Month: luglio 2010

Fenomenologia del Tg4 (estivo)

So che ho già scritto sull’argomento ma, questa sera, ho avuto occasione di vedere il Tg4. Senza Fede, ma anche senza notizie.
Dopo aver riferito infatti che Berlusconi ha passato la giornata di sabato al lavoro e avergli dato spazio per attaccare a destra e a manca (forse più a manca, ma di poco) hanno fatto un pippozzo di 14 minuti sul caldo. Fa caldo a Milano, a Trieste, a Washington, a Roma, ma anche in Ungheria dove apprendiamo, stupiti, che gli ombrelloni sul Balaton chiuderanno un’ora dopo il solito. Incredibile.
Poi climatologi vari che ci dicono che fa caldo.
Una breve pausa nel cazzeggio ci da un vivo più muto sul danneggiamento delle statue di Falcone e Borsellino a Palermo (senza precisare se a opera di giovani mafiosi o di anziani accaldati) e finalmente un servizio normale su un omicidio nel milanese.
Basta così. Le notizie finiscono li’.
Poi riprende la parte vacanziera del giornale: il traffico, quelli che ballano waka waka a Varazze (“malgrado i 33 gradi”), quelli che vanno con gli infradito in montagna, quelli che invece vanno a Formentera (con tanto di inviata al seguito), poi Capri – amatissima dal Direttore – con la vita mondana di una volta, ma anche Ischia, dove grazie a Tullio De Piscopo, “ieri sera ballavano tutti”, e ancora Ostia Antica con tanto di premio a Gianni Letta, ovviamente intervistato, sorridente.
Insomma, Minzolini può ancora migliorare.

Ad maiora

 

Natalia Estemirova

Ancora su Estemirova e propaganda

Dire di aver individuato il killer di Natasha Estemirova (nel giorno dell’anniversario dell’assassinio) e’ solo propaganda. Loro han capito come si muove la diplomazia e la stampa occidentale. Noi invece annaspiamo.
Già a febbraio si diceva che il killer era stato individuato.
Ma poi vi pare che il capo del Cremlino si vanti di aver individuato il killer??
Serve solo a tacitar coscienze e ottenere titoli sui giornali di tutto il mondo. Come infatti e’ avvenuto.
Si tranquillizza Angela Merkel che, comunque, come ai tempi di omicidio Politkovskaja fece con Putin, e’ l’unica statista del mondo a porre almeno il problema. Poi si ferma li’ e prosegue a far affari con Putin e Medvedev.
Per quanto mi riguarda, invece, tra individuare e arrestare c’è di mezzo il mare.

Natalija Estemirova

Estemirova: identificato il killer?

Medvedev, con atteggiamento propagandistico sceglie il giorno dell’anniversario per annunciare che e’ stato identificato il killer della Estemirova. La notizia era già uscita a febbraio. “Identificato il killler”, battevano le agenzie.
Ma secondo voi, se un grande Stato come quello russo identifica un killer perché non lo arresta? E dicendo che lo identifica non rischia di farlo fuggire?
Come dicevano i miei vecchi capi: non c’è notizia. Il presidente russo si ripresenti con la foto del killer. Dietro le sbarre.

http://www.articolo21.org/1478/notizia/estemirova-medvedev-annuncia–identificato.html

 

Natalia Estemirova

Giustizia per la Estemirova

Nella notte a Groznij, capitale della Cecenia, con una plateale operazione, decine di agenti dell’Fsb, il servizio federale di sicurezza russa, erede del Kgb, hanno arrestato gli assassini di Natasha Estemirova.
«Siamo molto orgogliosi di aver assicurato alla giustizia degli individui che oltre a compiere un efferato crimine, avevano anche in parte rovinato l’immagine internazionale della Federazione Russa. Questa operazione di polizia è la risposta più seria che possiamo dare a tutte le malelingue che si sono scatenate in questo ultimo anno». E’ un Dmitrij Medvedev raggiante quello che poco fa, in diretta televisiva, ha annunciato la svolta nelle indagini. Al suo fianco, il capo del governo Vladimir Putin, meno sorridente, ma forse solo perché non era al centro della scena o perché, malgrado il recente restyling della sua immagine, l’imprinting del Kgb gli impedisce di sorridere in pubblico.
Sollecitato dai numerosi giornalisti presenti in sala, il premier ha rassicurato che anche gli assassini di Anna Politkovskaja saranno presto rinchiusi in galera. «Dobbiamo tutti aver fiducia nella giustizia del nostro paese. I tempi sono forse più lenti di quel che ci si aspetti. Ma, alla fine, chi sbaglia paga», ha detto Putin.
Le persone arrestate per l’omicidio della Estemirova sono agenti dell’Fsb e ceceni appartenenti ai locali servizi di sicurezza. Anche le autorità cecene, hanno spiegato in conferenza stampa, hanno comunque attivamente collaborato al buon esito delle indagini. Ancora ignoto il motivo dell’assassinio, ma la Estemirova, con le sue inchieste sulle sparizioni (per conto della Ong Memorial) aveva schiacciato più di un piede, soprattutto tra i ceceni filo-russi che guidano la piccola repubblica che fa parte della Federazione russa.
Proprio domani sarebbe trascorso un anno dal suo brutale omicidio.

Mi sarebbe piaciuto scrivere un pezzo così. Come ad Adriano Sofri piacque (nell’introduzione a “Proibito parlare”) immaginare i funerali di Anna Politkovskaja, come esequie di Stato, con le autorità in prima fila a commemorare la più coraggiosa giornalista russa, assassinata da sconosciuti.
E invece arresti, conferenze stampa, parole sulla giustizia sono solo un esercizio di stile.
E’ passato un anno dall’omicidio di Natasha Estemirova e nulla è stato fatto. Nessun arresto, nessuna spiegazione per il rapimento e l’omicidio di una giornalista che aveva deciso di impegnarsi per garantire il rispetto dei diritti umani in quell’angolo di inferno (ora apparentemente tranquillo) che risponde al nome di Cecenia. Natasha, rapita a Groznij, è stata abbandonata a Nazran, capitale dell’Inguscezia. Chi l’ha rapita (a bordo di una macchina bianca senza targa) ha passato vari posti di blocco prima di scaricare il corpo senza vita di Natasha. Aveva 50 anni. Due di più della sua amica Anna Politkovskaja, assasinata a Mosca, nel 2006, a 48 anni. Nella redazione della Novaja Gazeta, la scrivania di Anna Politkovskaja non è stata più toccata dal giorno dell’omidicio. Un anno fa è stata solo aggiunta la foto della Estemirova. Sorridente. Come sorride Anna nell’immagine che ti saluta quando entri nella sede di quell’eroico giornale.
Due amiche uccise dallo stesso tipo di pistola, una Makarov 9 mm, un tempo utilizzata dalle forze armate sovietiche.
Una pistola che caratterizza gli omicidi politici di personaggi scomodi. Con 9 colpi di Makarov fu ucciso anche Paul Klebnikov, direttore della versione russa di Forbes. E’ stato ammazzato sempre a luglio, nel lontano 2004. E ovviamente nessuno ha pagato neanche per questo omicidio.
Come per quello della Estemirova. Nel 2007, l’ong britannica Raw in War le aveva assegnato il Premio Anna Politkovskaja, al Frontline Club di Londra, lo stesso dove Litvinenko prima di essere ucciso dal Polonio aveva accusato Putin per l’assassinio della stessa Politkovskaja. Natasha Estermirova aveva accolto l’onorificenza con un appello: ricordatevi della Cecenia, facciamo anche noi parte dell’Europa. Parole purtroppo cadute nel vuoto.
Un’Europa che invece della Nutella, farebbe meglio a occuparsi di queste cose.
Perché il diritto di ingerenza non può valere solo nei confronti di paesi che non ci esportano gas e petrolio.
Ciao Natasha. E’ passato un anno, ma qui nessuno ti ha dimenticata.

Andrea Riscassi

 

Sciopero

Questo blog, come chi lo cura oggi, 9 luglio, sciopera contro la legge bavaglio.

Un provvedimento che, se approvato come uscito dal Senato, impedirà la pubblicazione delle intercettazioni giudiziarie (solo fino al processo, dopo cesserà il supposto diritto alla privacy…), impedirà registrazioni (come quella della D’Addario sul “lettone di Putin”), ridurrà per le forze dell’ordine e la magistratura la possibilità di ascoltare le conversazioni dei delinquenti per più di 75 giorni (con proroghe di 4 giorni, decise di volta in volta) (anche per tutelare le conversazioni tra i mafiosi e le loro famiglie, come ha detto un esponente governativo) e molte altre limitazioni sia per chi guida le indagini, sia per chi rende pubbliche tale attività.

Senza le intercettazioni non avremmo – solo a clamorosi casi di questi anni – mai saputo di quelli che ridevano al momento del terremoto, così come di un ministro (ora ex) che aveva case acquistate a sua insaputa, o dei dirigenti di un partito che si vantavano di “avere una banca”, dei furbetti del quartierino, degli imbroglioni che vendevano gli arbusti del loro giardino come tronchetti portafortuna e di molte altre cose per le quali se non quella giudiziaria è arrivata quanto meno la condanna popolare. L’Io so, di pasoliniana memoria.
Il tutto viene fatto in nome di una fantomatica privacy che tutela solo chi controlla il potere (o chi ha assassinato la ex e sta andando a uccidere una che tormentava) e che va riducendo la libertà di tutti, di essere a conoscenza di quel che accade.
La stessa per la quale a noi giornalisti e’ impedito parlare con chi e’ rinchiuso nei centri di identificazione ed espulsione.
Privacy, un’altra parola come tante (liberale in primis) il cui senso e’ stato stravolto dal potere e accreditato solo grazie all’essere ripetuto a pappagallo dai telegiornali, sempre più asserviti al pensiero dominante.
Per questo si sciopera.

Sperando che la prossima volta tutti i giornali siano in edicola parlando solo di questo, come forma di protesta.

Perché noi giornalisti non saremo una grande specie. Ma c’è chi è peggio di noi. E alcuni di noi hanno ancora voglia di raccontarlo.

Ad maiora.