Novaja Gazeta

AnnaViva alla Novaja Gazeta, nella stanza di Anna Politkovskaja

AnnaViva alla Novaja Gazeta. Qualche video lo abbiamo già postato. Questa invece è la cronaca della visita nella stanza di Anna, con la spiegazione di Nadhezhda Prusenkova e la traduzione di Anna Agliati.

È inframmezzata con le foto delle manifestazioni e delle iniziative organizzate da AnnaViva in questi quattro anni per commemorare la figura della grande giornalista.

Dopo averlo guardato, firmate e diffondete il nostro appello.

 

http://youtu.be/g2IuxPBEY34

 Se per caso lo bannano:

http://youtu.be/g2IuxPBEY34

Ad maiora

 

 

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VOGLIAMO UNA VIA PER ANNA POLITKOVSKAJA!

Milano nel 2015 sarà – grazie all’Expo – una vetrina internazionale.

La città che ha nel proprio gonfalone Sant’Ambrogio e che ha dato i natali a Manzoni e Beccaria ha l’occasione per non far dimenticare, oltre alla fame del mondo, il rispetto dei diritti umani e della libertà di stampa.

In questi anni, una figura più di altre, ha rappresentato a livello mondiale  il giornalismo “dalla schiena dritta”: Anna Politkovskaja.

Per mettere a tacere la coraggiosa giornalista russa non sono bastate le minacce, gli arresti, gli avvelenamenti, i finti plotoni di esecuzione, l’isolamento.

5 anni fa, il 7 ottobre del 2006, è stata assassinata nel portone di casa sua. La giustizia russa sta tentando – pur tra molti tentennamenti – di trovare chi le abbia materialmente sparato. Mentre resta (e forse resterà) un fitto mistero sui mandanti.

“Io vedo tutto, questo è il problema” scriveva Anna Politkovskaja, uccisa solo perché voleva fare il suo mestiere: la giornalista.

Milano ha dedicato i propri giardini pubblici a Indro Montanelli, mentre ha platealmente mancato la consegna dell’Ambrogino d’oro a un altro dei suoi figli adottivi: Enzo Biagi.

Ora c’è un’occasione di riscatto.

Nel 2009, dopo una raccolta firme on line e una mobilitazione popolare (organizzate da Annaviva e Gariwo), Palazzo Marino ha dedicato ad Anna Politkovskaja un albero nel Giardino dei Giusti al Monte Stella. Altre città italiane hanno seguito questo esempio (da Brescia a Genova).

Oggi, noi firmatari di questo appello, chiediamo al Comune di Milano e al sindaco Pisapia di fare un passo in più, di mettere la città al pari di altre nel mondo, da Roma a Tbilisi, da Tolosa a Ferrara.

Dedicando ad Anna Politkovskaja una via o una piazza della comune che tra pochi anni ospiterà l’Esposizione universale.

Se davvero un vento nuovo soffia sulla “capitale morale”, crediamo che questa sia l’occasione giusta per dimostrarlo.

A tutto il mondo.

Per aderire, mandare una mail specificando nome, cognome e professione a questo indirizzo:

unaviaperanna@gmail.com

Dopo aver firmato, se vi va, fate girare l’appello!

Finita (bene) la missione di Annaviva a Mosca. A marzo si torna per le presidenziali

Si è conclusa positivamente la missione di “turismo responsabile” di Annaviva a Mosca. È stata la seconda per noi.

Tre anni fa andammo nella capitale russa per quello che avrebbe dovuto essere il 50esimo compleanno di Anna Politkovskaja se non fosse stata assassinata (da sconosciuti, soprattutto a livello di mandanti) il 7 ottobre 2006. Ci recammo sulla tomba di Anna e incontrammo la sua famiglia, oltre al direttore del giornale per cui lavorava – Novaja Gazeta – Muratov.

Oggi (come allora) siamo stati in visita nella redazione della Novaja. Il nostro meeting sempre con il vice direttore Yaroshevskij l’altra volta fu nella mensa redazionale. Questa invece intorno al tavolo dove si svolge la riunione di redazione, sotto gli sguardi dei caduti, le foto di Anna e gli altri cinque reporter della Novaja uccisi per il loro mestiere.

Anna dall’alto ci ha un po’ guidato nella sua Mosca. L’impressione è stata evidente a tutta la delegazione (eravamo in nove, partiti da Milano e Roma) domenica, usciti dagli uffici del Centro stampa indipendente. Quando, dopo un centinaio di metri, siamo arrivati, senza saperlo, sul luogo dell’assassino di Stanislav Markelov (avvocato di Anna e della famiglia Kungaeva) e Anastasia Baburova (stagista alla Novaja) ci siamo stupiti ed emozionati.

In fondo, eravamo lì anche per loro (avendoli commemorati in una manifestazione pubblica – con i radicali – nel centro di Milano, a pochi giorni dall’assassinio, a opera di una coppia di neonazisti).

In giro sembravamo un gruppo di turisti che poi in realtà, ogni tanto, entrava in un palazzo per incontri veramente importanti e toccanti: come quello con Boris Nemtsov, noto oppositore del regime. Oltre alla Novaja, anche la visita alla redazione dell’Eco di Mosca è stata davvero formativa. E davvero interessante la conferenza stampa dell’ong Golos (osservatori elettorali). Curiosamente, oltre all’amica Marta Allevato dell’Agi, in quegli uffici del Centro della stampa indipendente, dove venivano denunciati brogli e attacchi cibernetici ai siti di informazione, eravamo gli unici (anche giornalisti) italiani presenti.

Personalmente, il momento che ho trovato più toccante è stato nel cinema del centro moscovita dove per la prima volta veniva proiettato un film dedicato alla vita di Anna Politkovskaja. Quel lungo applauso che ha accompagnato la fine della proiezione (alla vigilia del voto che al momento ha ridimensionato la predisposizione imperiale di Putin) è stato davvero, nel suo piccolo, un momento storico:

http://www.youtube.com/watch?v=QHYPVsyQSYg

Per noi di Annaviva – nati per onorare la memoria di Anna Politkovskaja e portare avanti le sue battaglie civili – essere in quel luogo quella sera ha significato che il percorso fatto in questi anni è stato giusto e che è quella la strada da battere. Senza sosta.

Per questo stiamo lavorando perché a Milano ci sia una vita dedicata ad Anna.

Per questo a marzo, per le presidenziali, tornereremo tutti assieme a Mosca.

Ad maiora.

FRA TRE SETTIMANE A MILANO IN SCENA “ELSA K.”. PER NON DIMENTICARE ANNA POLITKOVSKAJA

Tra pochi giorni, anzi fra tre settimane, saranno passati cinque anni dall’omicidio di Anna Politkovskaja.

Varie inchieste della magistratura russa hanno portato parecchie persone in carcere. Esecutori materiali o organizzatori. Molti scagionati al processo. Altri sono ora in cella, in attesa di andare a giudizio. Nessuno si è mai sognato di cercare i mandanti dell’omicidio della coraggiosa giornalista russa. Tanto da spingere il New York Times a scrivere che non c’è giustizia:

http://www.nytimes.com/2011/09/14/opinion/no-justice-for-anna-politkovskaya.html?_r=1&emc=eta1

A luglio, a Genova, nel corso della Settimana dei diritti, Vera Politkovskaja (insieme alla collega della Novaja Gazeta, Nadezhda Prusenkova) così parlava di sua madre Anna:

http://youtu.be/27cCRcE_LkI

Per non dimenticare Anna Politkovskaja, per onororare il quinto anniversario del suo omicidio, Annaviva e LattOria metteranno in scena a Milano “Elsa K.”.
Di seguito i dettagli. Prenotatevi! Venite!!

Ad maiora

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EL’SA K debutta a Milano in occasione dell’anniversario della morte della giornalista russa Anna Politkovskaja, assassinata il 7 ottobre 2006 sul portone della sua casa a Mosca, dopo essersi schierata contro la politica di Vladimir Putin e aver condotto una battaglia in nome della libertà di informazione e in difesa dei diritti umani.

L’opera teatrale, scritta da Andrea Riscassi per la regia di Alessia Gennari, narra la vicenda di El’sa Kungaeva, giovane cecena stuprata e uccisa dopo essere stata rapita da una pattuglia di soldati russi guidati dal colonnello Jurij Budanov. Di El’sa Kungaeva, del suo omicidio e della violenza consumatasi sul suo corpo si era a lungo occupata Anna Politkovskaja.

In scena tre voci. Una maschile, a riportare i fatti, i documenti, l’oggettività (vera o presunta) della vicenda raccontata, e due femminili, quella di El’sa e quella di Anna. Due voci femminili “in assenza”, corpi e voci della memoria e della storia.

A essere rievocato nel testo non è solo il caso di El’sa, così come non è solo il lavoro di Anna Politkovskaja: a ricrearsi, per frammenti, è la più ampia vicenda che riguarda il conflitto russo-ceceno e alcune fra le implicazioni politiche, sociali e umane di quella guerra ancora latente. El’sa e Anna, entrambe portatrici della propria verità e della propria tragedia, sono compresenti sulla scena ma non si parlano mai. Si evocano l’una con l’altra. Ognuna con le proprie parole, con la propria consapevolezza e umanità, permette all’altra di raccontare e raccontarsi entro un impossibile dialogo fra morti.

Mettere in scena questo dialogo è fare del teatro il luogo deputato per la memoria attraverso una finzione che si fa cruda e amara rappresentazione del reale. E’ fare del palcoscenico lo spazio del ricordo, della possibilità di una ricostruzione e ricomposizione della verità.

EL’SA K

Di Andrea Riscassi

regia di Alessia Gennari,

con Fabio Paroni, Sara Urban e Paola Vincenzi,

musiche di Federico Gon.

6, 7, 8 ottobre 2011 – ore 21

Teatro del Borgo

via Formentini 10, Milano

Per info e prenotazioni: saraurban@lattoria.it

OMICIDIO ESTEMIROVA: MEMORIAL TORNA A DENUNCIARE RITARDI NELLE INDAGINI

Nessun passo avanti nelle indagini sull’omicidio di Natalia Estemirova. A denunciarlo l’ong russa Memorial per la quale la giornalista – assassinata nel 2009 – lavorava. L’associazione per i diritti umani ha inoltrato ufficiale reclamo alla Corte europea dei diritti, lamentando la mancanza di progressi nelle indagini avviate dalla magistratura russa.

Sul caso eravamo stati facili profeti sia lo scorso anno, sia a luglio in occasione del secondo anniversario dell’omicidio:

https://andreariscassi.wordpress.com/2011/07/15/omicidio-estemirova-due-anni-di-indagini-zero-risultati/

Una delle tante cose che si può imputare al presidente Medvedev è che, sul caso, ha speso tante parole ma che i risultati sono pari a zero.

La giornalista fu rapita in Cecenia e trovata uccisa, poche ore dopo, in Inguscezia. La macchina con la collega a bordo attraversò cinque posti di blocco e anche un confine. Nessuno però la fermò.

Il ricordo alla Corte di Strasburgo è firmato anche dai parenti della Estemirova che da mesi, insieme ai colleghi della Novaja Gazeta, denunciano le inefficienze delle indagini e la violazione della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

Sul caso e i suoi risvolti giornalisti sui media europei, qualche mese fa Annaviva ha presentato un interessante (al contenpo deprimente) studio di Fabrizio Ossino:

https://andreariscassi.wordpress.com/2011/05/21/la-stampa-e-lomicidio-estemirova/

L’Estemirova era considerata l’erede della Politkovskaja. Speriamo che per arrivare a qualche risultato non si debba aspettare un lustro invano come per la cronista uccisa a Mosca nell’ottobre 2006.

Ad maiora.

Ottavia Piccolo riporta in vita Anna Politkovskaja a teatro

Torna a Milano da lunedì 21 marzo a domenica 3 aprile al rinnovato teatro Elfo Puccini Donna non rieducabile, il monologo di Ottavia Piccolo su Anna Politkovskaja. Torna perché andò in scena (ed ebbe un immediato, clamoroso successo) all’ex Paolo Pini nel 2007 grazie alle donne di Usciamo dal silenzio. 5 anni dopo l’impunito omicidio, la storia della giornalista della Novaja Gazeta è ancora purtroppo attuale perché, malgrado la repressione militare, non sono stati fermati i terroristi ceceni. Anzi, la cecenizzazione si è ormai diffusa in tutto il Caucaso se è vero che sono parecchie ormai le repubbliche instabili. Ma i giornali, come ha giustamente sottolineato l’autore del testo teatrale Stefano Massini, si occupano di Gullit e della squadra di calcio di Kadyrov, non delle sue milizie. Lo stesso Massini spiega che ha voluto concentrarsi sul caso della Politkovskaja perché i riflettori accesi su di lei all’atto dell’omicidio, poi si sono subito spenti. Colpa di quel “ripostiglio ceceno” denunciato dalla stessa giornalista.

Lo spettacolo teatrale è di una forza estrema. Sul palco (con la bravissima arpista Floraleda Sacchi) la Piccolo rappresenta appieno quella donna non rieducabile che e’ stata la cronista della Novaja uccisa per il suo lavoro. La regia di Silvano Piccardi è essenziale, anomala in un periodo di esibizionisti, anche a teatro. Ma come spiegava ieri, alla presentazione la forza delle parole e degli attori devono (o almeno dovrebbero) riempire la scena, senza bisogno di “far vedere case che crollano”. Questo è il teatro, che ormai molti confondono con la televisione.

Chi non ha ancora visto Donna non rieducabile ci vada. Chi l’ha visto all’ex Paolo Pini ci torni. La forza dello spettacolo è ancora maggiore grazie all’interpretazione della Piccolo che ha reso davvero viva Anna Politkovskaja.

Ad maiora

Ottavia Piccolo in

Anna Politkovskaja, Donna non rieducabile

Di Stefano Massini

Regia di Silvano Piccardi

Direzione tecnica: Katia Antonelli

Elfo Puccini, sala Fassbinder

21 marzo – 3 aprile

Prezzo: da 15 a 30 euro.

www.elfo.org