Scilipoti su Le Monde, la Kyenge sulla Faz

DL OMNIBUS: FINITO ESAME ODG, STASERA VOTO FINALE CAMERA
Più Italia di quanto potessi supporre sulle pagine dei siti di informazione stranieri.

Scilipoti, sempre fedele agli esecutivi, è noto anche in Francia, altrimenti non si capirebbe come mai compaia nel titolo di un articolo di Le Monde.
Di politica italiana si occupa anche l’Independent che la legge in chiave economica: crisi più lontana, viste le difficoltà dell’impero berlusconiano.
La storia del ministro Kyenge (con le critiche e le speranze che suscita) campeggia invece sulle pagini digitali del Frankurter Allgemeine.
Venezia compare invece su più di un sito. Il Guardian si occupa delle nuove regole per le gondole dopo l’incidente mortale di qualche giorno fa.
I 70 anni del Festival di Venezia sono invece trattati dal Pais e sul Telegraph.
Chiudo con lo sport. La maglia rossa conquistata da Nibali alla Vuelta è in bella evidenza su El Mundo.
Ad maiora

Le bottiglie con le etichette nostalgiche (di Mussolini, Hitler e gerarchi) sul New York Times

I vini LunardelliPoca Italia sui siti informativi stranieri che sono giustamente (a differenza di molti dei nostri) orientati sulla politica estera e sul possibile attacco anglo-americano alla Siria.

Su Le Monde campeggia ancora un editoriale sul futuro politico di Silvio Berlusconi (o di come sbarazzarsi di lui).
Il New York Times manda invece un inviato a Colloredo di Prato, dove si producono vini con etichette nostalgiche per fascisti e nazisti. Nel titolo si parla di orrore. Tra le etichette si trovano non solo quelle per Hitler, ma anche per i gerarchi.
E’ lunedì e quindi inevitabilmente si parla di calcio. El Mundo, per quanto riguarda la Serie A, dice che il Napoli segna il territorio.
Per quanto riguarda i nostri allenatori da esportazione, Ancelotti un po’ preoccupato per il clima al Real, riferisce El Mundo, mentre sul Guardian le notti agitate del Sunderland di Di Canio.
Ad maiora

Stasera a Champoluc la presentazione delle “Regole dei giornalisti”

le-regole-dei-giornalistiStasera alle 21 presento insieme all’avvocato Caterina Malavenda il suo libro “Le regole dei giornalisti”.
Nella tensostruttura di Ayas Cultura, a Champoluc, in Valle d’Aosta. Modera Roberto Mancini.
Questa che segue è la recensione del libro che ho scritto qualche settimana fa.

Se siete in zona, vi aspetto.

Ad maiora

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Il sottotitolo è: “Istruzioni per un mestiere pericoloso”. E il mestiere è quello del giornalista di cui questo libro cerca di spiegare le regole. Per sopravvivere non tanto in zone di guerra (di Domenico Quirico si parla troppo poco, a proposito) ma sopratutto nelle aule di giustizia italiane.
“Le regole dei giornalisti” (Mulino) è un interessante volume di Caterina Malavenda (tra gli avvocati più noti per difendere e salvare i giornalisti dalla massa di querele che ricevono) Carlo Melzi d’Eril (anch’egli legale, esperto di diritto dell’informazione e internet, la frontiera sulla quale camminano ormai molti cronisti) e Giulio Enea Vigevani (docente di Diritto Costituzionale e Diritto dell’Informazione alla Bicocca).
Il libro racconta di come la legislazione fascista abbia lasciato pesanti detriti nelle normative che regolano la professione giornalistica, normata (in senso restrittivo) dalla Costituente che attenuò in quel modo l’ottimo articolo 21 (salvo l’indeterminato riferimento al Buon Costume, tema che ognuno può declinare a suo piacimento).
Una legge quella sulla stampa superata dapprima dalla TV e ora da internet e dai Social network (che qualcuno ha pure querelato, ma che sono un fiume in piena). Così come è vecchia la normativa che riguarda la professione giornalistica con garanzie che riguardano solo i “professionisti”, escludendo quel mondo sempre più rilevante di chi fa il giornalista anche senza il tesserino rosso (o è granata?). Per non dire della “privacy” utilizzata come un manganello dai potenti di turno (persino da Preziosi mentre passeggia per Genova, aggredendo giornalisti del Secolo XIX, armati non di penna, ma di telecamera, segno dei tempi).
La politica italiana (caso strano) non riesce a stare al passo con quel che accade e spetta dunque alla giurisprudenza (anche europea) ridurre le possibilità di mettere a tacere i giornalisti. Che subiscono denunce e gigantesche richieste di risarcimento danni, spesso intimidatorie. Chi le avanza sa perfettamente che, in caso, di rigetto non avrà che da pagare le spese legali.
I giudici stessi comunque a volte estendono come fionde alcuni reati cercando di applicarli per colpire i giornalisti: come l’idea assurda di incriminarli per ricettazione per la divulgazione di “segreti” investigativi o giudiziari.
Il libro (che ha un’interessante post-fazione di Francesco Merlo, collega super-querelato – curiosamente non pubblicizzata in copertina) spiega come i colleghi più a rischio siano proprio quelli che si occupano di giudiziaria, che spesso ricevono querele per diffamazione, rischiando pesanti condanne: “Spesso – scrivono gli autori – il processo penale diventa una vera e propria incognita, il cui esito dipende da variabili non facilmente prevedibili, non ultima la formazione culturale, sociale e, perché no, politica del giudice”.
Un libro da leggere da giornalisti e “utenti”.

Il body language di Mou e quello di Seedorf

Jose Mourinho reacts during their English Premier League soccer match against Hull City in LondonSarà che è lunedì e che quindi l’attenzione dei più è concentrata sul calcio, pur essendo agosto. Sarà che in Italia non accade nulla che possa interessare il resto del mondo. Ma, per quanto riguarda il nostro paese, ho trovato solo notizie calcistiche sui siti stranieri.

Ieri c’era la Supercoppa, stravinta dalla Juve contro la Lazio. Sull’argentina Nacion si sottolinea come i bianconeri abbiamo vinto con un gol di Carlitos Tevez. Era l’ultimo dei quattro rifilati ai biancoazzurri.
El Mundo, parla di un titulo come aperitivo, pregustando già un anno di successi bianconeri.
Rimaniamo il calcio ma spostiamoci ai personaggi più o meno italiani che frequentano altri campionati. Mourinho vince nel suo ritorno in terra inglese, ben accolto dal pubblico del Chelsea come sottolinea El Pais. Il Guardian analizza il body language degli allenatori, partendo ovviamente da Mou.
A proposito di allenatori, penna bianca Ravanelli, lo racconta Le Figaro, stasera porta il suo Ajaccio a Parigi.
Rimaniamo nell’ambito di ex, con Seedorf che litiga in mezzo al campo con un suo compagno del Botafogo. Lo racconta il brasiliano Globo.
Infine sul New York Times, in barba alla crisi, una Ferrari all’asta, per 27 milioni di dollaroni. Mah.
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In volo sopra il lago di Molveno

DCIM100GOPROIeri ho provato per la prima volta il volo in parapendio. Era un biposto e abbiamo sorvolato il lago di Molveno, circondati dalle Dolomiti Benta Paganella.

Il volo dura una mezzora ed è assolutamente sicuro.
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Io non l’avevo mai fatto mi sono divertito ed emozionato molto.
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Fa un po’ impressione solo la corsa iniziale, quando si lascia la terra ferma e si inizia a volare.
Appesi
Poi in realtà fa tutto il pilota.
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Io ho volato con Stefano Sottroi, che ha lungo curriculum di esperienza: http://www.naturainvolo-flyzone.it/team.html

Mi ha spiegato e mostrato come funzionano le correnti ascensionali e come le si sfrutta per volare.

Alla fine vi danno anche il video e le foto ricordo (grazie alla GoPro). Qui i video realizzati in volo:

Il tutto costa 100 euro.
Per informazioni e prenotazioni: http://www.naturainvolo-flyzone.it/
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Il viaggio era organizzato nell’ambito del blog trip #albeinmalga: http://www.visittrentino.it/it/cosa_fare/eventi/dettagli/dett/albe-in-malga-trentino

Per quest’ultima attività ancora due week end.
Per il volo, invece, potete andare quando volete.
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