Stefania Pezzopane

Un cantiere per L’Aquila

Nei primi giorni dopo il terremoto aquilano la si vedeva ovunque. La sua statura non da giocatrice di basket non le impediva di sovrastare i molti politici che accorsero da quelle parti solo per farsi un po’ di pubblicità (compreso il presidente americano).

Sono rimasto francamente stupito quando Stefania Pezzopane è stata sconfitta alle ultime elezioni amministrative. Non sono aquilano e quindi non posso giudicare il lavoro fatto. Sono soltanto un giornalista che è venuto da quelle parti per fare il suo mestiere. Ma tra le poche persone delle quali, a pelle, ebbi un’ottima impressione, lei c’era di sicuro.
Battuta alla presidenza della Provincia aquilana, vedo che non ha smesso di impegnarsi. Oggi sul sito di Articolo 21 (www.articolo21.org) c’è un articolo il cui lei stessa annuncia la nascita del Cantiere AQ, presentato qualche giorno fa nella zona rossa della città (http://www.articolo21.org/1517/notizia/laquila-cantiere-di-unitalia-nuova.html).
Con un obiettivo (lo stesso che ha avuto anche il sindaco aquilano qualche settimana fa invitando i direttori a vedere la “ricostruzione”): riportare al centro dell’attenzione questa bellissima provincia distrutta dal terremoto. Una provincia dimenticata dai tg che non hanno raccontato la plateale manifestazione in autostrada e che hanno dato la colpa agli aquilani in corteo a Roma (rectius, ai cosiddetti infiltrati) anche per le manganellate prese (la cui eco ha consentito almeno il rinvio delle tasse, però).
Il manifesto dell’associazione, cui faccio i miei miglior in bocca al lupo lo trovate a questo sito:
Ad maiora. Evviva il popolo delle carriole.

La figa non è stata trombata

Considerazioni random sulle amministrative. Ripetendo il mio vecchio mantra che la gente non sbaglia mai quando va a votare. Io ho seguito oggi le elezioni di Lodi: in regione hanno votato tutti Formigoni (Pdl) in comune tutti Guerini (Pd), eletto al primo turno. Avevo monitorato anche le comunali di Sondrio due anni fa: in una valle dove la Lega impera l’ex sindaco Molteni (Pd) aveva vinto senza problemi.

Chi governa il paese pensa che basti mettere una faccia qualsiasi e un simbolo per vincere: non è così. Cinque anni fa, il tanto vituperato Riccardo Sarfatti, con una bella campagna elettorale, aveva finito per arrivare a soli dieci punti dall’inavvicinabile governatore lombardo. Oggi il Celeste batte Penati di 22 punti.
La gggente non sbaglia anche quando impallina Castelli a Lecco e Brunetta a Venezia, peraltro.

Su quella che Jonghi Lavarini aveva definito “bella figa”, l’igienista dentale Nicole Minetti, rilevo solo che è stata eletta nel listino bloccato di Formigoni. Un listino che è scattato solo a metà per la clamorosa vittoria di Pdl e Lega in Regione. La ragazza (indicata sembra – di persona personalmente – dal Cav.) era al quinto posto in lista, quindi certa della vittoria.

Una che oggettivamente non era una “bella figa” ma che quando sono stato in Abruzzo per il terremoto, mi era sembrata un’ottima amministratrice, è stata invece sonoramente “trombata” (proseguo nell’uso di un linguaggio sessista, tipico della politica). Stefania Pezzopane non sarà più presidente della Provincia dell’Aquila. Ha vinto solo nel capoluogo e magari questo sarà un viatico per il centro sinistra nella città devastata dal terremoto. Spero intanto che le carriole (vero segno di rinascita democratica e dal basso) non si fermino e continuino a lavorare tutte le domeniche (digos o non digos).

Se Nicole Minetti per essere eletta in Regione Lombardia è stata paracadutatadirettamente sugli scranni, chi il suo posto se l’è guadagnato è Renzo Bossi. Il figlio del leader della Lega conquista nel collegio di Brescia 12.893 preferenze, che non sono bruscolini. Se si crede alla volontà popolare non solo quando è favorevole ai propri amici, questa è sicuramente una buona notizia. Il padre ha fatto campagna per lui andando nella città della Leonessa. Ma francamente vedo più nepotismo nelle redazioni dei giornali che in politica. La Lega è peraltro uno dei partiti che investe più sui giovani e questo alla lunga le permetterà di continuare a vincere. Al Pirellone arriva, ad esempio, anche Massimiliano Romeo, assessore monzese, classe 1971.

E infine, se i voti sono importanti, come non segnalare che quasi 4.000 preferenze con le quali i lombardi (seguaci di Di Pietro) hanno mandati sui seggi del consiglio Giulio Cavalli, attore e regista scortato h24 per i suoi spettacoli contro la mafia al Nord? Oggi era l’unico a non lanciarsi nei banchetti post-elettorali. Speriamo mantenga per sempre questo distacco dai riti di una politica che, viste le tante facce nuove, ci auguriamo migliore di prima.

Ad maiora