Ajax-Atalanta, la stampa olandese boccia il Sarri-ball: pochi gol, tanti infortuni e una rivoluzione ancora incompleta

Come arriva l’Atalanta ad Amsterdam? La stampa olandese dedica ampio spazio alla squadra di Maurizio Sarri, attesa questa sera dall’Ajax nella seconda giornata della Conference League. E il giudizio sul nuovo corso nerazzurro è tutt’altro che lusinghiero. Una squadra ricca di talento, ma ancora alla ricerca di un’identità, con difficoltà offensive e un’emergenza difensiva che rischia di condizionare anche la sfida europea.

Voetbal International, nell’analisi firmata da Sam Planting, parte da un paradosso: l’Ajax, reduce dalla sconfitta contro l’Hajduk Spalato, incontra una squadra che sta attraversando un periodo di discontinuità persino maggiore rispetto a quello dei Lancieri.

Il titolo dell’approfondimento è «Cosa può aspettarsi l’Ajax dall’Atalanta Bergamo». Planting ricorda come la Dea sia riuscita per dieci stagioni a mantenersi stabilmente nelle zone alte del calcio italiano, con risorse relativamente contenute e un gioco spettacolare. Un’eredità pesante, quella lasciata da Gian Piero Gasperini, ora alla Roma.

Il giornalista sottolinea che gli ingredienti per continuare a competere non mancano. Da Charles De Ketelaere a Nikola Krstović, da Éderson a Lazar Samardžić, fino a Marco Carnesecchi, Giorgio Scalvini, Raoul Bellanova e Lorenzo Bernasconi. Una rosa che, almeno sulla carta, conserva qualità importanti.

Anche Sarri viene presentato come un allenatore dal curriculum prestigioso, capace di costruire squadre votate al gioco offensivo. Ma il passaggio dalla teoria alla pratica si sta rivelando particolarmente complicato.

I numeri citati nell’analisi sono impietosi. L’Atalanta occupa il diciottesimo posto in Serie A per expected goals, il ventesimo per xG prodotti sui calci piazzati, il diciassettesimo per contropiedi e il diciannovesimo sia per cross riusciti sia per passaggi filtranti completati.

Statistiche che fotografano le difficoltà della squadra nel creare occasioni. Eppure, osservano gli olandesi, qualche segnale del calcio di Sarri si intravede. Come nell’azione del vantaggio contro il Pafos, con il movimento di Scamacca a favorire la conclusione vincente di Elmas. Episodi che dimostrano come il potenziale offensivo sia ancora presente, nonostante i problemi di continuità.

Un altro punto di vista arriva da VoetbalPrimeur, che ha intervistato Matteo Spini dell’Eco di Bergamo. Il giornalista descrive una squadra nel pieno di una trasformazione: «Sono nel mezzo di una sorta di rivoluzione».

Dopo dieci anni di difesa a tre, l’Atalanta è passata al 4-3-3. Ma soprattutto è cambiata la filosofia: «Prima erano centrali il ritmo e l’intensità. Ora giocano davvero sul possesso palla e si affidano alle qualità tecniche».

Una trasformazione che, secondo Spini, procede a fatica: «Il cambiamento è davvero difficile. L’Atalanta finora sta andando molto male. I giocatori sembrano molto lenti e indecisi quando hanno il pallone».

L’analisi si concentra anche sull’emergenza difensiva. Scalvini, Kossounou e Hien sono indisponibili, così come Kolasinac, uscito infortunato dalla partita contro il Milan. Una situazione che apre le porte alla prima presenza da titolare del ventenne Relja Obrić, già costretto a entrare a San Siro.

Per VoetbalPrimeur, il giocatore più importante dell’Atalanta è Carnesecchi. Spini lo definisce «la vera stella della squadra» e «uno dei migliori portieri d’Europa», sottolineandone le qualità tra i pali e sui rigori.

Tra gli elementi offensivi viene segnalato Jonathan Rowe, descritto come un calciatore imprevedibile, capace di creare pericoli. Più complicato il momento di Éderson, Scamacca e De Ketelaere, dai quali ci si aspetta un rendimento superiore.

La stampa olandese guarda però anche ai problemi dell’Ajax. La squadra di Míchel ha perso 2-1 contro l’Hajduk Spalato nella prima giornata e cerca un immediato riscatto davanti al proprio pubblico.

Voetbal International conferma che Daley Blind e Steven Berghuis sono tornati ad allenarsi con il gruppo, ma non saranno disponibili contro l’Atalanta. Míchel spera di recuperarli per la partita di campionato contro lo Sparta Rotterdam. Tra gli altri indisponibili figurano Caio Henrique, Anton Gaaei, Simon Adingra e Kasper Dolberg.

L’allenatore spagnolo, secondo quanto riportato dalla NOS, ha definito quella contro l’Hajduk «una delle nostre peggiori partite». Ma mette in guardia i suoi giocatori sulle caratteristiche dell’Atalanta, capace di sviluppare il gioco attraverso combinazioni e di difendere bene gli spazi.

Míchel non nasconde neppure le ambizioni europee dei nerazzurri: «Ci sono molte squadre in questa competizione in grado di vincere il titolo, compresa l’Atalanta». E aggiunge: «Voglio che dimostriamo di essere anche noi tra le pretendenti».

Sì gioca alle 21. Con 2500 atalatini sugli spalti e decine di migliaia davanti alle tv.

Ad maiora

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