Mario Mandžukić in gol oggi per la Croazia è da qualche tempo nel mirino della Fiorentina.
È nato, nel 1986, a Slavonski Brod, città croata sul fiume Sava ai confini con la Bosnia. Un tempo industriale dopo la guerra con la Serbia si è riconvertita al turismo (la principale azienda è stata bombardata) e nel 2009 è stata votata come la città più bella della Croazia.
A poca distanza sorge il lager di Jasenovac dove gli ustascia croati di Pavelić rinchiusero e uccisero decine di migliaia di serbi, zingari, ebrei e oppositori politici croati.
Mandžukić comunque gioca nel Wolfsburg, squadra tedesca guidata da Felix Magath e sponsorizzata dalla Volkswagen che qui ha sede (e da il nome allo stadio).
Ad maiora
Il social gol di Di Natale
Solita corsa intorno al Parco Sempione. In giro non c’è nessuno. Ma non per la pioggia incessante.
Dopo qualche chilometro il silenzio viene rotto dalle urla di migliaia di tifosi. Qualcuno si affaccia alla finestra. Io mi avvicino a uno dei bar della Movida dal quale compaiono ragazzi festanti. Dentro solo (tanti) maschi, tutti con gli occhi incollati al monitor, tutti con la “droga socialmente ammessa”: la birretta.
Guardo con loro i replay della rete di Di Natale. “Altro che Balotelli” grida uno.
Torno a correre.
Nel parco, da solo a fianco alla sua bici buttata a terra nel prato, un ragazzo suona il sax, fregandosene della pioggia. Una ragazza corre con maglietta rossa, con l’effige stilizzata del Che. Io corro in senso inverso a lei e ne indosso una nera con effige rossa di Tito (del Tito’s bar di Sarajevo: sarà ancora aperto?).
Sulla via del ritorno trovo altri maschi chiusi nei locali a guardare Italia-Spagna. Al kebab solo turchi, al bar cinese solo cinesi.
Malgrado tutto il calcio ha mantenuto la sua funzione di arena. Anche se ognuno ha una tv a casa, la partita di pallone la si vede meglio se si sta tutti assieme. Allo stadio, in un bar o in una piazza pubblica.
La Spagna pareggia e rischia di vincere. La partita finisce.
Tra poco tornerà il traffico caotico di ogni domenica sera a Milano.
Ad maiora.
Appello al regime iraniano per la liberazione di 18 giornalisti
Una petizione.
Io l’ho firmata.
Proviamoci:
http://www.gopetition.com/petitions/letter-ayatollah-khamenei-for-immediate-care-18-iranian.html
Ad maiora
Una Tarantola per la Rai
Chi abbia letto “La tv che non c’è” di Gilberto Squizzato (minimum fax) sa di che tipo di governance avrebbe bisogno la Rai: esperti di comunicazione, lontani dalla spartizione politica.
Anna Maria Tarantola, vice d.g. di Bankitalia è sicuramente un tecnico, ma nella sua lunga carriera (partita in quel di Zorlesco, nel lodigiano, patria di Federico Bellin) manca qualunque contatto con tv o radio: http://qn.quotidiano.net/politica/2012/06/08/726210-anna-maria-tarantola-economista-guida-rai.shtml
Fino a questa mattina non c’era nemmeno una voce in Wikipedia. Ci sono invece, con quel nome disambiguo, film, romanzi e soprattutto ragni:
http://it.wikipedia.org/wiki/Tarantola
Qui comunque si trova un intervento (lombardo) della manager pubblica:
Immagino che un’economista verrà a fare tagli.
Una sola domanda mi verrebbe da fare a questo governo di tecnici random: ma perché non hanno messo un banchiere anche alla Difesa (anziché un ammiraglio)? Magari avrebbe fatto qualche pesante sforbiciata agli armamenti.
Ad maiora
#Euro2012 In gol per la Russia l’osseto Dzagoev, di Beslan
Alan Dzagoev due volte in gol nella partita d’esordio della Russia, è uno dei giovani campioncini del Cska di Mosca, dove gioca dal 2007. Pur essendo nato nel 1990. E non in una città qualsiasi della Federazione russa: Beslan, in Ossezia del Nord.
Qui il sequestro da parte di terroristi ceceni di un’intera scuola il primo settembre del 2004 e il successivo intervento delle forze speciali russe causò 334 vittime, 186 delle quali bambini.
Per tornare al calcio, il giovane centrocampista russo in gol stasera contro la Repubblica ceca valeva, prima degli Europei dai 15 ai 20 milioni di euro.
La Russia, grazie a giocatori come lui ha quest’anno buone possibilità nel torneo.
Stasera ha segnato ai cechi. Questo invece una spettacolare rete agli slovacchi:
Ad maiora.




