Renzo Bossi

Torna in campo la trota


(qui in un video vagamente sessista)

Le ostriche cotte vive soffrono. Ma anche i fan di Olindo e Rosa

aragosta-in-pentolaTitoli e occhielli trovati sui quotidiani di oggi.

Ma dai?

Dal Giornale nelle Cronache: «Anche le aragoste nel loro piccolo sentono il dolore». L’occhiello è: «Orrore in pentola, gli chef cambiano ricette». Speriamo. L’occhiello: «Lo studio di due biologi rivela; quelli che si ritenevano movimenti riflessi e automatici sono reazioni consapevoli. Ecco il motivo dei sibili lanciati dagli animali gettati in acqua bollente». Pensavo fossero grida di vittoria.

Crisi sul lettino

Sempre dal Giornale ma pagine di Milano: «In tempo di crisi anche l’agricoltore va dall’analista. Un’esperta aiuterà gli imprenditori a trovare slancio e nuovi metodi. Domenica il primo incontro». All’Umanitaria.

Potrebbe essere il futuro

Depressione a parte, Repubblica con Carlo Petrini, rilancia la speranza di ridare ai campi le braccia rubate:«Contadini, ecco i ragazzi che trasformeranno la terra in oro. La disoccupazione giovanile si attesta intorno al 37%: l’agricoltura potrebbe offrire la possibilità. I posti di lavoro sono in crescita del 6% nel settore».

Un altro settore in crescita

E’ quello degli indagati. E centrano i temi caseari. Da La Provincia di Varese: «Quote latte, la Lega non c’entra». A dirlo il pm che precisa: «Nessun politico indagato».

Leghisti scomparsi dai radar

(Solo) il Giornale di Brescia riferisce di una conferenza stampa di un’ex assessore regionale leghista, nota come amica di Renzo Bossi:«: “Il dossieraggio era verso di me”. L’ex assessore: io nel mirino di un’associazione a delinquere, resto con Bossi”». Si riferisce a Umberto.

Delle mucche ce ne fottiamo

Sempre su Repubblica nella pagina Mondo: «Carne di cavallo nell’hamburger, scandalo nazionale in Gran Bretagna. Shock per la frode al supermarket. Interviene persino Cameron».  Dieci milioni i panini ritirati dal mercato. Per la gioia dei vegetariani.

E pure delle sentenze

Dal Corriere di Como: «Strage di Erba: nasce comitato pro Olindo e Rosa. Gli innocentisti non si rassegnano». Nemmeno noi.

Ad maiora

Da #Ruby al #Trota. Così fan tutte.

Rassegna stampa random.

Ruby divide la stampa.

Da Repubblica: “Ruby, flop dei testimoni: Nipote di Mubarak? Alla cena non se ne parlò”.

Dal Giornale: “I testimoni confermano: Il Cav parlò di Ruby al vertice con Mubarak”:

Da L’Eco di Bergamo: “Il sosia di Maradona arraffa la pistola mentre lo arrestano”. E’ successo a Caprino. L’hanno poi steso col calcio della pistola. Un’altra.

Dal Corriere: “Affidata al papà. No, alla madre. Una ragazzina tra due giudici. Tiene un blog per stare con il genitore, ma la sua volontà non conta. A quattordici anni, contesa tra New York e Pisa”.

Ah, molti giornali hanno in prima pagina l’arresto di Yoani Sanchez. Ma è stata liberata nella notte.Carta invecchiata un secondo dopo essere stata stampata.

E a proposito di blogger. Da La Provincia di Varese: “Trota diffamato. Blogger colpevole”. Dovrà dargli 5mila cucuzze.

Chiudo col Giornale, che magari non comprate: “Altro che ‘mal di testa’. Ora sono le donne ad avere il chiodo fisso”. L’occhiello, davvero non banale: “Così fan tutte. Basta tabù tra le lenzuola”: Pagina 18 è tutta dedicata al tema. L’alto pezzo, sui vip: “E pure le brave ragazze vogliono ‘farlo strano’. Da Clerici a Cuccarini: fioccano le confessioni hard delle star per famiglie”.

Che sia un buon sabato, per loro e per voi.

Ad maiora

La figa non è stata trombata

Considerazioni random sulle amministrative. Ripetendo il mio vecchio mantra che la gente non sbaglia mai quando va a votare. Io ho seguito oggi le elezioni di Lodi: in regione hanno votato tutti Formigoni (Pdl) in comune tutti Guerini (Pd), eletto al primo turno. Avevo monitorato anche le comunali di Sondrio due anni fa: in una valle dove la Lega impera l’ex sindaco Molteni (Pd) aveva vinto senza problemi.

Chi governa il paese pensa che basti mettere una faccia qualsiasi e un simbolo per vincere: non è così. Cinque anni fa, il tanto vituperato Riccardo Sarfatti, con una bella campagna elettorale, aveva finito per arrivare a soli dieci punti dall’inavvicinabile governatore lombardo. Oggi il Celeste batte Penati di 22 punti.
La gggente non sbaglia anche quando impallina Castelli a Lecco e Brunetta a Venezia, peraltro.

Su quella che Jonghi Lavarini aveva definito “bella figa”, l’igienista dentale Nicole Minetti, rilevo solo che è stata eletta nel listino bloccato di Formigoni. Un listino che è scattato solo a metà per la clamorosa vittoria di Pdl e Lega in Regione. La ragazza (indicata sembra – di persona personalmente – dal Cav.) era al quinto posto in lista, quindi certa della vittoria.

Una che oggettivamente non era una “bella figa” ma che quando sono stato in Abruzzo per il terremoto, mi era sembrata un’ottima amministratrice, è stata invece sonoramente “trombata” (proseguo nell’uso di un linguaggio sessista, tipico della politica). Stefania Pezzopane non sarà più presidente della Provincia dell’Aquila. Ha vinto solo nel capoluogo e magari questo sarà un viatico per il centro sinistra nella città devastata dal terremoto. Spero intanto che le carriole (vero segno di rinascita democratica e dal basso) non si fermino e continuino a lavorare tutte le domeniche (digos o non digos).

Se Nicole Minetti per essere eletta in Regione Lombardia è stata paracadutatadirettamente sugli scranni, chi il suo posto se l’è guadagnato è Renzo Bossi. Il figlio del leader della Lega conquista nel collegio di Brescia 12.893 preferenze, che non sono bruscolini. Se si crede alla volontà popolare non solo quando è favorevole ai propri amici, questa è sicuramente una buona notizia. Il padre ha fatto campagna per lui andando nella città della Leonessa. Ma francamente vedo più nepotismo nelle redazioni dei giornali che in politica. La Lega è peraltro uno dei partiti che investe più sui giovani e questo alla lunga le permetterà di continuare a vincere. Al Pirellone arriva, ad esempio, anche Massimiliano Romeo, assessore monzese, classe 1971.

E infine, se i voti sono importanti, come non segnalare che quasi 4.000 preferenze con le quali i lombardi (seguaci di Di Pietro) hanno mandati sui seggi del consiglio Giulio Cavalli, attore e regista scortato h24 per i suoi spettacoli contro la mafia al Nord? Oggi era l’unico a non lanciarsi nei banchetti post-elettorali. Speriamo mantenga per sempre questo distacco dai riti di una politica che, viste le tante facce nuove, ci auguriamo migliore di prima.

Ad maiora