Simone Perotti

Senza soldi (ma con parecchi furbetti)

Si intitola “Senza soldi” ed è il libro che il collega Walter Passerini e l’esperto di risorse umane hanno dedicato a una delle sfaccettature della crisi: la riduzione dello stipendio, almeno per quei fortunati che ancora l’hanno.
Il volume di Chiarelettere analizza la “questione salariale” verificando come praticamente tutte le categorie abbiano in questi anni perso gradatamente le loro possibilità di acquisto (e spesso di vita, per le famiglie monoreddito). Qualcuno ovviamente se la cava: sono quelli che Passerini e Vavassori definiscono “Paperoni e furbetti”, capaci di ottenere tanti soldi anche da aziende in crisi. Anche a prescindere dai risultati.
D’altronde è di questi giorni la resistenza del presidente dell’Inps a lasciare una delle 25 (venticinque) poltrone che occupa.
Il volume si conclude analizzando le sempre più complesse buste paga, figlie di un paese burocratico e chiuso su sé stesso, capace di complicare anche le cose più semplici.
Difficile cavarsela “senza soldi”. Forse l’alternativa, ricordando un altro fortunato libro di Chiarelettere (del buon Perotti) è davvero “scollocarsi”.
Ad maiora
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Walter Passerini e Mario Vavassori
Senza soldi
Chiarelettere
Milano, 2013
Pagg. 248
Euro 13,90

Progetto Mediterranea a rischio

Mediterranea
La nave di Simone Perotti è stata danneggiata dalla recente mareggiata.
Ora è a rischio il viaggio nel Mediterraneo.
Per evitare il quale è stato lanciato un appello:
http://www.progettomediterranea.com/Eventi-e-Iniziative/simone.html
In questa intervista che ho fatto a Simone qualche mese fa, il progetto:

Ad maiora

Il nuovo viaggio di Simone Perotti

Simone Perotti è in questi giorni in Italia, sulla terra ferma.
Una breve sosta nel suo viaggio in barca, dove passa parte del tempo dopo aver “cambiato vita“.
Ora il suo sogno è partire il prossimo gennaio per stare via cinque anni, navigando per il Mediterraneo, il Mar Rosso e il Mar Nero.
Per questo è qui: per cercare finanziamenti per questo viaggio.
Che, come ripete, farà comunque. Ci spiega il perché in questa intervista fatta a Milano, la caotica città che Simone ha lasciato:

Se ne volete sapere di più: http://www.progettomediterranea.com

Ad maiora

Un’altra vita. Storie di “scollocati”. Simone Perotti sbarca su #Rai5

Simone Perotti mi piace molto. Chi voglia conoscerlo meglio compri e legga uno dei suoi libri.

Adesso basta: http://www.chiarelettere.it/libro/reverse/adesso-basta.php

Avanti tutta: http://www.chiarelettere.it/libro/reverse/avanti-tutta.php

E Ufficio di scollocamento: http://www.chiarelettere.it/libro/reverse/ufficio-di-scollocamento.php

Ora Simone sbarca su Rai5 (bella rete) con un programma dedicato a persone che hanno deciso, come lui, di cambiare vita. Di seguire un sogno senza andare all’estero ma allontanadosi dalle grandi città.

Questo il video che presenta il programma che andrà in onda, per sei puntate, ogni giovedì, a partire da dopodomani, alle 21.15 su Rai5:

http://youtu.be/u6YdOGlQBEo

Questi sono invece due video che ho realizzato questa mattina alla conferenza stampa di presentazione del programma:

http://youtu.be/AgEabSt6mDA

http://youtu.be/9pPKfEbznJI

Ad maiora

Scollocati di tutto il mondo, unitevi!

«Sbaglia chi sostiene che dietro l’attuale immensa crisi internazionale ci sia un’oscura macchinazione speculativa. (…) La spiacevole novità, che inasprisce e rende più ineluttabili gli effetti della crisi, è che non si tratta delle conseguenze di un ciclo economico temporaneo, ma della condizione ormai definitiva (o talmente lunga da sembrare tale) del mondo occidentale, che ha esaurito la sua spinta propulsiva, ha perso l’appetito necessario alla competizione, ha messo su pancetta ed è costretto a subire la violenta rimonta dei paesi in via di sviluppo.»
Sono queste le premesse da cui partono Simone Perotti e Paolo Ermani per il loro “Ufficio di scollocamento” (Chiarelettere) un manuale nel quale spiegano perché si debba abbandonare al più presto la nave che sta affondando: «È proprio il caso di aspettare che l’equipaggio cali le scialuppe perché la nave è ormai inclinata, o è meglio cominciare a pensarci adesso, mentre imbarchiamo già pericolosamente acqua ma abbiamo ancora un minimo margine di manovra, un lieve anticipo sull’affondamento?».
In sostanza Perotti ed Ermani invitano chi abbia un lavoro a cambiare vita, ad abbandonare le città per spostarsi in campagna (o in collina, nello spezzino, dove ha trovato il suo buen retiro Simone, nella magnifica casa che si è arredata con le sue mani e nella quale vive quando non naviga).
Con un orto e riducendo le spese di affitto e di vita, ce la si può cavare con molti meno soldi di quanti si pensa. L’invito è sfruttare la crisi (della quale, oggettivamente, non si vede la fine) per cambiare registro, ossia per scollocarsi, abbandonando «abitudini, automatismi, percorsi, consumi, relazioni, occupazioni e convinzioni», per uscire dal tunnel: «Se lo scollocato non ha soldi si astiene dal consumare e non ne fa un dramma né si rivolge alle banche, agli strozzini o alle mafie. Riduce movimenti e bisogni, ma non è triste per questo. Semmai se ne compiace, esaltando la propria libertà. (…) Fare una scelta di scollocamento non è un salto nel buio. La crisi attuale è forse più di valori e di prospettive che di risorse. Dal nostro punto di vista, infatti, che ci siano meno soldi per comprare beni inutili è da considerarsi un’ottima notizia».
Il libro ha una prima parte teorica (Perché) e una seconda più pratica (Cosa e Come) nella quale viene spiegato quali sono i passaggi di “ri-formazione” per la nuova vita che, necessariamente, sarà più semplice affrontare assieme ad altri amici, in maniera collettiva: «Quando, di fronte a una crisi, non c’è alcuna avvisaglia di rivoluzione, le prospettive da drammatiche si fanno disperate, e obbligano l’individuo a mettersi in salvo con le proprie forze. Il che, di solito, si rivela un’occasione preziosa per pochi e un bagno di sangue per gli altri».
Il libro offre soluzioni ed idee proprio per evitare questo bagno di sangue generalizzato. Fattibili? Realizzabili? Forse non da tutti, ma da alcuni sì.
L’obiettivo spiegano i due nel finale è quello di tornare a vivere: «Lo scollocato un giorno si è detto: “Ma tutta questa fatica, tutta quest’ansia, non varrebbero una vita migliore?”. E allora si è alzato dalla sala d’aspetto dell’ennesimo colloquio di lavoro, ha oltrepassato la porta senza una parola, è uscito all’aperto. E ha ricominciato a vivere».
Ad maiora
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Simone Perotti
Ufficio di scollocamento
Chiarelettere
Milano, 2012
Euro 11,50
Pagg. 119

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