Atalanta-Venezia, i numeri della vittoria: Krstović tra i bomber del 2026, Kessie torna al gol dopo quattro anni e il Venezia eguaglia un record negativo del 1950

Il 3-1 restituisce all’Atalanta i tre punti dopo tre sconfitte consecutive, ma non cancella tutti i problemi della squadra di Maurizio Sarri. Anzi, i numeri ufficiali della Lega Serie A raccontano una partita per certi versi sorprendente: il Venezia, ultimo in classifica e ancora senza punti, tiene maggiormente il pallone e costruisce occasioni di qualità superiore rispetto ai nerazzurri.

La differenza la fanno la partenza fulminante della Dea e la precisione nelle conclusioni.

Nonostante la sconfitta, il Venezia chiude con 2,52 gol attesi contro gli 1,90 dell’Atalanta. Un’indicazione della qualità delle occasioni costruite, che conferma quanto la difesa nerazzurra abbia sofferto soprattutto nella seconda parte della gara.

Il Venezia registra tre grandi occasioni secondo le statistiche della Lega, senza riuscire a sfruttarle. L’Atalanta, invece, trasforma in tre reti una produzione offensiva complessivamente inferiore per qualità delle opportunità.

Il possesso palla è nettamente favorevole agli ospiti: 63% contro 37%. Anche i passaggi mostrano una differenza marcata: 592 tentati dal Venezia, 343 dall’Atalanta, con una precisione rispettivamente del 91% e dell’83%.

Il predominio nel palleggio non si traduce però in una maggiore precisione offensiva.

L’Atalanta conclude 22 volte, centrando lo specchio in 11 occasioni: esattamente la metà dei tentativi. Il Venezia tira 19 volte, ma soltanto quattro conclusioni impegnano direttamente il portiere avversario.

È qui che si spiega una parte importante del risultato: i nerazzurri arrivano meno spesso a costruire occasioni di elevata qualità, ma sono molto più precisi quando calciano.

Anche i cross premiano l’Atalanta, con il 41% di riuscita contro il 28% del Venezia.

Il protagonista offensivo è Nikola Krstović, che partecipa direttamente a tutte e tre le reti nerazzurre. Prima serve l’assist a Kessié per il vantaggio al 4’, poi firma personalmente il raddoppio al 7’ e il terzo gol al 31’.

Una doppietta che porta l’attaccante montenegrino a quota undici reti in Serie A nell’anno solare 2026.

La prima rete è invece quella di Franck Kessié, che torna a segnare nel massimo campionato italiano dopo oltre quattro anni. Il suo precedente gol in Serie A risaliva al 22 maggio 2022, quando vestiva la maglia del Milan.

Per ritrovare una rete di Kessié con l’Atalanta bisogna tornare ancora più indietro, al dicembre 2016, contro l’Empoli.

La squadra di Sarri segna due volte nei primi sette minuti e trova il terzo gol poco dopo la mezz’ora. Il Venezia accorcia al 37’ con Hainaut, ma è soprattutto nella ripresa che emergono le difficoltà difensive nerazzurre.

I lagunari colpiscono due traverse, si vedono annullare un gol per fuorigioco e continuano a creare pericoli. Il grafico dell’andamento della partita conferma il cambiamento: dopo le fiammate atalantine del primo tempo, il Venezia trova sempre più spazio.

Eppure la differenza non è atletica. Le due squadre percorrono praticamente la stessa distanza: 117,84 chilometri l’Atalanta, 117,24 il Venezia.

L’Atalanta conquista una vittoria necessaria, ritrova i gol dei suoi attaccanti e interrompe una serie negativa che rischiava di pesare sulla classifica e sul morale.

Ma il successo contro un Venezia ancora fermo a zero punti dopo sei giornate non può nascondere quanto accaduto dopo il 3-0.

Il dato dei gol attesi, le tre grandi occasioni concesse e le difficoltà della ripresa indicano che Sarri ha ancora parecchio lavoro da fare. La buona notizia è il ritorno della concretezza offensiva. E ora testa al Pafos.

Ad maiora

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