#Adda Cercatore di funghi salva falco ferito

In questi giorni un po’ del cazzo, finalmente una buona notizia che arriva dal Parco Regionale Adda Sud (la foto è loro).

Qui il comunicato sul salvataggio del falco ferito.

Ad maiora.

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Falco ferito salvato da un cercatore di funghi a Corte Palasio, nel Lodigiano. E’ successo sabato mattina verso le 10 e adesso l’animale è in cura presso il Centro Rapaci di Castelleone, nel Cremonese. “Ero in giro nella località Prada di Corte Palasio – racconta Vincenzo Carrera, 49 anni, operaio metalmeccanico – stavo cercando dei funghi, quando alla base di una pianta ho visto dei cespugli muoversi. Mi sono avvicinato e ho trovato questo animale a terra, bagnato, vicino a un fosso. Non ho avuto il coraggio di abbandonarlo lì”.

L’operaio si è tolto il maglione e con quello ha avvolto il falco per evitare che si agitasse per lo spavento. “Stai calmo che sei nelle mani giuste” gli ha sussurrato il cercatore di funghi. L’animale si è lasciato raccogliere e portare in macchina. Carrera è quindi andato a casa e dopo un consulto con la moglie e con il Responsabile delle guardie ecologiche del Parco Adda Sud Maurizio Polli, è ripartito alla volta di Castelleone, dove hanno preso in consegna il volatile, che forse ha un’ala rotta. “Al Centro Rapaci – spiega l’operaio – si sono stupiti che sia stato così mansueto. Mi hanno detto che dalle dimensioni pare un esemplare non ancora adulto ma con artigli così forti da poter recidere i tendini di una mano”.

Il falco pellegrino – spiega il Parco Adda Sud – è uno dei rapaci più veloci e micidiali nella caccia aerea: raggiunge un’apertura alare fra gli 80 e i 120 centimetri e una velocità di oltre cento chilometri orari, ma quando si butta in picchiata può sfiorare anche i 300 chilometri. Quando attacca, tramortisce le prede con gli artigli e poi le finisce con il becco. Può vivere fino a 20 anni e la sua presenza è indice di un buon equilibrio naturale all’interno di un territorio.

“Salvare questo falco ferito è stato un importante gesto di umanità e di rispetto per la Natura è una buona notizia ed è anche la dimostrazione che per la salvaguardia delle nostre aree protette serve il contributo concreto di tutti” conclude Silverio Gori, Presidente del Parco Adda Sud. Nei prossimi giorni si avranno notizie più precise su quanto tempo servirà prima che il falco possa tornare a volare nei cieli sopra l’Adda.

Maria Di Lorenzo è un’amica

Sosteniamo La voce di #PeppinoImpastato pls RT

L’amico Ivan Vadori si è lanciato in una nuova, straordinaria, avventura: realizzare un documentario sulla battaglia antimafia che Peppino Impastato lanciò tramite la radio.

Qui si può vedere un trailer del lavoro di Ivan (e soprattutto di Peppino, assassinato a Cinisi il 9 maggio 1978):

http://youtu.be/mzEaC1_RnWo

Per realizzare il documentario Ivan ora cerca fondi, cerca sostenitori.

In palio ci sono 400 quote (da 10 euro) per raggiungere i 4mila euro che servono per realizzare il progetto.

Basta andare su questo sito e prenotarle:

http://www.produzionidalbasso.com/pdb_1635.html

Io l’ho fatto. Se non si raggungerà l’obiettivo non pagherò nulla. Ma non credo proprio. Altrimenti mi arriverà a casa un dvd col documentario.

Non aggiungo altro.

Io e chi legge questo blog ci capiamo benissimo.

Ad maiora

Giusto per ricordare ai burocrati della Grandi rischi. E ai troppi pennivendoli di regime.

Avatar di Andrea RiscassiNon Solo Atalanta

Una sala piena di gente. Nell’albergo non fa freddo ma molti tengono su il cappotto. Come se fossero pronti a scappare. Anche se e’ solo la presentazione di un libro.
Persino al ristorante, si riconoscono i terremotati/sfollati perche’ sono incappottati. L’amico e collega Umberto Braccili dice che nelle prime ore dopo il sisma, i più erano super vestiti: si erano portati via da casa il più possibile,
Anche Sergio Bianchi, presidente dell’Associazione vittime universitarie del sisma (Avus) parla al pubblico tenendo su il piumino. Non e’ aquilano ma frusinate. Nel terremoto ha perso Nicola. Il giorno dopo la scossa avrebbe dovuto sostenere un esame. Sergio non rimane incappottato perche’ ha il timore della scossa, ma perche’ ha un freddo dentro che fatica a sciogliere.
Guida l’associazione che si batte, oltre che per ottenere i risarcimenti da quanti costruirono case di burro sotto le quali morirono 55 universitari (più di un…

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#PussyRiot e un #Putin maschilista e patetico

La frase sessista e machista del piccolo tiranno russo Vladimir Putin sulle Pussy Riot (“potevano restare a casa a cucinare”) si commenta da sola.
Ricorda non casualmente quella che il macellaio messo – da Putin – a guidare la Cecenia (Ramzan Kadyrov) aveva dedicato ad Anna Politkovskaja dopo il suo assassinio (“avrebbe fatto meglio a restare a casa a fare la casalinga”).
Veramente patetici.
Le due ragazze mandate ai lavori forzati per un concerto anti putiniano in chiesa non sono intanto state giudicate dal Parlamento europeo meritevoli del Premio Sakharov. Quest’anno è di moda ll’Iran.
Giusto per fare capire ai burocrati europei come funzionano le carceri russe, basti sapere che Nadia Tolonnikova, una delle due Pussy Riot, è stata messa nella stesa cella con la giovane neonazista condannata per omicidio dell’avvocato (anche di Anna Politkovskaja e della famiglia Kungaev) Stanislav Markelov.
Il tutto mentre uno dei leader della dissidenza putiniana, Serghei Udaltsov del Fronte di Sinistra rischia l’arresto.
Ma non ditelo a Bruxelles.
Ad maiora

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