Atalanta, i giornali di mercoledì 9 settembre: casting per sostituire Gaetano, Rowe cerca il debutto e 18 anni all’assassino di Claris

La squalifica di Gianluca Gaetano apre il casting per il centrocampo dell’Atalanta contro il Cagliari. L’Eco di Bergamo titola «Una giornata a Gaetano. Ciak, casting in regia». Matteo Spini scrive: «C’è Sarri, non c’è il regista: l’Atalanta si ritrova improvvisamente nella situazione di inizio estate, quando il tecnico era appena arrivato e il calciomercato doveva ancora cominciare».

Gaetano è definito «l’uomo più importante» per il gioco di Sarri: «Il regista è l’uomo decisivo per il calcio di Sarri e Gaetano, in questo momento, è quasi insostituibile per l’Atalanta». La soluzione più naturale sarebbe Kessie, ma l’ivoriano è apparso ancora indietro di condizione nello spezzone giocato a Roma.

«Kessie è il piano B, altrimenti ci sono Ederson o Pasalic, più difficilmente Scalvini e in ultimo Samardzic», scrive Spini. Le idee più probabili portano a Ederson o Pasalic davanti alla difesa, con Samardzic confermato nel ruolo di interno. Kessie offrirebbe invece «meno raffinatezza e più concretezza, meno piede e più gamba».

Anche La Gazzetta dello Sport affronta il problema con «Sarri senza Gaetano: Atalanta con Kessie centrale o mezzala». Matteo Brega indica nell’ivoriano «la prima risposta» per la partita contro il Cagliari: «Non è un regista classico, come siamo abituati a intendere il ruolo del regista. Non ha né i piedi né la qualità e le linee di gioco di Gaetano. Ma con l’esperienza e con la leadership lo può fare».

Kessie aveva già chiarito la propria disponibilità durante la presentazione: «Per me non c’è problema di giocare da mezzala o da mediano». Una possibilità è il passaggio al 4-2-3-1, con Kessie ed Ederson davanti alla difesa e Samardzic alle spalle dell’attaccante.

L’Eco di Bergamo dedica una breve anche a Jonathan Rowe: «Rowe a caccia del debutto. In rialzo le chance dal 1’». L’inglese potrebbe giocare sulla sinistra, dove le alternative restano Raspadori e Maldini. Sulla fascia opposta sono in ballottaggio Bellanova e Zappacosta, mentre al centro si contendono il posto Krstovic, Kolasinac e Bernasconi. Restano in terapia Hien e Sulemana.

Il commento di Davide Ferrario sul Corriere della Sera ha un titolo provocatorio: «Il piacere proibito del furto in campo. Filosofia sarriana della rapina come forma d’arte». L’autore parte dalla sensazione vissuta dai tifosi atalantini prima della rimonta della Roma: «Il piacere proibito del furto con destrezza».

Ferrario riconosce che «la Roma ha meritato di vincere», ma aggiunge: «Il merito loro era direttamente proporzionale al piacere nostro di sottrargli tre punti avendo fatto quasi niente per guadagnarseli». Il riferimento si allarga alle precedenti partite: «Un tiro, un gol, la vittoria. Una volta è fortuna, una serie così implica una filosofia: quella, appunto, della rapina considerata come una forma d’arte».

Il commento si chiude con il secondo gol romanista, che «è come se la polizia ci avesse colto in flagrante»: «È solo il calcio, di tutti gli sport di squadra, che permette di vincere così. Il che lo rende, sempre di più, una grande metafora dell’esistenza».

Il Corriere dello Sport guarda al prossimo avversario e titola «Cagliari, benzina verde». Ivan Paone racconta la scelta del presidente Giulini e di Fabio Pisacane di valorizzare i giovani. L’ultimo esempio è Alessandro Sugamele, attaccante di 19 anni entrato nel finale della vittoria contro il Lecce dopo essersi messo in evidenza con la Primavera.

La notizia negativa per i sardi riguarda Mattia Felici: «Felici stop: crociato rotto, sarà operato». La risonanza magnetica ha evidenziato la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro. L’attaccante sarà operato a Roma e dovrà restare fermo per circa sei mesi. Mina ha lavorato parzialmente con il gruppo, Kevin Carlos è tornato ad allenarsi e Idrissi prosegue il proprio percorso di recupero.

L’Eco di Bergamo presenta anche la finale della Supercoppa Primavera: «Primavera, provaci ancora. Assalto della Supercoppa». Paolo Vavassori ricorda che l’Atalanta cerca il terzo successo nella competizione dopo quelli del 2019 e del 2021. Alle 18, all’Arena Civica di Milano (dove vanno da poco vinto la Coppa Italia), i nerazzurri affrontano la Fiorentina campione d’Italia.

Il tecnico Giovanni Bosi annuncia: «C’è subito un obiettivo importante e un titolo prestigioso: giochiamo contro una squadra come la Fiorentina che nella stagione scorsa ha vinto con merito lo scudetto Primavera». E ancora: «Intensità, personalità, qualità, sono tutte componenti che non devono mai mancare. Per indole, però, mi piacciono le squadre coraggiose».

Sul Corriere della Sera, Gigi Riva accompagna invece i lettori verso una delle trasferte europee dell’Atalanta: «Il Borac piange per Mladic. Dea, trasferta nella Krajina». A Banja Luka, dove i nerazzurri giocheranno il 26 novembre, la morte di Ratko Mladic ha riacceso il nazionalismo serbo.

Durante la partita contro il Vikingur, la curva del Borac ha ricordato l’ex generale condannato per genocidio e crimini contro l’umanità. «Gli spalti con i cori più sentiti dedicati alla gloria imperitura dello scomparso, i murales attorno allo stadio con la faccia quadrata del boia di Srebrenica». La UEFA ha inflitto al club una multa di 30 mila euro e disposto la chiusura di un settore dello stadio per la successiva partita europea.

Infine, L’Eco di Bergamo propone l’indiscrezione «Voci dall’Olanda. Moussa idea dei nerazzurri per gennaio». Anis Hadj Moussa, esterno offensivo del Feyenoord, potrebbe diventare un obiettivo per il mercato invernale. Nella scorsa stagione ha segnato sei gol e fornito cinque assist; in quella attuale è già arrivato a quattro reti. Può giocare sulla fascia destra oppure da seconda punta.

Ampio spazio sulle pagine di cronaca alla sentenza per l’omicidio di Riccardo Claris. L’Eco di Bergamo apre con «Claris, omicidio dai motivi futili. Diciotto anni all’accoltellatore». Stefano Serpellini riferisce la condanna a 18 anni e un mese per Jacopo De Simone, il ventenne che nella notte del 4 maggio 2025 uccise il ventiseienne atalantino con quattro coltellate. La Corte d’Assise ha riconosciuto l’omicidio volontario e confermato l’aggravante dei futili motivi, concedendo però le attenuanti generiche ritenute prevalenti.

«Questa sentenza non ci restituirà Riccardo, ma sono contenta che sia stato riconosciuto l’omicidio volontario e soprattutto che abbia retto l’aggravante dei futili motivi», sono le parole della madre Alessandra Feroldi. «Non si accoltellano le persone, qualunque cosa succeda».

Il Corriere della Sera titola «Per De Simone 18 anni di cella. “Troppi coltelli tra i ragazzi”». Giuliana Ubbiali ricorda che la pm aveva chiesto una condanna a 24 anni, mentre la difesa puntava all’assoluzione per legittima difesa. Le attenuanti generiche sono state considerate equivalenti all’aggravante dei futili motivi.

La madre di Riccardo ribadisce: «Qualunque cosa succeda, il diritto alla vita è il diritto alla vita. Non si accoltellano le persone». E aggiunge: «Spero che tutto ciò non venga sdoganato, in questo momento anche sociale molto difficile in cui gli accoltellamenti sono diffusi e i ragazzi girano armati».

Ad maiora

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