Novaja Gazeta

ANNAVIVA NELLA REDAZIONE DELLA NOVAJA GAZETA. PER LE ELEZIONI

Mentre milioni di elettori russi si recano ai seggi per le elezioni parlamentari prosegue la visita della delegazione di Annaviva a Mosca.
Nella redazione della Novaja Gazeta, il giornale che fu di Anna Politkovskaja, Natalia Estemirova e Anastasia Baburova, abbiamo chiesto cosa sta accadendo agli oppositori e come si prevede vada lo scrutinio.
A sentire Nadezhda Prusenkova e Vitali Yaroshevskij, Putin ha davvero una gran paura di perdere voti in questo turno elettorale. Che precede le presidenziali di marzo.
Ecco i video degli incontri.
Buona visione:

Ad maiora

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ANNAVIVA A MOSCA. PREOCCUPAZIONE NELLE REDAZIONI INDIPENDENTI

Giornata impegnativa e interessante per la delegazione di Annaviva. A Mosca per le elezioni politiche che si svolgeranno domani.
Questa mattina siamo stati all’Eco di Mosca, una delle principali emittenti radiofoniche della città, anzi della Federazione russa. “Non siamo un’emittente d’opposizione, ci dipinge così solo chi non vuole che facciamo informazione” spiega Timur Olevskij, uno dei cronisti della radio. Ci mostra le varie stanze della redazione. Il corridoio è ricoperto di foto di vip, russi per lo più ma anche internazionali che sono passati di qui e sono stati intervistati dall’Eco di Mosca. Per l’Italia si nota l’immarcescibile Gina Lollobrigida.
La redazione, quasi per sancire una pax fotografica, ha messo vicini Putin, Medvedev, Saakashvili e Jushenko.
Nelle varie stanze si sta preparando la prossima edizione, mentre il direttore Venediktov corre da una parte all’altra, indemoniato come i suoi capelli. E’ stato eletto per la terza (e ultima, c’è un tetto) direttore e sotto la sua foto in ufficio tiene, ironicamente, una frusta. Qui, fa notare giustamente Luca Bertoni, non si può non lavorare.
Il clima è in effetti teso. Gira voce che domattina verrà impedito con la forza ai giornalisti di entrare in redazione. Presumo più di uno dormirà in queste stanze.
Anche Olevskij, come ieri Bilunov, ci dice che a suo giudizio Russia Unita, grazie ai brogli, si avvicinerà al 60% dei consensi.
Non è di questo avviso Vitali Yaroshevskij, vice direttore della Novaja Gazeta che abbiamo incontrato subito dopo. Per lui i brogli non potranno superare il 10% del totale ed è convinto che Russia Unita faticherà a superare la maggioranza assoluta dei voti. “La gente è stufa di Putin e Russia Unita viene identificato come il partito di Putin”.
L’ottimismo di Vitali (che abbiamo invitato in Italia e cui il presidente, Roberto Felace, ha donato una maglietta di Annaviva) si infrange solo nel ricordo di Anna Politkovkskaja che lui conosceva anche prima che arrivasse alla Novaja: ” Dopo la sua morte, nessuno – neanche nella nostra redazione – ha più fatto il suo lavoro. Lei aveva una capacità di sopportazione del dolore altrui unica”. Ci parla mentre la delegazione di Annaviva è seduta al tavolo dove poco prima si è svolta la riunione di redazione, guidata dal direttore Muratov. Sopra le nostre teste campeggia la foto di Anna e di tutti i caduti di questo giornale unico nel panorama mondiale. Mai visto da nessun altra parte, un ingresso di un quotidiano con una teca dove vengono raccolti tutte le “reliquie” dei colleghi assassinati per il loro lavoro.
Anche qui si vivono con preoccupazione le ore che precedono l’apertura delle urne di domani. Nadia Prusenkova, della Novaja, ci spiega che si susseguono in queste ore arresti di oppositori. Il tutto per evitare manifestazioni post-elettorali. Il regime non può permettersi rivoluzioni arancioni o egiziane qui.
Il tamtam elettorale degli oppositori dice: votate qualunque partito possa prendere seggi, anche i comunisti. Il partito di Ziuganov potrebbe essere la vera sorpresa delle elezioni di domani.
Ad maiora.

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FRA TRE SETTIMANE A MILANO IN SCENA “ELSA K.”. PER NON DIMENTICARE ANNA POLITKOVSKAJA

Tra pochi giorni, anzi fra tre settimane, saranno passati cinque anni dall’omicidio di Anna Politkovskaja.

Varie inchieste della magistratura russa hanno portato parecchie persone in carcere. Esecutori materiali o organizzatori. Molti scagionati al processo. Altri sono ora in cella, in attesa di andare a giudizio. Nessuno si è mai sognato di cercare i mandanti dell’omicidio della coraggiosa giornalista russa. Tanto da spingere il New York Times a scrivere che non c’è giustizia:

http://www.nytimes.com/2011/09/14/opinion/no-justice-for-anna-politkovskaya.html?_r=1&emc=eta1

A luglio, a Genova, nel corso della Settimana dei diritti, Vera Politkovskaja (insieme alla collega della Novaja Gazeta, Nadezhda Prusenkova) così parlava di sua madre Anna:

http://youtu.be/27cCRcE_LkI

Per non dimenticare Anna Politkovskaja, per onororare il quinto anniversario del suo omicidio, Annaviva e LattOria metteranno in scena a Milano “Elsa K.”.
Di seguito i dettagli. Prenotatevi! Venite!!

Ad maiora

……………………..

EL’SA K debutta a Milano in occasione dell’anniversario della morte della giornalista russa Anna Politkovskaja, assassinata il 7 ottobre 2006 sul portone della sua casa a Mosca, dopo essersi schierata contro la politica di Vladimir Putin e aver condotto una battaglia in nome della libertà di informazione e in difesa dei diritti umani.

L’opera teatrale, scritta da Andrea Riscassi per la regia di Alessia Gennari, narra la vicenda di El’sa Kungaeva, giovane cecena stuprata e uccisa dopo essere stata rapita da una pattuglia di soldati russi guidati dal colonnello Jurij Budanov. Di El’sa Kungaeva, del suo omicidio e della violenza consumatasi sul suo corpo si era a lungo occupata Anna Politkovskaja.

In scena tre voci. Una maschile, a riportare i fatti, i documenti, l’oggettività (vera o presunta) della vicenda raccontata, e due femminili, quella di El’sa e quella di Anna. Due voci femminili “in assenza”, corpi e voci della memoria e della storia.

A essere rievocato nel testo non è solo il caso di El’sa, così come non è solo il lavoro di Anna Politkovskaja: a ricrearsi, per frammenti, è la più ampia vicenda che riguarda il conflitto russo-ceceno e alcune fra le implicazioni politiche, sociali e umane di quella guerra ancora latente. El’sa e Anna, entrambe portatrici della propria verità e della propria tragedia, sono compresenti sulla scena ma non si parlano mai. Si evocano l’una con l’altra. Ognuna con le proprie parole, con la propria consapevolezza e umanità, permette all’altra di raccontare e raccontarsi entro un impossibile dialogo fra morti.

Mettere in scena questo dialogo è fare del teatro il luogo deputato per la memoria attraverso una finzione che si fa cruda e amara rappresentazione del reale. E’ fare del palcoscenico lo spazio del ricordo, della possibilità di una ricostruzione e ricomposizione della verità.

EL’SA K

Di Andrea Riscassi

regia di Alessia Gennari,

con Fabio Paroni, Sara Urban e Paola Vincenzi,

musiche di Federico Gon.

6, 7, 8 ottobre 2011 – ore 21

Teatro del Borgo

via Formentini 10, Milano

Per info e prenotazioni: saraurban@lattoria.it

OMICIDIO ESTEMIROVA: MEMORIAL TORNA A DENUNCIARE RITARDI NELLE INDAGINI

Nessun passo avanti nelle indagini sull’omicidio di Natalia Estemirova. A denunciarlo l’ong russa Memorial per la quale la giornalista – assassinata nel 2009 – lavorava. L’associazione per i diritti umani ha inoltrato ufficiale reclamo alla Corte europea dei diritti, lamentando la mancanza di progressi nelle indagini avviate dalla magistratura russa.

Sul caso eravamo stati facili profeti sia lo scorso anno, sia a luglio in occasione del secondo anniversario dell’omicidio:

https://andreariscassi.wordpress.com/2011/07/15/omicidio-estemirova-due-anni-di-indagini-zero-risultati/

Una delle tante cose che si può imputare al presidente Medvedev è che, sul caso, ha speso tante parole ma che i risultati sono pari a zero.

La giornalista fu rapita in Cecenia e trovata uccisa, poche ore dopo, in Inguscezia. La macchina con la collega a bordo attraversò cinque posti di blocco e anche un confine. Nessuno però la fermò.

Il ricordo alla Corte di Strasburgo è firmato anche dai parenti della Estemirova che da mesi, insieme ai colleghi della Novaja Gazeta, denunciano le inefficienze delle indagini e la violazione della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

Sul caso e i suoi risvolti giornalisti sui media europei, qualche mese fa Annaviva ha presentato un interessante (al contenpo deprimente) studio di Fabrizio Ossino:

https://andreariscassi.wordpress.com/2011/05/21/la-stampa-e-lomicidio-estemirova/

L’Estemirova era considerata l’erede della Politkovskaja. Speriamo che per arrivare a qualche risultato non si debba aspettare un lustro invano come per la cronista uccisa a Mosca nell’ottobre 2006.

Ad maiora.

OMICIDIO ESTEMIROVA: DUE ANNI DI INDAGINI, ZERO RISULTATI

Molti colleghi farebbero bene a riprendersi in mano i giornali di un anno fa esatto. Era il primo anniversario dell’omicidio di Natalija Estemirova nel Caucaso. Poche ore prima il presidente russo Medvedev aveva dichiarato che era stato individuato il killer della collaboratrice di Memorial e della Novaja Gazeta. Stampa e siti (forse anche qualche tv) rilanciarono senza dubbio alcuno quella dichiarazione propagandistica. “Estemirova: individuato il killer”, suonavano più o meno tutti così i titoli. Senza un punto di domanda. Che oggi, secondo anniversario dell’omicidio (impunito, ovviamente) diventa grande come una casa. E ha generato altri punti di domanda.
Se avevano individuato il killer, dov’è ora? Come è che non è in carcere?
Come è che non viene diffuso l’identikit? Per non danneggiare le indagini? Come se non fossero già danneggiate da chi ha venduto la pelle dell’orso (simbolo peraltro di Russia Unita, il Partito al potere) senza prima averlo catturato. Certo che, nel flusso continuo e costante di “notizie” la politica dell’annuncio basta a rassicurare l’opinione pubblica.
L’ong russa Memorial ha consegnato ieri al Cremlino un documento nel quale accusa gli investigatori di aver lavorato male su questo caso, di aver voluto coprire qualcuno, ragionevolmente vicino al presidente ceceno (filo russo) Ramzan Kadyrov:
http://www.rferl.org/content/rights_groups_russia_estemirova_murder/24265390.html
D’altronde, l’Estemirova fu rapita il 15 luglio 2009 a Grozny, Cecenia, e trovata assassinata in Inguscezia, cinque posti di blocco più in là. Difficili da superare con un ostaggio a bordo.
A due anni dall’assassinio della collega, siamo ancora qui a chiedere giustizia.
Ad maiora.

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