenkova della Novaja Gazeta, presente con Vera al dibattito (insieme a Leonardo Coen e Giorgio Fornoni) ha invece ribadito che il giornale di Anna non si ferma e continua la sua “battaglia” per il giornalismo libero.
Domani, 12 maggio, alle 11, Vera e Nadezhda saranno in piazza Vittoria qui a Genova per inaugurare – alla presenza del sindaco Marta Vincenzi – il locale Giardino dei Giusti.
Ad maiora.

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VERA POLITKOVSKAJA CITTADINA ONORARIA DI GENOVA

Vera Politkovskaja è diventata cittadina onoraria di Genova. La decisione è stata presa dalla Giunta Vincenzi che insieme a Vera ha deciso di rendere “genovesi onorarie” altre due coraggiose donne: la messicana Sandra Rodriguez Nieto e Yolande Mokagasana, tutsi del Rwanda. Tutte parteciperanno alla settimana dei Diritti (quest’anno dedicata ai Giusti) che, grazie al Comune di Genova e Nando dalla Chiesa, andrà in scena a Genova dal 7 al 14 luglio.
La motivazione del riconoscimento a Vera rende giustizia anche al sacrificio della madre: “Per rappresentare, con la sua testimonianza incessante nel mondo in ricordo della madre Anna, l’amore per la libertà di informazione fino alla morte e la battaglia per un giornalismo libero da ogni potere nella Russia contemporanea”.
Vera Politkovskaja interverrà lunedì alle 17 al convegno “Essere Giusti in Russia” a Palazzo Tursi (in collaborazione con Mondo in cammino) e martedì alle 11 in piazza Vittoria per l’inaugurazione del Giardino dei Giusti di Genova, alla presenza del Sindaco Marta Vincenzi.
Nel mio piccolo, sarò presente anche io.
Ad maiora

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HAITI, NUOVO TENTATIVO DI FORMARE UN GOVERNO

Le elezioni sono finite da mesi, ma ancora non sono riusciti a formare un governo. Haiti però non è il Belgio che sembra sopravvivere con un esecutivo provvisorio. L’isola caraibica per ripartire da povertà e terremoto avrebbe bisogno di stabilità e di auto-governo. Ma per ora così non è.
Ieri il neo-presidente Michel Martelly ha annunciato il nome del candidato alla carica di primo ministro: è Bernard Gousse, un tempo ministro della Giustizia. E proprio questo suo vecchio incarico potrebbe giocargli a sfavore nell’ottenere la fiducia alle Camere, dove l’opposizione ha i numeri per respingere i candidati presidenziali. È già successo pochi giorni fa, quando deputati e senatori hanno rimbalzato Daniel-Gerard Rouzier, un ricco imprenditore.
Gousse rischia di essere impallinato per il sospetto di aver consentito, nel 2004, l’eliminazione di sostenitori dell’ex presidente Aristide quando quest’ultimo era riparato all’estero e Gousse era ministro della Giustizia di un governo di transizione. Aristide è peraltro ritornato sull’isola e ha ancora molti fan tra gli haitiani.
“Gousse è una pessima scelta. Non avrà la fiducia”, dicono i parlamentari vicini all’ex presidente Preval. “È un uomo onesto che conosce l’amministrazione. Porterà Haiti fuori dal caos”, ribatte il portavoce dell’attuale presidente Martelly.
Nelle prossime settimane sapremo quali tra queste due affermazioni risulterà vincente e se il Paese più povero del mondo riuscirà a formare un esecutivo.
Ad maiora.

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