I carabinieri, in missione qui ad Haiti da primavera, dicono che a Port-au-Prince ci sono due tipi di reati: sulle colline (Petion Ville e dintorni) rapine e rapimenti, nelle zone più verso il mare (Cite’ e Waf) sparatorie e stupri.
L’arma e’ inquadrata nella missione Onu Minustah ed e’ qui fondamentalmente a fare ordine pubblico. E’ la polizia delle Nazioni Unite. Starà qui fino alle prossime elezioni, a meno che non venga prorogata la missione.
La capitale haitiana non e’ infatti tutta povera. Ci sono belle ville, circondate da guardie del corpo ( e si sente per questo spesso sparare: i fucili a pompa fanno molto rumore). Piscine e piante fiorite. Questo nella parte alta della citta’ (tranne il quartiere di Martissant, collinare ma poverissimo).
Verso il mare ci sono invece i quartieri degradati, quelli dove un tempo la Minustah e la polizia locale nemmeno si arrischiavano ad entrare.
Qui c’e’ disoccupazione alle stelle, immondizia ovunque e per tetto lamiere arruginite. Qui operano le ong che cercano di tamponare una situazione che era già grave prima del terremoto. I morti e i palazzo crollati hanno solo acceso o riflettori su quest’isola poverissima.
Ora resta da sperare che si trovi il modo più efficace per far partire presto la ricostruzione.
Ad maiora.






