Terremoto

Onna ieri è oggi

IMG_2741.JPG
Sono stato a Onna nei giorni immediatamente successivi al terremoto del 6 aprile 2009. L’effetto di straniamento che quella case senza tetto e con l’interno sottosopra faceva a me e persino ai soccorritori non mi ha mai più lasciato. I 41 morti pagati da quel piccolo centro rappresentano, percentualmente, il maggior numero di vittime rispetto agli abitanti (circa il 15 per cento della popolazione).
Il paesino era prevalentemente agricolo e tra le vittime ci sono da registrare anche centinaia di animali da allevamento.
Onna nuova è stata ricostruita accanto a quella vecchia. L’ultima volta che ci andai, conobbi una signora che viveva lì da sempre (salvo una breve parentesi a Milano) e che mi raccontò la vita del paese prima del terremoto.
Onna era già conosciuta nel passato per un’altra strage. Per mano dei nazisti. Che qui assassinarono 17 persone.
La lapide è ancora visibile. Ma in un palazzo molto pericolante.

IMG_2736.JPG
Sono tornato a Onna e questa volta ho camminato nella parte ormai abbandonata. Le case che non sono crollate, mostrano danni irreparabili.

IMG_2740.JPG
Della vecchia Onna rimangono solo macerie. Come una sorta di Pompei moderna.

IMG_2743.JPG
Per i rari visitatori che passino di lì, una mappa virtuale con tanto di QR Code racconta come era bella Onna solo pochi anni fa.

IMG_2739.JPG
Intravedendo le macerie, e ricordando i racconti della signora Antonietta, non faccio fatica a crederlo.
Ad maiora

#Boss2012. Emilia no surrender. Striscione a S.Siro

Secondo anello.
Per non dimenticare il #terremoto.
Ad maiora

20120607-185300.jpg

Il terremoto e i tg che “drammatizzano”

Nei miei corsi di video-giornalismo invito a eliminare, nei testi, quanto più possibile gli aggettivi.
Non servono, nemmeno a rendere più “drammatiche” le storie che si raccontano.
Nel solo Tg1 di oggi alle 13.30 ho contato ben quattro volta l’aggettivo “drammatico”.
Le immagini parlano da sole senza bisogno che si aggiunga altro. Sappiatelo.
Peraltro lo stesso tg (dove non manca, incredibilmente, la pagina della solidarietà politica) mostra poi la reazione del presidente Monti. Nel cui breve discorso la partecipazione, il pathos è uguale a zero. Sembra davvero quel robot irriso da Crozza…
Conviene che aggiungano Il termine “drammatico” almeno nel biscotto (il titolo dell’argomento) altrimenti il Presidente del consiglio sembra non partecipare a questa comunicazione che informa drammatizzando.
“Dramma” e tante parole (e poche immagini) anche al Tg3 delle 14.20. Dove si aggiunge l’aggettivo terribile e si definisce il terremoto un “mostro imprevedibile”. Mah
Ad maiora.

20120529-140322.jpg

#terremoto. La scossa di twitter

È stato il gatto a svegliarmi, non un tweet.
Inizialmente non ho capito perché.
Erano le 4 del mattino e non c’era il temporale.
Ho aperto l’Ipad e letto del terremoto su Facebook. Lì, più che informazioni si offrono sensazioni.
E allora mi sono spostato su twitter.
Qui un fiume di tweet. Ricchi e aggiornati.
La tv a quell’ora dormiva, salvo i colleghi di Rainews e della Tgr dell’Emilia Romagna.
Degli altri canali “all news” sul DTT ho già parlato.
Twitter mi ha aggiornato passo passo sui morti, con le foto dei crolli, con gli aggiornamenti dell’epicentro e degli interventi della protezione civile.
Ma dopo qualche ora l’onda #terremoto su twitter ha cominciato a essere auto-compiacente. E meno male che c’è twitter, grazie a twitter, gli altri mezzi di informazione latitano, etc.
Rainews e siti dei grandi giornali a parte è stato così.
Ma twitter ha decine di migliaia di “giornalisti” potenziali sul campo. Dislocati ovunque succeda qualcosa. Dotati di telefonini che fotografano e riprendono. E postano in tempo reale.
Ovvio che batta tutti gli altri.
Ciò che è fastidioso è farsi i complimenti gli uni con gli altri mentre ci sono dei morti.
Era già successo anni fa a un direttore di un tg che esaltava gli ascolti ottenuti sull’onda di un tragico evento.
Giusto dare le notizie. Anche quelle brutte. Ma evitiamo la ola, mentre c’è chi piange delle vittime.
Ad maiora

20120520-085715.jpg

Una gita virtuale fuori porta: a #laquilapernoi

So che è pasquetta e che i più sono impegnati nel cercare di smaltire gli eccessi di ieri e altri si preparano a grigliate all’aperto (sperando che il vento non li porti via).

Ma la gita fuori porta ideale oggi è a L’Aquila.
Chi non può materialmente andarci, segua su twitter l’hashtag lanciato dalla Ventisettesima ora #laquilapernoi.

O vada direttamente sul blog del Corriere:
http://www.corriere.it/27esimaora/Laquila/index.shtml

Non dimentichiamole, non dimentichiamoli.
Ad maiora

20120409-114221.jpg