Month: settembre 2026

Atalanta, Krstovic e Kessie trascinano le loro nazionali: gol e assist per entrambi, De Ketelaere batte l’Italia e Scalvini torna in campo

Due gol e due assist, distribuiti tra Montenegro e Costa d’Avorio. Nikola Krstovic e Franck Kessie firmano le prime vittorie delle loro nazionali in una sosta che coinvolge tredici giocatori dell’Atalanta. Arrivano minuti anche per Giorgio Scalvini, mentre Charles De Ketelaere festeggia con il Belgio all’Olimpico.

Krstovic è protagonista del 2-1 del Montenegro su Cipro: segna il pareggio al 66’, poi serve l’assist per la rete della vittoria. L’attaccante nerazzurro resta in campo fino all’89’, incidendo su entrambi i gol della rimonta.

Un gol e un assist anche per Kessie nel successo della Costa d’Avorio sul Ghana, battuto 2-0 nelle qualificazioni alla Coppa d’Africa. Il centrocampista prepara la rete di Yalcouyé e firma su rigore il raddoppio, giocando l’intera partita. Il prossimo appuntamento è martedì 29 settembre contro la Somalia, prima dell’amichevole del 3 ottobre con il Camerun.

All’Olimpico il confronto nerazzurro premia De Ketelaere. Il Belgio supera 2-0 l’Italia nella prima partita del nuovo ciclo di Roberto Mancini, grazie alle reti di Godts e Lukebakio. CDK parte titolare e gioca 84 minuti.

Tra i quattro atalantini convocati in azzurro trova spazio soltanto Scalvini, che entra al 65’ al posto di Coppola. Il difensore torna dunque a giocare dopo il problema alla caviglia dei giorni precedenti. Nessun ingresso, invece, per Carnesecchi, Raspadori e Scamacca. L’Italia cerca una risposta lunedì 28 settembre in Turchia; nella stessa serata il Belgio ospita la Francia.

Finisce senza reti l’altro confronto tra compagni di club, Polonia-Bosnia: Kolasinac guida i bosniaci con la fascia di capitano per tutti i novanta minuti, Zalewski entra al 24’.

Resta in panchina Samardzic nella sconfitta della Serbia contro la Grecia, che passa 2-1 a Belgrado con il gol decisivo in pieno recupero. Per il centrocampista la prossima occasione arriva domenica 27 settembre contro l’Olanda.

Il programma prosegue oggi, sabato 26 settembre, con altri due nerazzurri: Pasalic è atteso dalla trasferta della Croazia a Praga contro la Repubblica Ceca, mentre Elmas affronta con la Macedonia del Nord la Svizzera a Skopje.

Deve ancora cominciare la finestra internazionale di Relja Obric, unico rappresentante delle selezioni Under 21 nel gruppo dei tredici. La sua Slovenia ospita Israele il 29 settembre e l’Olanda il 2 ottobre, a Murska Sobota, nelle qualificazioni agli Europei.

I giornali di sabato 26 settembre: per la Dea nuova maglia, per l’Italia vecchi difetti

A una settimana dall’ultima partita (persa) e a più di 15 giorni dalla prossima (contro il fanalino di coda del Venezia) poca Atalanta sui quotidiani. Concentrati sulla falsa partenza dell’Italia.

Sull’Eco di Bergamo apertura sugli azzurri e poi brevi articoli sui nerazzurri. Uno sulla condizione fisica degli infortunati: «Sulemana anche alla ripresa del campionato. Tempi più lunghi». Uno sul calendario: «Lunedì 30 novembre in campo a Lecce. Il 20 dicembre a Bergamo c’è il Napoli». Infine sul mercato: «Palmisano sul taccuino. Alaba piaceva all’Atalanta». È andato all’Udinese.

Nella seconda pagina spazio alla terza divisa: «Terza maglia, sapore antico con il logo anni ‘60-‘70’». C’è poi un articolo sui giocatori impegnati in Nazionale e che sono cercati all’estero: «CDK: “In estate contatti col PSG” Scalvini nelle mire della Premier». E un boxino sugli altri nerazzurri in campo: «Bosnia, Kolasinac gioca 90 minuti. Krstović, rigore per il Montenegro». 

Il Corriere della Sera nelle pagine di Bergamo fa un confronto tra perché sì è perché no alla terza maglia. Marina Belotti a favore: «Scelta intonata alla moda, piena di richiami storici. Gli anni del verde e del fluo». Pietro Serina è perplesso: «Non è cappuccino chiaro e nemmeno Champagne. Per quest’anno ci si veste di color “sesamo tostato”». 

Passiamo alla Gazzetta che dedica una pagina di analisi alle difficoltà della Dea e le possibili cure (Sarri con un Fotomontaggio è vestito da medico): «Atalanta, serve sostanza. Il 4-2-3-1 tenta Maurizio». 

Su Tuttosport si parla di un tecnico che ha fatto bene in nerazzurro: «Next Gen, Brambilla vara il piano anticrisi». 

Anche la Gazzetta dà spazio, con una bella intervista, a un (grande) Mister ex U23: «Modesto: Gasp è il riferimento. Il mio Mantova può fare come il Frosinone». 

Chiudo con la carrellata di titoli da prima pagina su Italia-Belgio 0-2. Il Corriere dello sport: «Coraggio, Italia». La Gazzetta: «Italia, 2 schiaffi». Lapidario Tuttosport: «Siamo rimasti a Zenica». 

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Atalanta, ecco la terza maglia. Con lo stemma degli anni Sessanta

Già spoilerata in vari siti nei giorni scorsi, ecco la terza maglia stagionale della Dea.

Sul sito nerazzurro sono spiegati, nel dettaglio, i segreti e le ispirazioni di questa divisa: “Caratterizzata da dettagli di alta qualità e da una lavorazione contemporanea, la maglia presenta una base in tonalità Toasted Sesame, arricchita da accenti neri e Taffy Blue e dall’iconico stemma del 1964. Un delicato motivo geometrico jacquard, che richiama la Meridiana Monumentale del Palazzo della Ragione, percorre la maglia creando un effetto tridimensionale”.

Il logo è davvero bellissimo.

Viene poi spiegato che “La maglia integra le più recenti tecnologie di performance di New Balance ed è realizzata in jacquard di poliestere riciclato al 100%, con una componente stretch pensata per garantire comfort e massima libertà di movimento”. Non si strappa insomma nemmeno se tirata forte in area.

È in vendita da oggi on line o negli Atalanta Store.

Ottima idea per il regalo di Natale, no?

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Foto: atalanta.it

Atalanta, i giornali di venerdì 25 settembre: Scalvini verso il rinnovo, tutta l’attenzione sull’Italia che scende in campo stasera

Senza partite e allenamenti, con una classifica deficitaria, poca Atalanta sui giornali sportivi. Tutti concentrati sul nuovo esordio di Mancini sulla panchina azzurra.

Sì parla di Italia anche nella prima pagina sportiva dell’Eco di Bergamo: «Riconquistare la gente con i risultati e il bel gioco». Azzurri in campo contro il Belgio e quindi si cerca di capire chi giocherà: «All’Olimpico tanti nerazzurri. Ma solo CDK partirà titolare. Fra gli Azzurri Scalvini c’è ma dovrebbe andare in panchina, come Carnesecchi, Scamacca e Raspadori». 

Nel boxino in alto spazio al mercato: «Per gennaio occhi sul difensore brasiliano Arthur Dias». 

C’è poi un approfondimento sull’altezza dei giocatori: «Anche nel calcio è Bergamo Alta: Atalanta oltre la media di 1,86. Con Sarri come con Gasp si punta molto sulla prestanza fisica: nerazzurri settimi al mondo e terzi in Italia. Kristensen il gigante: 1,98». 

La terza pagina mette in primo piano il percorso dall’Albinoleffe alla Nazioanale con l’intervista a Mister Claudio Foscarini: «Doumbia è Zoma, il calcio del sorriso». 

Sulle pagine bergamasche del Corriere della Sera: «Questa è davvero Italanta. Quasi metà degli uomini di Mancini è passata da Bergamo. Che ora rifornisce anche il Mozambico». 

Sulla Gazzetta si parla del club al lavoro: «Atalanta, il futuro è Scalvini. Vicino il rinnovo del contratto. L’attuale intesa scade nel 2028: per i nerazzurri l’idea di blindarlo per anticipare le sirene straniere». 

Stesso tema anche su Tuttosport: «E l’Atalanta blinda Scalvini. Il club ha trovato l’intesa con l’agente Ali Barat per il prolungamento fino al 2031». 

Nella stessa pagina si parla di un azzurrino e delle vittorie, fuori dal campo, dell’ex Mister: «Lulli, dal prestito sfumato al rinnovo: grazie a Gasp. Il terzino doveva andare all’Avellino ma in estate il tecnico si è imposto e ha detto no all’operazione». 

E a proposito di ex, ecco il Corriere dello sport: «Leader per caso. Adopo ormai una certezza per Pisacane. Arrivato in punta di piedi al Cagliari, oggi è un titolare inamovibile». 

Infine una carrellata di titoli delle prime pagine tutte dedicate agli azzurri. «Date tutto», grida il Corriere dello Sport con la foto di Pio Esposito che esulta. «Fatevi amare», dice la Gazzetta con una foto di Mancini avvolto dal Tricolore. E «Torniamo a comandare», chiede Tuttosport con la foto di Mancini che parla a Capitan Donnarumma.

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Atalanta, i giornali di giovedì 24 settembre: Ederson chiamato a rilanciare la Dea, quattro azzurri cercano riscatto e si parla di de Roon del Papu e di Palladino

La sosta divide l’Atalanta tra chi cerca una ripartenza in Nazionale e chi resta a Bergamo per preparare il rilancio. I giornali di oggi si concentrano sui quattro nerazzurri nell’Italia di Mancini e sul ruolo di Ederson. Spazio anche agli ex de Roon, Papu Gomez e Palladino. E al vivaio dell’Albinoleffe.

L’Eco di Bergamo apre con «Un poker in cerca dell’asso. Quattro toni di nerazzurro». Matteo Spini racconta le prospettive di Carnesecchi, Scalvini, Scamacca e Raspadori: «Restano quei quattro: hanno percorsi diversi e motivi simili, con l’intento di rilanciare la propria stagione anche attraverso la parentesi azzurra».

Per il portiere il giornale parla del «paradosso del numero uno»: «È un vero numero uno, ma non ha ancora esordito con la maglia della Nazionale, nonostante una decina di panchine». Davanti resta Donnarumma, ma i quattro impegni ravvicinati possono offrire un’occasione.

Scalvini, invece, «ha bisogno di continuità con il nuovo assetto e qui Atalanta e Italia possono aiutarsi a vicenda». Sulla caviglia, Spini scrive: «Contro la Juve si è fatto male, ma l’acciacco è cosa da poco, tanto che è rimasto a Coverciano e al massimo salterà la prima partita».

Per Scamacca il tema è la fiducia: «Ora aspetta la fiammella che possa accendere la sua stagione, rompendo la maledizione azzurra». Raspadori segue invece un percorso diverso: «Chi è dato come probabile titolare è Giacomo Raspadori, che nell’Atalanta ha appena perso il posto, a causa dell’arrivo di Rowe». La Nazionale, osserva Spini, «è sempre stata la sua oasi felice, anche quando giocava poco con il club».

La Gazzetta dello Sport affida a Matteo Brega il ritratto del capitano: «La prova di maturità di capitan Ederson: rilanciare l’Atalanta». Il brasiliano «non si nasconde tra le pieghe del momento» e il giornale riprende le sue parole dopo la Juventus: «Penso che in questo momento la squadra debba giocare più libera di testa, ce l’abbiamo messa tutta per imparare quello che chiede il mister, però anche questo cambiamento porta fatiche mentali dopo tanti anni con lo stesso sistema».

Brega sottolinea come Ederson abbia raccolto l’eredità di de Roon anche fuori dal campo: «Non solo ha infilato la fascia al braccio, ma si è immerso anche nella concretezza della quotidianità». Accogliere i nuovi arrivati e trasmettere i principi del club sono parte del compito.

La mancata convocazione con il Brasile gli permette di lavorare a Zingonia e confrontarsi con Sarri. Sul tema della mancanza di personalità, il quotidiano riporta ancora le parole del centrocampista: «Non la penso così. Abbiamo tanti giocatori di personalità. Abbiamo iniziato a pensare tanto difensivamente e lasciato qualcosa a livello offensivo». E aggiunge: «Abbiamo giocatori forti, dobbiamo solo sbloccarci mentalmente».

Il Corriere della Sera, edizione di Bergamo, titola «Atalanta, 13 partiti per le Nazionali. Sarri resta al lavoro solo con 9 giocatori». Marina Belotti parte dai convocati per la Juventus: «Del 22 atalantini convocati da Sarri per la Juve, 13 sono partiti per le nazionali». Una Zingonia svuotata, con le ulteriori assenze degli infortunati Hien, Sulemana e Kossounou.

La speranza, scrive Belotti, è che i nazionali «possano anche scendere in campo per mantenere il ritmo partita, ritrovando magari quell’entusiasmo e quella leggerezza che Sarri non sta più vedendo in loro in Serie A». Il calendario propone anche due incroci nerazzurri: Italia-Belgio, con De Ketelaere opposto ai quattro azzurri, e Polonia-Bosnia, con Zalewski contro Kolašinac.

L’Eco di Bergamo dedica il notiziario al programma della squadra: «Cinque giorni di riposo per la squadra. Martedì la ripresa». «Sarri ha concesso cinque giorni di riposo», dopo aver scelto di continuare a lavorare subito dopo la Juventus. Il gruppo si ritroverà martedì pomeriggio.

Tanto lo spazio per gli ex con La Gazzetta dello Sport che dedica una pagina a «De Roon il fedelissimo». Alessio D’Urso apre così: «Se il calcio di Gian Piero Gasperini fosse una macchina da corsa, Marten de Roon ne sarebbe il motore inesauribile. Se fosse uno spartito musicale, il metronomo».

Il centrocampista sta ritrovando la condizione a Trigoria: «Approfittando della sosta il jolly di centrocampo sta ritrovando ora le frequenze giuste, destinato com’è a ritagliarsi un ruolo importante in giallorosso». La pagina ricorda le 445 presenze con l’Atalanta e i primi 35 minuti complessivi nella Roma.

Sul Corriere dello Sport, Claudio Beneforti firma un articolo titolato «L’altro Palladino», con il richiamo «Dal clamoroso no alla Dea al sì immediato al Bologna. Alle radici della scelta». Il punto è il contratto triennale accettato in rossoblù dopo quello rifiutato a Bergamo. Che poi l’ha sollevato dall’incarico.

Beneforti riporta la ricostruzione secondo cui Palladino avrebbe chiesto alla Dea clausole per potersi liberare in caso di chiamata di una grande squadra. Lo stesso autore precisa però che si tratta di «una ricostruzione di parte». Il giornale ricorda anche il bilancio atalantino del tecnico: 18 vittorie in 39 partite complessive e la qualificazione alla Conference League.

L’Eco di Bergamo annuncia «Gomez negli Emirati. Giocherà a Dubai in B». Il Papu, dopo la risoluzione consensuale con il Padova, sceglie il Forte Virtus. Il giornale ripercorre il legame con Bergamo: «L’Atalanta resta la squadra principale nella storia di Gomez: sei anni e mezzo, 252 presenze, 59 gol e tanti momenti speciali». E pareccchi dolci ricordi in Viale Giulio Cesare e dintorni.

C’è poi l’Atalanta radicata sul territorio: l’Eco di Bergamo, nell’articolo di Lorenzo Sala, titola «“Ragazzi, sport e territorio: è nel Dna dell’Atalanta”». Alla presentazione della ventiquattresima edizione de «La scuola allo stadio», Roberto Samaden spiega: «Con questo progetto vinciamo un trofeo ogni anno».

Anche il Corriere della Sera, edizione Bergamo, riprende l’iniziativa con «Allo stadio si impara. Torna il progetto di educazione civica». Tra i temi, ambiente, contrasto al bullismo e al razzismo. Il testimonial Davide Ghislandi ricorda l’importanza di «tenersi un piano B oltre al calcio».

Le pagine azzurre guardano anche all’Under 21. La Gazzetta dello Sport titola «Carica Favasuli: “Seguiamo il mister, dà forma ai sogni”». Davide Giovanzana racconta il percorso dell’esterno passato dal Catanzaro al Napoli e il rapporto con Silvio Baldini che a giugno li ha portati tutti in prima squadra: «Nessun altro avrebbe fatto quella scelta, ma lui crede così tanto in noi che farebbe qualsiasi cosa».

Sul Corriere dello Sport, Fabio Tarantino firma «“Se seguo Allegri cresco”». Favasuli racconta: «Noi ragazzi abbiamo qualcosa in più rispetto al passato. Sicuramente sta cambiando qualcosa».

Tuttosport allarga lo sguardo ai vivai bergamaschi con «Così è nata l’Italia targata AlbinoLeffe. “Occhio e calma”». Vincenzo Bellino racconta le strade degli azzurri Massimo Pessina, Issa Doumbia e Mohamed Alì Zoma attraverso le parole del direttore sportivo Marco Malenchini: «Si parte dall’individuazione del talento, poi bisogna rispettarne i tempi e accompagnarlo nella crescita».

Su Pessina: «In tutto quello che faceva trasmetteva grande sicurezza». Il principio del lavoro sui giovani è riassunto così: «Riconoscere delle qualità ancora da definire, arrivare prima degli altri e costruire ogni ragazzo partendo dai suoi punti di forza, senza trascurare ciò che deve migliorare».

Infine, il mercato degli svincolati sul Corriere dello Sport: Eleonora Trotta presenta «Ecco Alaba», il rinforzo dell’Udinese. Nel riquadro dedicato ai giocatori senza contratto compare anche Francesco Acerbi: «Con la centrale dell’Inter è stato nei pensieri del Bologna e del Sassuolo. Anche l’Atalanta – il Torino ci avevano pensato, senza però affondare il colpo».

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