Day: 12 luglio 2011

ANCHE GENOVA HA UN GIARDINO DEI GIUSTI

Prima c’è stata Padova, poi (grazie a Gabriele Nissim e Manfredi Palmeri) a Milano. Da oggi anche Genova ha il suo Giardino dei Giusti. Non sono stati piantati nuovi alberi ma si sono poste targhe su tre alti fusti già presenti. Nando dalla Chiesa (promotore della Settimana internazionale dei Diritti che da quattro anni ogni estate riempie la città ligure di grandi persone e grandi idee) spiega così la ragione:

Sul perché sia stata scelta piazza Vittoria, è la sindaco di Genova Marta Vincenzi a offrirne la (non banale) motivazione:

Sono state scoperte poi le tre targhe dedicate ai giornalisti russi, a quelli messicani e a chi si batte perché non dimentichi la strage dei tutsi in Ruanda:

In Comune sono state poi dati gli attestati che certificano la cittadinanza onoraria di Genova per  Sandra Rodriguez Nieto dal Messico, Vera  Politkovskaja dalla Russia e Yolande Mogasana dal Ruanda:

Ieri sera, sempre a Palazzo Tursi, Vera Politkovskaja ha parlato del processo contro gli assassini di sua madre. Della quale ha poi tracciato un breve (ma significativo) ritratto.  A seguire Nadezhda Prusenkova nella Novaja Gazeta ha spiegato quali siano i problemi per la libertà di stampa in Russia:

A GENOVA VERA RICORDA SUA MAMMA, ANNA POLITKOVSKAJA

Oggi è stata invece Yolande Mogasana, candidata al Premio Nobel per la Pace 2011, a spiegare come portare avanti il ricordo di quanto accaduto in Ruanda:

Nella speranza che il nuovo vento milanese, porti anche nell’ex capitale morale questa serie di significativi incontri.

Ad maiora.

ESSERE GIUSTI IN RUSSIA (E NON SOLO) – PHOTOGALLERY

Una due giorni molto intensa quella cui ho assistito a Genova. La Settimana internazionale dei Diritti è giunta alla quarta edizione e quest’anno era dedicata ai Giusti. Giusti in tutte le loro accezioni. Ho seguito , per ragioni di (minime) competenze gli incontri sulla libertà di stampa in Russia e ieri sera a quello sugli anni ’70. Oggi c’è stata l’inaugurazione del Giardino dei Giusti genovese, in piazza della Vittoria.

Questa è una piccola galleria fotografica delle manifestazioni.

Ad maiora.

A GENOVA UN CONFRONTO PER LA RICONCILIAZIONE

“Non ho ucciso nessuno qui a Genova, ma essendo stato della Direzione strategica delle Brigate rosse, mi sento responsabile di tutti gli omicidi avvenuti qui, di cui mi scuso. Anche se so che non bastano le scuse”
“Responsabile di chi ha ucciso mio padre è chi ha premuto il grilletto. Perché c’è sempre la possibilità di scelta. Ma io non posso dimenticare che non fece nulla per impedire quell’omicidio”.
Due frasi su tante sentite ieri sera a Palazzo Tursi a Genova, dove è in corso la Settimana internazionale dei Diritti, dedicata ai Giusti.
A pronunciarle Franco Bonisoli e Agnese Moro.
I due si sono incontrati e confrontati a viso e cuore aperto (con la delicata guida di Nando dalla Chiesa, organizzatore della Settimana e anche vittima della mafia).
Un faccia a faccia che mi ha fatto venire in mente il Sudafrica, il suo sistema – democratico e nonviolento – di uscire dall’apartheid, grazie alla Commissione per Verità e la Riconciliazione.
Una memoria condivisa è un elemento centrale su cui costruire un paese civile, una civile convivenza.
Agnese Moro ha chiesto che si riapra un dibattito su quegli anni per capire cosa è stato e per evitare gli stessi errori nel futuro.
Bonisoli, che ha partecipato alla strage di via Fani, ha fatto – in alcuni momenti – fatica a parlare, per l’emozione di ammettere i propri errori davanti alla principale vittima della follia brigatista, nella città dell’omicidio di Guido Rossa. Un percorso doloroso perché riapre ferite. Ma di una forza dirompente.
Ad maiora.

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