Continuano le contrapposizione tra le due Ucraine. In vista delle presidenziali di maggio. E del referendum in Crimea, il 16 marzo.
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Continuano le contrapposizione tra le due Ucraine. In vista delle presidenziali di maggio. E del referendum in Crimea, il 16 marzo.
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Le telecamere di videosorveglianza riprendono l’occupazione russa dei due centri nevralgici della regione ucraina.
Chissà cosa ne avrebbe scritto Anna Politkovskaja.
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A Sfinferopoli (ufficialmente ancora Ucraina) i manifestanti presidiano le strade intorno alla principale istituzione locale. Utilizzano scudi con i colori della Russia, hanno al braccio nastrini con i colori di San Giorgio (quelli che reggono le medaglie della Croce di San Giorgio, importante decorazione russa) e sventolano le bandiere dell’aviazione e della marina russa.
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L’aeroporto di Sinferopoli “protetto” da uomini armati di Kalashnikov.
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La Russia, approfitta della crisi, e sembra volersi riprendere un territorio che storicamente le appartiene: la Crimea. La penisola sul Mar Nero fu regalata da Krusciov all’Ucraina per commemorare i 300 anni del trattato che sanciva la pace tra russi e cosacchi. Al tempo qui era tutta Urss.
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