Con un’assurda pantomima ieri il presidente russo ha annunciato, ovviamente in diretta TV, nell’intervallo di un balletto, che lui è la moglie (presente sul set) si separano.
Il tutto di fronte a un – spontanea – domanda di una intervistatrice:
Nel 2009, nel corso di una conferenza stampa “sarda” alla domanda di una giornalista russa che chiedeva conto all’uomo politico se era vero che volesse divorziare, Berlusconi mimò il gesto del mitra:
Per ricordare una grande giornalista russa uccisa (da sconosciuti, con la pistola) a Mosca nel 2006, il Comune di Milano mercoledì 12 alle 11 inaugura (insieme ad Annaviva e ai parenti di Anna) i Giardini Politkovskaja, in corso Como.
Ad maiora
È passato poco più di un anno dalla Marcia dei milioni, la marcia dell’opposizione al regime putiniano che finì con scontri con la polizia e centinaia di arresti.
Dopo una lunghissima carcerazione preventiva, sta per iniziare l’udienza preliminare per dodici dei trenta attivisti accusati di aver organizzato gli incidenti. È un processo che a molti osservatori ricorda quelli di stampo sovietico, contro i dissidenti.
L’udienza è per i fatti in Bolotnaya, la piazza dove la manifestazione doveva terminare e intorno alla quale ci furono gli scontri e la repressione.
Ero presente a quella manifestazione autorizzata e ricordo bene come andò.
È iniziato come un corteo autorizzato, molto partecipato e pacifico. Con slogan e striscioni contro il presidentissimo russo:
Per segnalare lo spirito rivoluzionario, si cantava Bandiera rossa:
La massa era considerevole e varia e andava dai nazionalisti fino ai comunisti. Le prime tensione si erano già registrate ai varchi d’ingresso. Perché ogni manifestazione nella Russia di Putin, anche quelle autorizzate, passa per un controllo individuale ai metal detector, che molti chiedevano di togliere:
La testa del corteo è arrivata in Bolotnaya quando la piazza era ormai piena e si è trovata di fronte uno schieramento di Omon, agenti speciale in tenuta anti-sommossa. Il primo segnale di tensione è stato proprio l’abbattimento del metal detector, cui sono seguite cariche della polizia e reazione dei ragazzi agli arresti (nessuno era comunque armato):
Dopo gli arresti in flagranza, quasi tutti i manifestanti sono stato rilasciati. Una trentina sono stati però arrestati qualche giorno dopo, quando il regime, dopo mesi di tolleranza, ha deciso di mostrare la sua faccia meno conciliante con l’opposizione. Di cui si mandano a processo i leader (Navalny e Udaltsov, in primis) e se ne minacciano altri. È di oggi la notizia che Kasparov non torna in Russia: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2013/06/06/Russia-Kasparov-torno-temo-Putin_8826035.html
In questo clima, Annaviva e il Comune di Milano inaugurano mercoledì 12 (alle 11) i Giardini dedicati ad Anna Politkovskaja (in fondo a Corso Como). Quanto ci mancano gli articoli di Anna su quel che sta accadendo in questi giorni a Mosca…
Ad maiora
Ho faticato a trovare la notizia della morte di Franca Rame sui siti stranieri. L’unico che ricorda la grande attrice è lo Spiegel. Tra le ultime richieste di Franca c’è la richiesta di cantare “Bella ciao” al funerale (laico, grazie a Dio) che si svolgerà domani. L’eco della canzone resistenziale ci arriva anche dalla Germania dove è in corso un processo contro un pastore accusato di aver istigato manifestanti antifascisti ad attaccare la polizia durante un raduno neonazista a Dresda. Il processo è iniziato un mese fa. Ieri, in aula, il pastore ha affermato di aver invitato a cantare “Bella ciao” non ad attaccare la polizia (che, secondo la Taz, lo smentisce con un video). Sempre dalla Germania arriva questa notizia che ci riguarda: la Zeit scrive che non sapendo come gestire i richiedenti asilo, gli diamo dei soldi e li induciamo ad andare verso nord. Sempre da Nord, ma dalla Svizzera, arriva una buona notizia: quest’anno niente blocchi ai ristorni. Chiudo con l’Italia e passo alla Russia. I ceceni che lavorano per le Olimpiadi di Sochi lamentano di non venire pagati. Il servizio su Rferl. Una delle Pussy Riot, in sciopero della fame, finisce in ospedale. Lo racconta il Guardian. Russia Today riferisce invece (a sorpresa) che anche se l’opposizione a Putin non scende più in piazza, ha ancora una buona eco nei sondaggi. Ad maiora
La morte Andreotti si trova su gran parte dei siti mondiali.
Parla di un secolo di storia cui dire addio, il Giornale del popolo.
Titola su “gloria e miseria” della Dc invece Le Monde.
Le Figarò definisce invece il Divo (anzi, il Divino, come intitola la Taz), il lato oscuro del Bel Paese.
Sempre per la politica, Letta , ieri in Spagna, compare sulla Home Page del Pais.
Chiudo gli Esteri con una curiosità. Mosca invasa da manifestanti contro Putin, a un anno dalla sua rielezione. Foto e notizia compaiono su molti siti d’informazione (qui su Le Figaro). Sicuramente per un caso, non riesco a trovarlo su Russia Today…
Per il calcio cinque gol del “vecchio” Klose in bella vista sulla Faz.
Sempre in tema sportivo, El Pais spiega che le recenti esternazioni di Mourinho sarebbero propedeutiche a farsi cacciare dal Real per non dover pagare la penale, andandosene. Favorito alla successione, Carletto Ancelotti che El Mundo definisce elegante.
Finisco con una curiosità: arrestata la cantante . Per non aver pagato le tasse.
Ad maiora
Qualche sprazzo di Italia sui siti web in giro per il mondo. Il pezzo più curioso compare sul Pais che racconta delle condizioni imposte da Berlusconi nelle trattative per il nuovo esecutivo, accompagnando il testo con una foto (qui sopra) dell’ex presidente che si appisola a Dallas.
Le consultazioni di Letta per la formazione del governo compaiono sul Corriere del Ticino mentre l’Economist traccia il – complesso – quadro politico italiano.
Allargando un po’ lo sguardo, in Spagna, a Madrid, scontri per ottenere le dimissioni del governo. Lo riferisce El Pais. Mentre sul New York Times si parla dello sciopero della fame a Guantanamo.
Su Le Figaro, in puro stile Studio Aperto, si indica la pronipote della Thatcher come nuova Pippa Middleton. Non ci allontaniamo molto leggendo l’Indipendent che racconta della battaglia per un tatuaggio in casa Obama. Sempre in ambito cazzeggio, segnalo l’orgoglioso pezzo della Taz sul dominio tedesco sul calcio europeo. E in ambito calcistico, ma più politico, Al Arabiya riporta la notizia di un’inchiesta sulle dittature (italiane e argentine) che avrebbero portato a vincere i Mondiali.
La Nacion scrive invece dell’incontro tra il Papa e Zanetti.
El Mundo racconta infine il record personale di Putin che parla in tv per 4 ore e 47 minuti. Penso avrebbe fatto addormentare anche il suo amico Silvio.