Gibilterra

Pdl stretto intorno a Silvio, ma ai giornali stranieri interessa solo la stabilità di governo

3457354_3_3cfe_silvio-berlusconi-le-4-aout-a-rome_La manifestazione (non era un sit-in, come hanno detto e scritto in tanti) del Pdl/Forza Italia di ieri a Roma in difesa del leader – condannato in terzo grado a quattro anni di carcere per violazione di leggi fiscali – occupa gran parte delle homepage dei quotidiani online stranieri.
Più che sulla sua difesa dagli attacchi della magistratura, l’interesse internazionale sembra concentrato sul fatto che il Cavaliere (tra poco forse ex) non farà cadere il governo (almeno questa estate).
Le Monde sottolinea ad esempio che Berlusconi rassicura sulla sorte del governo. Escutivo adelante anche per El Mundo. Il belga Le Soir conferma che il governo va avanti, mentre l’argentina Nacion oltre ai temi di politica, spiega che l’uomo di Arcore ribadisce la propria innocenza.
Il Guardian titola più sul fatto che i fan di Berlusconi siano scesi in strada, e che – come scrive il Corriere del Ticino – gli si siano stretti intorno.
Lasciamo Silvio ma non Roma. La pedonalizzazione dei Fori Imperiali è in bella evidenza sul Pais che nel titolo scrive “arrivederci” al traffico.
Rimaniamo a Roma, ma oltre Tevere. L’Irish Times si chiede se la popolarità di Papa Francesco sopravviverà al fatto che non rifugge dalla tradizione.
Lasciamo infine la capitale e l’Italia per andare a Gibilterra (visto che recentemente ne ho scritto). Le autorità spagnole sono orientate a mettere una tassa per chi va nella Rocca (inglese).

Ecco come la tensione internazionale viene vista in Spagna (col Pais) e nel Regno Unito (coll’Indipendent).
Se volete andare a trovare le scimmie, fatelo al più presto…
Ad maiora

Cosa fare e vedere a Gibilterra

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Erano anni che volevo andare a Gibilterra, ma per lavoro non ne avevo mai avuto occasione. Eccomi dunque a visitare finalmente la Rocca. Che è interessante e incasinata allo stesso modo.
Partiamo da quest’ultimo aspetto. Il traffico.

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Causa insistiti e reciproci controlli doganali, si impiega almeno mezz’ora a entrare e altrettanto a uscire da questo lembo inglese sulla terraferma. Anche perché qui siamo fuori dall’unione doganale e quindi comprare sigarette o superalcolici è molto vantaggioso (e attira molte persone).
Una volta superato l’ostacolo frontiera, il traffico rimane una costante a che per chi gira per la Rocca. Le strade sono strette e faticano a reggere l’invasione di lamiere.
Qui comunque ci si può venire anche in aereo. L’aeroporto taglia in due la principale strada d’accesso che viene chiusa per atterraggi e decolli.
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Queste difficoltà automobilistiche spingono molti turisti europei mordi-e-fuggi a lasciare la macchina prima della frontiera spagnola, passare a piedi sventolando il passaporto Ue per poi salire a bordo di pulmini che in poche ore vi scarrozzano su e giù per la Rocca.
Il risultato è che anche nei punti più alti del promontorio trovate una marea di mezzi che scaricano turisti che fanno foto alle scimmie e poi rumorosamente ripartono.
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Dall’alto, comunque, la vista è magnifica.
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Salire fino ai 420 metri della Rocca con la cabinovia (Cable Car) è una cosa assolutamente da fare. Costa sulle 18 sterline per un adulto e un minore. Qui (come ovunque a Gibilterra) accettano gli euro. Ma vi danno in resto pound. Meglio il bancomat.
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Arrivati in cima (dove ovviamente potete salire anche a piedi) verrete accolti da un grande branco di macachi selvatici.
Trovate ovunque cartelli che vi invitano a non fidarvi di loro e soprattutto a non dar loro cibo.
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È sconsigliato anche portare qualunque cosa in sacchetti di plastica. Le scimmie pensano contengano cibo e ve le strapperanno. Come accaduto a questa famigliola. Che qui si vede fuggire:

A parte questi incidenti, salire i 400 metri della Rocca, vi mette a contatto con scene molto belle:

Ah, quando finite il giro, non riprendete la cabinovia, ma tornate nel centro cittadino scendendo per la strada. Incontrerete molte altre scimmie.

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C’è un’altra attività connessa agli animali che non potete non fare se andate a Gibilterra: quella di prendere una delle navi che vi portano a vedere il branco di delfini che vive nello stretto di Gibilterra:

Si avvicinano tantissimo alle navi di turisti e sembrano giocare per farsi fotografare e riprendere:

L’importante è non alzare lo sguardo dai delfini. Tutto intorno è infatti una distesa di petroliere e porta container che si fermano qui per via dei vantaggi fiscali (Gibilterra è considerato un paradiso, in tal senso). Un’oretta in barca seguendo i delfini costa 33 sterline per un adulto e un under 12.
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Il panorama umano di Gibilterra è altrettanto interessante. Il promontorio è storicamente e orgogliosamente britannico.
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I turisti troveranno qui molte icone tipicamente inglesi.

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Elementi che spingono tanti inglesi a far le vacanze da queste parti (dove, non dimentichiamolo, si sposarono John Lennon e Yoko Ono).

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Sul promontorio c’è una cospicua comunità ebraica (per lo più ortodossa), frutto anche delle storiche espulsioni dalla Spagna e del fatto che gli inglesi ignorarono quella parte del trattato di Utrecht (che concede al regno inglese la sovranità su questo spicchio di terraferma posto in un luogo strategico) che vietava qui la presenza di ebrei e mori.

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Nei ristoranti degli alberghi, non è difficile imbattersi in scene come questa, dopo lo Shabbat:

A proposito di cibo, noi siamo andati in un ottimo ristorantino indiano, il Raja Industani, in una laterale della Main Street, dove ovviamente non mancano i piatti Veg.

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Mentre uno dei titolari del locale continuava a ripetermi quanto assomigliavo al Raja cui è dedicato il ristorante, ho pensato al paradosso di mangiare indiano qui: in una terra dove si è combattuto per continuare a parlare inglese e a cantare God Save the Queen, c’erano persone che provenivano da una lontana terra, l’India, che ha combattuto una fiera lotta non violenta per cacciare proprio i britannici.

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Affascinanti contraddizioni di un posto che merita davvero una visita.

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Verso Gibilterra: suggerimenti?

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Settimana prossima io e Marta andremo a Gibilterra in auto. La vacanza sarà anche e soprattutto il viaggio (di cui scriveremo), toccando il sud di Francia e Spagna?
Avete suggerimenti da darci? Ristoranti vegetariani da suggerire? Spiagge imperdibili?
Siamo qui.
Tenete conto che la prima tappa sara in Camargue (per i cavalli, ovviamente) e che salteremmo Barcellona, dove siamo entrambi stati.
Intanto grazie.
Ad maiora

Ps. La foto si riferisce all’ultimo tramonto che abbiamo visto in Egitto. 🙂