
L’iniziativa premia un lungo sforzo di Annaviva. Qualche anno fa, insieme e grazie a Gariwo, dedicammo ad Anna un albero nel Giardino dei Giusti, sempre di Milano.
Ieri il sito di Gariwo ha pubblicizzato l’iniziativa con un’intervista al sottoscritto.
Ad maiora
Anna Politkovskaja
A Mosca il processo contro i manifestanti della Marcia dei Milioni

È passato poco più di un anno dalla Marcia dei milioni, la marcia dell’opposizione al regime putiniano che finì con scontri con la polizia e centinaia di arresti.
Dopo una lunghissima carcerazione preventiva, sta per iniziare l’udienza preliminare per dodici dei trenta attivisti accusati di aver organizzato gli incidenti. È un processo che a molti osservatori ricorda quelli di stampo sovietico, contro i dissidenti.
L’udienza è per i fatti in Bolotnaya, la piazza dove la manifestazione doveva terminare e intorno alla quale ci furono gli scontri e la repressione.
Ero presente a quella manifestazione autorizzata e ricordo bene come andò.
È iniziato come un corteo autorizzato, molto partecipato e pacifico. Con slogan e striscioni contro il presidentissimo russo:
Per segnalare lo spirito rivoluzionario, si cantava Bandiera rossa:
La massa era considerevole e varia e andava dai nazionalisti fino ai comunisti. Le prime tensione si erano già registrate ai varchi d’ingresso. Perché ogni manifestazione nella Russia di Putin, anche quelle autorizzate, passa per un controllo individuale ai metal detector, che molti chiedevano di togliere:
La testa del corteo è arrivata in Bolotnaya quando la piazza era ormai piena e si è trovata di fronte uno schieramento di Omon, agenti speciale in tenuta anti-sommossa. Il primo segnale di tensione è stato proprio l’abbattimento del metal detector, cui sono seguite cariche della polizia e reazione dei ragazzi agli arresti (nessuno era comunque armato):
Dopo gli arresti in flagranza, quasi tutti i manifestanti sono stato rilasciati. Una trentina sono stati però arrestati qualche giorno dopo, quando il regime, dopo mesi di tolleranza, ha deciso di mostrare la sua faccia meno conciliante con l’opposizione. Di cui si mandano a processo i leader (Navalny e Udaltsov, in primis) e se ne minacciano altri. È di oggi la notizia che Kasparov non torna in Russia: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2013/06/06/Russia-Kasparov-torno-temo-Putin_8826035.html
In questo clima, Annaviva e il Comune di Milano inaugurano mercoledì 12 (alle 11) i Giardini dedicati ad Anna Politkovskaja (in fondo a Corso Como). Quanto ci mancano gli articoli di Anna su quel che sta accadendo in questi giorni a Mosca…
Ad maiora
Trovato morto a Londra uno dei principali oppositori a Putin
Era stato uno dei principali sponsor della salita al potere di Vladimir Putin. Poi, quando aveva capito che l’ex spia del KGB non sarebbe stata manovrabile dagli oligarchi, era fuggito all’estero per evitare di essere arrestato (come Khodorkovskij) o ucciso (la lista è troppo lunga per stare in una parentesi).
A Londra dove è stato trovato morto ieri, Boris Berezovskij viveva circondato da decine di guardie del corpo. Temeva infatti di essere ucciso da sgherri del regime. Come avvenuto con uno dei suoi protetti l’ex agente del KGB Litvinenko, liquidato col Polonio.
Berezovskij voleva a tutti i costi far cadere Putin. Anche per questo c’è più di un dubbio sul suo suicidio
Putin sarà in ogni caso contento,
I suoi sottoposti avevano accusato Berezovskij di essere il mandante degli omicidi della Politkovskaja e dello stesso Litvinenko.
Senza ovviamente produrre una prova. E senza spaventarlo.
Era diventato il classico capro espiatorio.
Putin ne dovrà trovare un altro.
Ad maiora.
Quell’albero per Anna Politkovskaja a Tavazzano
C’era mezza Tavazzano ieri per l’inaugurazione del locale Giardino dei Giusti.
Prima di scoprire la targa, c’è stata una affollata cerimonia nel Teatro del Nebiolo, con letture di articoli di Anna e interventi delle autorità. Ma anche con i ragazzi delle Medie che spiegavano chi fossero i Giusti e cosa avesse fatto la Politkovskaja, prima di essere assassinata. Proprio la partecipazione di ragazze e ragazzi è stato l’elemento di forza di quanto successo ieri.
Non un’iniziativa piovuta dall’alto. Ma un percorso costruito, per mesi, con la città, che si è fatta così comunità.
Tanto per capirci, con il parroco (che è intervenuto alla cerimonia) che, durante le messe, ha invitato i fedeli a partecipare all’inaugurazione. E non si trattava di un evento religioso. Né veniva dedicato un albero a un prete o una suora.
Eppure fare comunità significa anche questo.
Giovedì scorso , nell’incontro che ho avuto con gli studenti (molto più maturi e sensibili di come vengano spesso rappresentati) mi è stato chiesto se fossi orgoglioso di essere italiano. Ho risposto di no, perché non amo un paese dove la massa – acriticamente – corre in soccorso dei vincitori.
La giornata di ieri mi spinge a essere più accondiscendente verso questo paese, fatto di mille sfaccettature, di migliaia di comuni (e pure di tante province!), di tante (belle) comunità.
Tavazzano è un piccolo comune lodigiano che ora ha un Giardino dei Giusti come molte grandi realtà in giro per il mondo.
Il fatto che il primo albero sia stato piantato per la Politkovskaja mi riempie di gioia. Racconta che gli sforzi fatti da Annaviva in questi anni per preservarne la memoria, non sono stati vani.
Ad maiora
Oggi a Tavazzano viene piantato un albero per Anna Politkovskaja
Oggi alle 15.30 saremo a Tavazzano per l’albero ad Anna Politkovakaja nel locale Giardino dei giusti. Merito dell’amministrazione comunale e di Annaviva.
Giovedì sono stato nel comune lodigiano a un incontro su Anna coi ragazzi delle medie.
Questo il generoso post che mi dedica l’amico Giulio Cavalli.
Sono passati quasi sette anni dall’assassinio di Anna. Sempre senza colpevoli.
E noi siamo sempre qui a ricordarla.
A chiedere giustizia.
Ad maiora


