Di Pietro

La Bindi apre la campagna elettorale

La campagna acquisti rossonera (Ibra e Robinho, roba che gli ultrà che hanno messo lo striscione a fine campionato lo stanno mangiando pezzo a pezzo) e gli insulti di Bersani di ieri (“Il berlusconismo fa regredire la politica alla fogna”) danno il definitivo la alla campagna elettorale.

Resta solo da vedere cosa dirà domenica Fini a Mirabello. Il presidente della Camera sembra un po’ la Sibilla cumana della politica italiana. Dopo due mesi di silenzio, si attende una parola che possa definire quel che farà. Spero rispetterà la Bibbia: “Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no. Il di più viene dal maligno”. In alternativa, dovrà essere interpretato. E stiamo freschi.

Ieri però ho avuto l’occasione di sentire (in quel di Osnago nella tradizionalmente laboriosa Brianza) Rosi Bindi e ne ho tratto l’impressione che il count down del voto sia ormai partito.

La presidente del Pd (in una sala supergremita) ha detto che l’era Berlusconi è ormai giunta al capolinea. La frase su cui è probabile si incentri la campagna per conquistare la maggioranza l’ha detta quasi alla fine del suo intervento: “In questi due anni di governo la vostra vita è migliorata o peggiorata grazie al governo Berlusconi?”.

La Bindi sostiene di non voler lasciare a Di Pietro l’antiberlusconismo (“Io sono più antiberlusconiana di lui”) e dice che il partito è pronto ad affrontare il voto anche se spera di cambiare la legge elettorale (con quale, però?).

Annuncia infine che, anche se non ha votato la norma statutaria, questa prevede che il segretario del Pd sia anche il candidato premier.

Avremo primarie con Bersani contro Vendola?

Chiediamolo alla Sibilla.

Ad maiora.

La figa non è stata trombata

Considerazioni random sulle amministrative. Ripetendo il mio vecchio mantra che la gente non sbaglia mai quando va a votare. Io ho seguito oggi le elezioni di Lodi: in regione hanno votato tutti Formigoni (Pdl) in comune tutti Guerini (Pd), eletto al primo turno. Avevo monitorato anche le comunali di Sondrio due anni fa: in una valle dove la Lega impera l’ex sindaco Molteni (Pd) aveva vinto senza problemi.

Chi governa il paese pensa che basti mettere una faccia qualsiasi e un simbolo per vincere: non è così. Cinque anni fa, il tanto vituperato Riccardo Sarfatti, con una bella campagna elettorale, aveva finito per arrivare a soli dieci punti dall’inavvicinabile governatore lombardo. Oggi il Celeste batte Penati di 22 punti.
La gggente non sbaglia anche quando impallina Castelli a Lecco e Brunetta a Venezia, peraltro.

Su quella che Jonghi Lavarini aveva definito “bella figa”, l’igienista dentale Nicole Minetti, rilevo solo che è stata eletta nel listino bloccato di Formigoni. Un listino che è scattato solo a metà per la clamorosa vittoria di Pdl e Lega in Regione. La ragazza (indicata sembra – di persona personalmente – dal Cav.) era al quinto posto in lista, quindi certa della vittoria.

Una che oggettivamente non era una “bella figa” ma che quando sono stato in Abruzzo per il terremoto, mi era sembrata un’ottima amministratrice, è stata invece sonoramente “trombata” (proseguo nell’uso di un linguaggio sessista, tipico della politica). Stefania Pezzopane non sarà più presidente della Provincia dell’Aquila. Ha vinto solo nel capoluogo e magari questo sarà un viatico per il centro sinistra nella città devastata dal terremoto. Spero intanto che le carriole (vero segno di rinascita democratica e dal basso) non si fermino e continuino a lavorare tutte le domeniche (digos o non digos).

Se Nicole Minetti per essere eletta in Regione Lombardia è stata paracadutatadirettamente sugli scranni, chi il suo posto se l’è guadagnato è Renzo Bossi. Il figlio del leader della Lega conquista nel collegio di Brescia 12.893 preferenze, che non sono bruscolini. Se si crede alla volontà popolare non solo quando è favorevole ai propri amici, questa è sicuramente una buona notizia. Il padre ha fatto campagna per lui andando nella città della Leonessa. Ma francamente vedo più nepotismo nelle redazioni dei giornali che in politica. La Lega è peraltro uno dei partiti che investe più sui giovani e questo alla lunga le permetterà di continuare a vincere. Al Pirellone arriva, ad esempio, anche Massimiliano Romeo, assessore monzese, classe 1971.

E infine, se i voti sono importanti, come non segnalare che quasi 4.000 preferenze con le quali i lombardi (seguaci di Di Pietro) hanno mandati sui seggi del consiglio Giulio Cavalli, attore e regista scortato h24 per i suoi spettacoli contro la mafia al Nord? Oggi era l’unico a non lanciarsi nei banchetti post-elettorali. Speriamo mantenga per sempre questo distacco dai riti di una politica che, viste le tante facce nuove, ci auguriamo migliore di prima.

Ad maiora