Obama, Medvedev e i paesi dove la campagna elettorale è anche sulla politica estera

Il video in cui Obama e Medvedev, a microfoni – inconsapevolmente aperti, si confidano che il mostrare i denti aguzzi è dettato solo dalla campagna elettorale mi ha fatto venire in mente più cose. Il primo è che tutto il mondo è paese e che persino i più esperti comunicatori dimenticano che dove ci sono telecamere e microfono occorre sempre tacere. L’ha capito Cassano. Non l’avevano capito, ai tempi, Buttiglione e Tajani.

L’altro è che, sia in Russia (dove Putin ha annunciato una corsa elettorale agli armamenti) che negli Stati Uniti, i politici sono costretti a mostrare al loro elettorato i muscoli in campagna elettorale perché queste vengono in parte fatte (come in Francia, Germania, Regno Unito, Nuova Zelanda e Serbia, tanto per fare un elenco random) anche su tematiche internazionali.

C’è sicuramente parecchio nazionalismo. Ma anche la consapevolezza che il mondo è globalizzato.

Solo in Italia non ci si divide sulla politica estera. E’ il cane a sei zampe che trascina quello che dovrebbe essere il suo padrone…

Qui video e commento di Radio Free Europe:

http://www.rferl.org/content/open_microphone_obama_pledge_flexibility_russia_medvedev_putin/24528083.html

Ad maiora

Raffaele Ciriello, una mostra fotografica 10 anni dopo

Il fluire ininterrotto di notizie non l’ha fatto dimenticare. Anche perché i suoi scatti sono ancora lì a raccontare crisi mai risolte. 10 anni fa veniva ucciso a Ramallah dai militari israeliani Raffaele Ciriello, grande fotoreporter italiano. A lui il comune di Codogno, in Provincia di lodi, dedica nella sala Granata del Vecchio Ospedale Soave la mostra I bambini e la guerra che rimarrà aperta fino al 14 ottobre:

http://www.comune.codogno.lo.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1883

Ciriello nato in Lucania si era trasferito a Milano dove si era laureato in chirurgia plastica. Ma la passione per la fotografia e l’avventura l’avevano spinto in giro per il mondo a documentare guerre e tragedie, spesso osservate attraverso gli sguardi innocenti dei più piccoli. Gli stessi che, per volontà della vedova del fotografo, si possono osservare in questa piccola ma significativa mostra. Il suo ultimo video è sul suo sito http://www.raffaeleciriello.com/

Un video spento dai colpi di mitra di un soldato israeliano.Mai individuato. Anche Raffaele effetto collaterale di un mostro chiamato guerra.

http://youtu.be/fHEU-dJ7mTU

 Ad maiora

Placido Rizzotto, vogliamo i funerali a Corleone

Stasera il bellissimo speciale di Rainews su Placido Rizzotto, cui – a 64 anni dall’uccisione da parte della mafia e a pochi giorni dal rinvenimento dei resti – saranno concessi i funerali di Stato anche grazie alla mobilitazione su twitter (e all’impegno di David Sassoli – e dell’esecutivo): http://www.unita.it/italia/funerali-rizzotto-sassoli-dal-br-web-a-l-unita-testimonianza-di-civilta-1.392347

Sul canale all news della Rai (in una serata dalla concorrenza devastante fatta di calcio e Porta a Porta con Bersani) dopo l’approfondimento è stato mandato in onda il film “Placido Rizzotto”:

http://youtu.be/z9OWUWLLWzY

Dopo i funerali di Stato, ora da Articolo21 è partita la richiesta che le esequie si tengano proprio a Corleone:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/20/rizzotto-funerali-corleone/198716/

Questo l’appello da firmare:

http://www.articolo21.org/114/appello/appello-a-monti-organizzi-a-corleone-i-funerali.html

Poi bisognerà cercare di andare ai funerali. Di Rizzotto, che ha pagato con la vita la sua battaglia sindacale:

http://it.wikipedia.org/wiki/Placido_Rizzotto

Sperando che, almeno lì, il governo non escluda la Cgil…

Ad maiora

Condanne a morte in Bielorussia? E chi se ne frega

Dall’ultima dittatura d’Europa arriva questa mattina la notizia della seconda condanna a morte eseguita in Bielorussia per l’attentato alla metropolitana di Minsk che costò la vita, l’11 aprile di un anno fa, a 15 persone.

A nulla sono servite le pressioni dell’Unione europea e delle organizzazioni per i diritti umani che avevano chiesto a Lukashenko di sospendere le condanne a morte. Tra i 15 stati emersi dal crollo dell’Urss, la Bielorussia è l’unica che continua con le uccisioni di Stato.

I risvolti e le motivazioni dell’attentato non furono peraltro mai chiariti. Le opposizioni hanno sempre sospettato fosse un complotto (in stile siriano per intendersi) per stringere ancora di più le maglie del regime.

Ieri è stato “giustiziato” Vladislav Kovalev. Oggi la tv di stato ha annunciato l’esecuzione anche del suo amico Dimitri Kanavalau.

C’è da dire che la stampa italiana in edicola questa mattina ha superato sé stessa, quanto a provincialismo e disinteresse.

Questo lo spazio dedicato all’esecuzione in Bielorussia di ieri:

Il Giornale: righe 0

Il Fatto: 0

Il Corriere della sera: 0

La Repubblica : 0

Il Sole 24 ore: 0

Il Giorno: 0

Vedremo se domani si accorgeranno della duplice esecuzione.

Ad maiora.

Leggi omofobe a San Pietroburgo. La repressione del dissenso (video)

Visto che il sindaco di San Pietroburgo ha firmato la legge che considera reato “scrivere, parlare o discutere dell’omosessualità” (fatto di una gravittà inaudita da punire con un ammenda fino a un milione di rubli) ripubblichiamo questo video.

Mentre i politici discutevano in aula, un eroico militante esponeva un cartello con scritto: “Hitler ha cominciato con le leggi anti-gay”:

http://youtu.be/qBQXVCFxxnA

E’ stato arrestato.

San Pietroburgo, amministrata da Russia Unita, è la città di Vladimir Putin e Dmitri Medvedev.

Qui linvito a boicottare la città russa: http://cinemaglbtverona.blogspot.com/2012/03/boycott-st-petersbourg.html

Ad maiora