Ho visto un ampia presentazione su Studio Aperto del secondo speciale che Mediaset metterà in onda per difendere il proprio datore di lavoro dalle accuse della Procura di Milano.
Il “servizio” del tg era tutto incentrato sulle parole di Valentino Valentino, che già al processo Ruby aveva dichiarato di ave chiamato lui in Questura e poi aver passato il telefono all’allora presidente.
Per sapere chi è questo personaggio (che abitualmente rifugge i media), rimando a questo post che gli avevo dedicato qualche tempo fa.
Ad maiora
Ruby
Zapping mondiale: Ruby fa il giro del mondo
Oggi saranno felici quei giornalisti provinciali che dicono che una notizia ha fatto “il giro del mondo”..
Lo show di Ruby sui gradini del Tribunale di Milano (di gran moda in questo periodo) compaiono sul Corriere del Ticino , Al Jazeera, e sul Guardian. Salirà il nostro spread? La tedesca Faz parla della nostra politica spiegando: non si muove foglia che Berlusconi non voglia.
Per il resto a Madrid in mostra gli scatti del grande Kapuscinski. Lo riferisce El Pais.
Il Newcastle infine crea stanze per la preghiera per i giocatori musulmani. Lo racconta Al Arabiya.
Ad maiora
Da #Ruby al #Trota. Così fan tutte.
Ruby divide la stampa.
Da Repubblica: “Ruby, flop dei testimoni: Nipote di Mubarak? Alla cena non se ne parlò”.
Dal Giornale: “I testimoni confermano: Il Cav parlò di Ruby al vertice con Mubarak”:
Da L’Eco di Bergamo: “Il sosia di Maradona arraffa la pistola mentre lo arrestano”. E’ successo a Caprino. L’hanno poi steso col calcio della pistola. Un’altra.
Dal Corriere: “Affidata al papà. No, alla madre. Una ragazzina tra due giudici. Tiene un blog per stare con il genitore, ma la sua volontà non conta. A quattordici anni, contesa tra New York e Pisa”.
Ah, molti giornali hanno in prima pagina l’arresto di Yoani Sanchez. Ma è stata liberata nella notte.Carta invecchiata un secondo dopo essere stata stampata.
E a proposito di blogger. Da La Provincia di Varese: “Trota diffamato. Blogger colpevole”. Dovrà dargli 5mila cucuzze.
Chiudo col Giornale, che magari non comprate: “Altro che ‘mal di testa’. Ora sono le donne ad avere il chiodo fisso”. L’occhiello, davvero non banale: “Così fan tutte. Basta tabù tra le lenzuola”: Pagina 18 è tutta dedicata al tema. L’alto pezzo, sui vip: “E pure le brave ragazze vogliono ‘farlo strano’. Da Clerici a Cuccarini: fioccano le confessioni hard delle star per famiglie”.
Che sia un buon sabato, per loro e per voi.
Ad maiora
Italia: 150 anni, ma non sembra ancora maggiorenne
La confusione in cui si dibatte il nostro Paese si nota anche nella difficoltà di collocare anagraficamente le persone. E non mi riferisco a Ruby di cui ora si “scopre” la possibile maggior età, per un ritardo di registrazione all’anagrafe marocchina (ma il presidente del Consiglio dei ministri nella telefonata che fece alla Questura di Milano – non nell’esercizio delle sue funzioni visto che del caso avrebbe dovuto al più occuparsi il ministro dell’Interno o quello degli Esteri se si temevano ripercussioni internazionali per il fantomatico zio – chiese l’affidamento alla Minetti di Ruby in quanto minorenne, il che fa cadere questa tardiva difesa).
L’età comunque viene valutata a seconda delle epoche. Se ai tempi di Dante il mezzo del cammin della vita era 35 anni, ora il tutto si è spostato, molto in là. Tempo fa mi è capitato, in un servizio, di definire “di mezza età” una signora cinquantenne, attirandomi gli strali di colleghe sui 50. E a nulla è valsa la mia difesa che in questo modo auguravo almeno 100 anni di vita. L’obiettivo sono davvero i 120 anni cui si sta lavorando al San Raffaele?
Nell’attesa, non sappiamo più come definire le persone. Un quarantenne è un giovane uomo? E un sessantenne? A che età si diventa anziani? Quando a Dan Peterson feci notare che tre del suo quintetto avevano meno anni di lui, mi ringraziò polemicamente di saper far di conto.
Concludo con argomenti più tristi. Yara Gambirasio, 13 anni. Finché era solo scomparsa era definita “ragazzina”. Ora che è stata assassinata i tg la definiscono “bambina”. Forse un modo di impietosire l’uditorio. Ma sicuramente una definizione errata che stona con la realtà di un Paese, dove nessuno diventa mai adulto. Nemmeno di fronte alla morte.
Ciao Yara, che la terra ti sia lieve.

