Il Mister del Pafos parla dell’Atalanta: «Può vincere la Conference, ma noi non abbiamo nulla da perdere». Il tecnico dei ciprioti elogia Sarri e non disdegnerebbe un pari

Il Pafos arriva a Bergamo con la consapevolezza di affrontare una delle favorite della Conference League, ma senza alcun complesso d’inferiorità. Nella conferenza stampa della vigilia, l’allenatore Sà Pinto riconosce la differenza di valori con l’Atalanta, sottolineando però che la sua squadra non ha intenzione di recitare il ruolo della comparsa: «L’Atalanta è una grande squadra, con una storia importante nel calcio italiano. Sappiamo che sogna di vincere questa competizione e che questo è uno dei suoi obiettivi. Ha grandi giocatori, tante soluzioni e un allenatore esperto. Ma noi vogliamo affrontare questa sfida con entusiasmo e cercare di ottenere il miglior risultato possibile».

Per il Pafos la Conference rappresenta un’altra tappa di un percorso di crescita internazionale. «È il terzo anno consecutivo che partecipiamo alla fase a campionato di una competizione europea. Per noi è motivo di grande orgoglio. Il nostro torneo nazionale non ha il livello di quelli di Italia, Spagna o Inghilterra. Affrontare queste squadre è una motivazione straordinaria per i giocatori, per il club, per i tifosi e per tutta la città».

Il portoghese Sà Pinto ha apprezzato anche le parole di Maurizio Sarri, che nella conferenza stampa del mattino aveva elogiato il Pafos: «È sempre bello ricevere complimenti dagli avversari. Significa che ci rispettano, così come noi rispettiamo loro. Ma domani vogliamo dimostrare le nostre qualità. Non abbiamo l’obbligo di vincere e questo ci permette di giocare senza pressioni. Rispettiamo l’Atalanta, ma non abbiamo paura». E aggiunge: «L’Atalanta ha praticamente due grandi giocatori per ogni ruolo. Ha qualità individuale, esperienza e forza fisica. Anche quando non gioca una grande partita, come è successo contro il Venezia, ha calciatori capaci di risolverla in qualsiasi momento».

Un riferimento anche al lavoro del nuovo allenatore dei nerazzurri: «Forse non riescono ancora a fare il pressing alto che vuole Sarri, forse non hanno ancora raggiunto il livello che lui desidera. Ma restano una squadra molto pericolosa, capace di farti male in qualsiasi momento».

Il Pafos dovrà prestare particolare attenzione alle transizioni offensive e agli attaccanti atalantini. «Sono veloci quando recuperano palla, forti quando attaccano e portano molti giocatori negli ultimi metri. Hanno attaccanti alti e potenti, sono pericolosi sulle prime e sulle seconde palle. Dovremo essere concentratissimi quando non avremo il possesso».

La speranza è che organizzazione e disciplina tattica possano compensare il divario tecnico: «Dovremo fare una partita praticamente perfetta. Sappiamo che i livelli sono differenti, ma crediamo che con la giusta mentalità, una buona organizzazione e una strategia efficace possiamo ottenere un grande risultato».

Al seguito della squadra sono attesi circa 300 tifosi ciprioti, arrivati anche da altre città dell’isola. «Sono orgoglioso dei nostri sostenitori. Ci accompagnano ovunque e hanno il nostro stesso spirito. Siamo combattenti, abbiamo una mentalità vincente e non ci arrendiamo mai fino alla fine. Anche quando le cose non vanno come vorremmo, continuiamo a credere che tutto sia possibile».

Accanto all’allenatore, anche Nikolas Ioannou che ha parlato delle difficoltà della trasferta italiana, richiamando la propria esperienza nel nostro calcio (Como e Samp) : «In Italia si lavora moltissimo sulla tattica e sulla preparazione fisica. L’Atalanta segna facilmente, ma nelle ultime partite ha anche subito gol. Potrebbe essere un aspetto da sfruttare».

A chiudere una domanda diretta dell’addetto stampa del Pafos all’allenatore dei ciprioti: firmerebbe per un pareggio a Bergamo?

«Noi giochiamo sempre per vincere. Ma conosciamo il livello dell’avversario e, naturalmente, un pareggio sarebbe un buon risultato».

Ad maiora

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