#PussyRiot e un #Putin maschilista e patetico

La frase sessista e machista del piccolo tiranno russo Vladimir Putin sulle Pussy Riot (“potevano restare a casa a cucinare”) si commenta da sola.
Ricorda non casualmente quella che il macellaio messo – da Putin – a guidare la Cecenia (Ramzan Kadyrov) aveva dedicato ad Anna Politkovskaja dopo il suo assassinio (“avrebbe fatto meglio a restare a casa a fare la casalinga”).
Veramente patetici.
Le due ragazze mandate ai lavori forzati per un concerto anti putiniano in chiesa non sono intanto state giudicate dal Parlamento europeo meritevoli del Premio Sakharov. Quest’anno è di moda ll’Iran.
Giusto per fare capire ai burocrati europei come funzionano le carceri russe, basti sapere che Nadia Tolonnikova, una delle due Pussy Riot, è stata messa nella stesa cella con la giovane neonazista condannata per omicidio dell’avvocato (anche di Anna Politkovskaja e della famiglia Kungaev) Stanislav Markelov.
Il tutto mentre uno dei leader della dissidenza putiniana, Serghei Udaltsov del Fronte di Sinistra rischia l’arresto.
Ma non ditelo a Bruxelles.
Ad maiora

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Vergogna

Avatar di PaoloO capitano! Mio capitano!...

Scrive Patrizia Moretti: «Tutti sono ancora al loro posto, i quattro agenti e la pm che non si recò all’Ippodromo quella notte ma ha denunciato me»
Nulla è cambiato se non io.

Sono sotto processo.

Ho criticato la Pm. Guerra con le stesse parole usate dai suoi colleghi, ma io non sono un magistrato e quindi non ne avevo facoltà.

Ora il funzionario Marino della questura di Ferrara, è stato assolto in appello: non mentì alla pm Guerra quella mattina del 25 settembre 2005. Non la ingannò nascondendole la verità su quanto era appena accaduto a quel ragazzo appena maggiorenne che si trovava ancora scoperto agli sguardi dei curiosi sul l’asfalto di via ippodromo, morto, con i segni della violenza addosso.

La pm semplicemente non ci andò. Non lo ritenne meritevole di attenzione. In fin dei conti chi era quel ragazzo? Un povero drogato? Un figlio di nessuno…

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#Grobari. I becchini in arrivo a #Milano

In arrivo a Milano (per sfidare l’Inter in Europa League) a ruota del Partizan Belgrado i Grobari, becchini.

Se ne prevedono dai tre ai quattromila

Ecco qualche video su di loro:

http://youtu.be/qzmnbt4OKbQ

http://youtu.be/r93QSXgk9Z4

Anche questa curva (come da quella rivale della Stella Rossa) divenne base del reclutamento delle Tigri di Arkan: http://it.wikipedia.org/wiki/Grobari

Una storia delle curve ex jugoslave è qui: http://www.prossimicampioni.com/2011/11/croazia-e-serbiadallo-stadio-al-fronte.html

Ad maiora

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Un’altra vita. Storie di “scollocati”. Simone Perotti sbarca su #Rai5

Simone Perotti mi piace molto. Chi voglia conoscerlo meglio compri e legga uno dei suoi libri.

Adesso basta: http://www.chiarelettere.it/libro/reverse/adesso-basta.php

Avanti tutta: http://www.chiarelettere.it/libro/reverse/avanti-tutta.php

E Ufficio di scollocamento: http://www.chiarelettere.it/libro/reverse/ufficio-di-scollocamento.php

Ora Simone sbarca su Rai5 (bella rete) con un programma dedicato a persone che hanno deciso, come lui, di cambiare vita. Di seguire un sogno senza andare all’estero ma allontanadosi dalle grandi città.

Questo il video che presenta il programma che andrà in onda, per sei puntate, ogni giovedì, a partire da dopodomani, alle 21.15 su Rai5:

http://youtu.be/u6YdOGlQBEo

Questi sono invece due video che ho realizzato questa mattina alla conferenza stampa di presentazione del programma:

http://youtu.be/AgEabSt6mDA

http://youtu.be/9pPKfEbznJI

Ad maiora

#Falacosagiusta Oggi alle 9 su Rai1 Suor Marcella da Haiti

Questa mattina in onda il servizio che ho realizzato sulla suora francescana missionaria ad Haiti.

Qui il comunicato della trasmissione.

Ad maiora

……………….

A 2 anni dal terremoto Haiti , tra i paesi più poveri del mondo , è
ancora in ginocchio, dice suor Marcella Catozza missionaria che vive
nell’isola. L’emergenza è finita –  circa trecentomila le vittime – ma
intanto nell’isola   un bambino su tre muore prima dei 5 anni, uno su
due non va a scuola e la disoccupazione è al 70%. A Waf Jeremie ,
quartiere della capitale  Port Au Prince , è stato ucciso il capo
progettista delle case che devono prendere il posto delle baracche .
Fino al 20 ottobre la Fondazione Francesca Rava lancia l’appello “Un
respiro per Haiti”, per l’Ospedale pediatrico gratuito  Saint Damien,
due anni fa centro dei soccorsi internazionali e oggi punto di
riferimento per tutto il Paese, in emergenza per la necessità di
assicurare ossigeno alle migliaia di piccoli pazienti gravi  che hanno
bisogno di respirazione assistita.

A Tg1/Fa’ la cosa giusta a cura di Giovanna Rossiello  Chiara Del
Miglio  della Fondazione Rava da poco rientrata da Haiti e   Marco De
Ponte  Presidente di AGIRE , l’Agenzia italiana risposta alle
emergenze .

www.suormarcella.org
www.agire.it
http://tg1falacosagiusta.blog.rai.it/