Per sport

L’oppio dei popoli.

Atalanta, 22 convocati per l’Hapoel: fuori in quattro, c’è De Ketelaere. Elmas non utilizzabile

Maurizio Sarri porta 22 giocatori a Miskolc per il ritorno dei playoff di Conference League contro l’Hapoel Tel Aviv, in programma domani alle 20 al DVTK Stadion. Dopo lo 0-0 dell’andata, in Ungheria ci si gioca l’accesso alla fase campionato.

Le assenze sono quattro per problemi fisici: Ahanor prosegue il lavoro personalizzato sul campo, mentre Hien, Kamaldeen Sulemana e Kristensen sono ancora alle prese con le terapie.

Non compare tra i 22 neppure Eljif Elmas. Nessun problema fisico per il macedone, che non poteva essere messo in lista perché appena arrivato.

La buona notizia per Sarri è invece la presenza di Charles De Ketelaere. Il belga è rientrato domenica contro il Sassuolo e può diventare una delle soluzioni per cambiare l’Atalanta rispetto allo 0-0 dell’andata.

Tra i convocati ci sono anche Bernasconi, Cassa e Obrić. Regolarmente presente Kossounou: questa mattina il difensore ha iniziato la rifinitura in palestra prima di raggiungere i compagni per il lavoro tattico, una semplice gestione dei carichi.

I 22 convocati: Bellanova, Bernasconi, Carnesecchi, Cassa, De Ketelaere, de Roon, Éderson, Gaetano, Kolašinac, Kossounou, Krstović, Obrić, Pašalić, Raspadori, Samardžić, Scalvini, Scamacca, Sportiello, Ibrahim Sulemana, Vismara, Zalewski, Zappacosta.

Sul fronte Hapoel non è stata ancora pubblicata dal club una lista dei convocati per il ritorno. C’è però una novità importante: Sport5 conferma che Stav Turiel sarà nel gruppo. L’attaccante, autore di due gol in questa Conference, aveva saltato l’andata a Bergamo per infortunio.

Sugli spalti la differenza sarà notevole. A Miskolc sono attesi tra i 4.000 e i 6.000 sostenitori dell’Hapoel, secondo le diverse stime pubblicate dai media israeliani. Saranno invece 266 i tifosi atalantini nel settore ospiti.

Per l’Hapoel, dunque, il DVTK Stadion sarà tutt’altro che un campo neutro: un altro elemento con cui l’Atalanta dovrà fare i conti nella partita che vale l’accesso alla fase campionato.

Ad maiora

Atalanta, i giornali di mercoledì 26 agosto: è già vigilia di Conference, Rowe resta nel mirino

La Conference League torna subito al centro dell’attenzione. Stamattina rifinitura a Zingonia e poi partenza per l’Ungheria dove domani sera l’Atalanta riparte dallo 0-0 dell’andata contro l’Hapoel Tel Aviv e cerca la qualificazione alla fase campionato. Sullo sfondo resta il mercato, con gli ultimi giorni che possono ancora portare qualche cambiamento nella rosa di Sarri. E intanto si guarda già al Bologna, atteso lunedì a Bergamo.

Per L’Eco di Bergamo la vigilia europea inizia con una buona notizia: «Domani c’è la Conference, Cdk è pronto a rientrare». De Ketelaere, utilizzato soltanto nel finale contro il Sassuolo, dovrebbe tornare dal primo minuto. Kristensen va verso un altro forfait, mentre restano ancora in infermeria Hien e Sulemana. Il quotidiano ricorda anche il vademecum predisposto dall’Atalanta per i tifosi diretti a Miskolc e l’arbitro tedesco Daniel Schlager.

Il giornale bergamasco dedica ampio spazio anche a Eljif Elmas, presentato ieri a Zingonia. Il macedone racconta il suo primo impatto con il Mister: «Mai giocato con Sarri ma pronto per il suo calcio». Può essere utilizzato in vari ruoli a centrocampo e il Ds ne ha sottolineato la duttilità: «Mezzala o esterno duttile, Giuntoli lo scoprì a 20 anni».

Il mercato, però, è ancora in movimento. L’Eco di Bergamo apre alla possibilità di un altro esterno offensivo con «In arrivo un’ala e Romagnoli. Rispunta il nome di Paixao». Il brasiliano del Marsiglia, già seguito quando giocava nel Feyenoord, torna tra le alternative insieme a Rowe e Lang. Per Romagnoli, invece, un eventuale arrivo resta legato a un’uscita nel reparto difensivo.

Anche il Corriere della Sera nel suo dorso bergamasco parte dalla conferenza stampa del nuovo centrocampista nerazzurro: «Elmas sicuro: “Faremo bene su tre fronti”». Per il terzo, occorrerà vincere domani sera. Sul mercato Giuntoli frena invece su Ahanor, mentre Rowe continua a essere uno dei nomi che accompagnano questi ultimi giorni di voci di trattative.

La Gazzetta dello Sport insiste proprio sull’inglese: «Atalanta con le ali. La Dea non molla Rowe, il Chelsea vuole Ahanor». I nerazzurri continuano a seguire l’esterno del Bologna, mentre dall’Inghilterra resta attenzione sul giovane difensore nerazzurro.

E Rowe diventa inevitabilmente anche il collegamento con la prossima partita di campionato. Lunedì il Bologna sarà a Bergamo. Il Corriere dello Sport dedica due pagine alla situazione dell’inglese, vista dall’Emilia: «Rowe adesso fa paura», raccontando anche della presenza in città degli agenti del giocatore e dell’interesse atalantino.

Ma il Bologna arriva all’appuntamento con qualche problema da risolvere, dopo lo 0-1 con la Lazio. Il Corriere dello Sport titola «Berna non cambia o forse sì» e «Difesa fragile senza Lucumí», ulle difficoltà emerse nella prima giornata.

Ancora più severa La Gazzetta dello Sport: «Falsa partenza», accompagnato da «Bologna confuso, Bernardeschi e Orsolini i due nodi». Dopo il ko con la Roma, la squadra di Tedesco cerca quindi le prime risposte. E dovrà trovarle proprio lunedì sera a Bergamo contro l’Atalanta.


Ad maiora

Atalanta, 16 anni fa gli scontri alla Bèrghem Fest: dal no alla Tessera alle proteste sulle trasferte

Il 25 agosto 2010 è una delle date più controverse nella storia recente del tifo atalantino. Sedici anni fa circa 500 sostenitori nerazzurri raggiunsero la Bèrghem Fest di Alzano Lombardo per contestare Roberto Maroni, allora ministro dell’Interno e principale promotore della Tessera del tifoso.

La protesta non era soltanto bergamasca. Nell’estate 2010 numerose curve italiane si opposero alla Tessera, considerata da parte del movimento ultras uno strumento di controllo e una limitazione alla libertà di seguire la propria squadra.

Ad Alzano la contestazione degenerò. Ci furono scontri con le forze dell’ordine, lanci di petardi e fumogeni, automobili incendiate e feriti. Maroni interruppe il proprio intervento. Seguirono indagini, identificazioni e procedimenti giudiziari.

Sedici anni dopo molto è cambiato. La Tessera ha lasciato spazio alle fidelity card e molte curve che inizialmente le avevano rifiutate hanno modificato la propria posizione. A Bergamo, invece, la componente organizzata della Curva ha mantenuto la scelta di non sottoscrivere la card. Diventata praticamente obbligatoria per seguire la squadra per le partite di Campionato e Coppa Italia che si giocano lontano da Bergamo.

Il tema delle limitazioni resta attuale. Il 25 gennaio scorso, prima di Atalanta-Parma, la Nord aveva riempito la curva con le date delle gare interessate da provvedimenti negli ultimi anni e il messaggio «30 trasferte bloccate in 3 stagioni tra divieti e restrizioni». Anche per la terza giornata, all’Olimpico contro la Roma, ci sarà obbligo di tessera.

La protesta è proseguita anche in estate. Il 25 luglio, dopo i divieti di trasferta per le amichevoli contro Feyenoord e Schalke 04, davanti allo stadio è comparso un altro striscione: «Società Atalanta: tutto l’anno tra tessere, divieti e restrizioni. Anche d’estate queste rotture di coglioni».

Un filo che porta anche a Claudio Galimberti, il “Bocia”, storico leader della Nord, lontano dagli stadi dal 2009 e destinatario negli anni di una successione di Daspo arrivati complessivamente a trent’anni. Ai provvedimenti legati agli stadi si aggiunge anche il divieto di soggiorno nel comune di Bergamo: di fatto, una serie di restrizioni che da anni lo tengono lontano dalla curva e dalla città.

Il legame con la curva è riemerso domenica contro il Sassuolo. La Nord ha esposto lo striscione «La repressione ti tiene ancora distante / per il tuo popolo sei sempre la guida più importante / Claudio libero», accompagnato da cori e fumogeni. Sette sono finiti sul terreno di gioco, provocando un’interruzione di circa due minuti e una multa di 10 mila euro all’Atalanta.

Sedici anni dopo la Bèrghem Fest, il contesto e le forme della protesta sono cambiati. Trasferte, tessere e restrizioni restano però questioni aperte nel rapporto tra il tifo organizzato bergamasco, società e istituzioni.

Ad maiora

Atalanta, verso l’Hapoel: Sarri lavora sulla fase difensiva. Ahanor torna in campo

Dopo il giorno di riposo concesso all’indomani della vittoria sul Sassuolo, l’Atalanta è tornata al lavoro a Zingonia. Nel mirino c’è già il ritorno dei playoff di Conference League contro l’Hapoel Tel Aviv, in programma giovedì alle 20 a Miskolc.

Maurizio Sarri ha differenziato il lavoro tra chi è stato maggiormente impiegato domenica e il resto della squadra. Per i primi attivazione, mobilità e lavoro aerobico rigenerante; per gli altri attivazione tecnica e partitelle su campo ridotto. La seduta si è poi conclusa con un lavoro sulla fase difensiva che ha coinvolto l’intero gruppo. 

Sul fronte degli indisponibili arriva un piccolo passo avanti per Ahanor, che ha svolto lavoro personalizzato sul campo. Restano invece in cura Hien, Kamaldeen Sulemana e Kristensen: a ormai quarantotto ore dalla partita, il loro recupero per l’Ungheria appare dunque il tema da seguire nella rifinitura di domani. 

Domani mattina allenamento al Centro Bortolotti e la partenza per Miskolc. Alle 18.30 Sarri parlerà nella conferenza stampa della vigilia al DVTK Stadion. 

Ad maiora

Foto: Atalanta B.C.

Serie A, riparte la classifica delle multe: Atalanta subito seconda, davanti c’è il Bologna

Il primo Comunicato Ufficiale della stagione, pubblicato il 25 agosto dopo la giornata inaugurale del campionato, mette subito l’Atalanta nelle zone alte di questa poco ambita graduatoria. 

La multa più pesante è quella del Bologna: 12.000 euro. Il Giudice Sportivo segnala un fascio di luce laser indirizzato verso i calciatori della Lazio e il lancio, durante la partita, di tre fumogeni, una bottiglietta d’acqua e alcuni bicchieri nel recinto di gioco.

Subito dietro c’è l’Atalanta con 10.000 euro. Nel corso della partita vinta 2-1 contro il Sassuolo, al 20’ del secondo tempo, sette fumogeni sono stati lanciati sul terreno di gioco. L’arbitro ha dovuto interrompere la gara per circa due minuti per consentirne la rimozione. La sanzione è stata attenuata in applicazione dell’articolo 29 del Codice di Giustizia Sportiva. 

Seguono il Venezia con 4.000 euro, per un fumogeno lanciato sul terreno di gioco che ha provocato un’interruzione, e Como e Frosinone con 3.000 euro ciascuno. Il Como paga il ritardo di due minuti provocato ingiustificatamente all’inizio del primo tempo, mentre il Frosinone viene sanzionato per cori offensivi rivolti ripetutamente a un calciatore avversario. 

La classifica dopo la 1ª giornata

1. Bologna — 12.000 €
2. Atalanta — 10.000 €
3. Venezia — 4.000 €
4. Como — 3.000 €
4. Frosinone — 3.000 €

Ad maiora