Varese

#Crisi #furti e capretti macellati con le selci

La crisi e le sue conseguenze imperano sui quotidiani, nazionali e locali, di oggi.

I furti di cibo sulla Provincia di Como: “Va a ruba la verdura di stagione. Diciassette furti in quattro mesi. Azzerato il raccolto delle cipolle di Tropea, su 1100 ne sono rimasti solo 3. Il titolare dell’azienda: “Ora puntano su zucche e castagne”.

Da La Provincia di Varese cosa fare dopo: “Perdi il lavoro? Il Comune ti affida un orto da coltivare”. Sperando che nessuno venga a rubarti il raccolto.

Raccolto che deve sopravvivere alle manine anche al super. Sulle pagine milanesi di Repubblica: “Parmigiano, colla, creme. Un bottino da 20 milioni in tasca ai taccheggiatori. Boom di furti nei market, c’è chi espone solo le etichette”.

Per chi è senza casa, si avvicina ahinoi l’inverno. Da la Provincia Pavese: “Tenda a fuoco, gravissimo un senzatetto. L’incendio nel parcheggio di Nazario Sauro, il 45enne è rimasto avvolto dalle fiamme mentre preparava la cena”.

Tristezza infine letta su La Provincia di Como: “Massacrano i caprioli”. Rivolta degli animalisti. A Brunate lezioni di macellazione con le selci, come nel Paleolitico. Il sindaco: “Un equivoco, solo capretti pronti per il mercato”.

O siamo noi i capretti pronti per il mercato?

Ad maiora

Conferenza stampa di Frank Vitucci (Pallacanestro Varese)

Al PalaWhirpool.
Raduno della squadra.
Parla il nuovo allenatore:
“Obiettivo: playoff”
Ad maiora

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Grazie Milano Pisapia

Dopo le Amministrative i referendum: si vince grazie a Facebook e alle donne

Ci hanno provato durante la campagna per le amministrative, usando – in maniera scorretta – lo strumento televisivo (il supposto gol – trasformatosi in autogol – di Letizia Moratti nel faccia a faccia con Pisapia, a Sky – che pur in differita non ha riaperto i termini del confronto – rimarrà negli annali della tv) (a proposito: e la querela dell’ora sindaco contro l’ex sindaco?).

Ci hanno provato con i referendum, prima non approvando i regolamenti in commissione parlamentare, poi con vari errori di date.

Ma questa sorta di rivoluzione colorata che dall’Africa è sbarcata anche sulle nostre coste, alla fine prescinde dal mezzo televisivo.

Joshua Meyrowitz scrive che “i media elettronici modificano la geografia situazionale della vita sociale”. E così appare anche nel nostro Paese dove il tam tam sui social network (che non a caso vedono, nelle ore di permanenza davanti al monitor, un primato europeo della Penisola) supera, anzi surclassa la propaganda televisiva.

È anche per questo (parlo di Milano, luogo che conosco meglio) che il voto giovanile si è spostato massicciamente dal centro destra al centro sinistra. Su chi non ha i tg come principale canale di informazione, ha impattato più la trappola Sucate rispetto a tutti i comizi televisivi berlusconiani (che al contrario hanno spinto a votare quelli che non ne possono più).

Sempre a Milano il fatto che tra i consiglieri più votati ci sia il Pd Pierfrancesco Maran, 31enne, attivissimo su internet (e ora assessore) è lì a testimoniare che il centrosinistra è stato più capace del centrodestra a intercettare queste novità.

Se Berlusconi, anziché tv e decoder, facesse affari anche con internet, forse avremmo la banda larga e lui vincerebbe le elezioni.

Sul referendum, comunque spira ancora il vento arancione.

Il video di Guzzanti su Sky:

http://youtu.be/cbIexFGUvq8

Mi ha ricordato che durante la rivolta ucraina c’era chi col linguaggio dei segni indicava che si stavano raccontando un sacco di balle:

http://www.criticasociale.net/index.php?&&function=editoriale_page&id=0000194

Ultimo fatto, ma – davvero – assolutamente non secondario in questa inversione (non solo elettorale) di tendenza: le donne. Sono anni che manifestano il loro disagio verso il machismo berlusconiano (che ha persino cercato anche di coniugarsi con un’improbabile difesa della famiglia). Qualche mese fa le proteste dopo la vicenda bunga-bunga segnarono un punto di non ritorno. Non per niente, ora, nelle nuove giunte di centro sinistra la metà degli assessori sono donna. Non per obbligo, ma per logica.La giunta Formigoni ne ha una sola. E ora leggo che la costituenda giunta Fontana a Varese ne sta cercando disperatamente una:

http://www.varesereport.it/2011/06/14/ecco-il-fontana-bis-con-un-punto-interrogativo-rosa/

Le donne e i giovani votano. Non si possono blandire soltanto qualche giorno prima dell’apertura dei seggi.

Nel segreto dell’urna, poi, se lo ricordano.

Ad maiora.

Oggi l’addio a Salvatore Furia

Centinaia di persone stanno rendendo in queste ore omaggio a Salvatore Furia, il meteorologo del Gazzettino padano della Rai, scomparso ieri l’altro. La camera ardente è stata allestita nel Comune di Varese al Salone Estense. Aperta alle 10 verrà chiusa intorno alle 14.45. A quell’ora partirà il corteo funebre (preceduto dal gonfalone di Varese) diretto alla Basilica di San Vittore, dove verranno celebrate le esequie.

Furia, 85 anni, autodidatta, appassionato di cirri, stelle e prealpi, era vedovo. Lascia due figli. E centinaia di migliaia di ascoltatori senza più le sue speciali previsioni del tempo.

Addio professor Furia. Pensieri positivi, malgrado tutto

Quando in questi tristi mesi per l’informazione, osservavo le imbarazzanti previsioni del tempo all’interno del Tg1 fatte da un giornalista, pensavo alla fortuna del Gazzettino padano (storico e seguitissimo giornale radio locale della Rai lombarda) di avere Salvatore Furia a raccontarci “che tempo farà”. Da domattina purtroppo non sarà più così. Lui, catanese appassionato di stelle e Alpi, ha aspettato l’ultima pioggia di astri a San Lorenzo, per andarsene, in punta di piedi.

Registrava ogni mattina le previsioni del tempo dal Centro geofisico prealpino che aveva creato dal nulla anni fa a Campo dei fiori, sopra Varese. Alle 6.45 puntualmente chiamava i tecnici del Gazzettino e raccontava quel che le nuvole gli avevano indicato, ma non solo. Metteva in guardia chi va in montagna per fare sport (“no volo libero”, o “no fuori pista” erano due delle sue raccomandazioni) e si rivolgeva a quella parte contadina della pianura, silenziosa ma ancora presente, invitando ad affrettare la fienagione prima di piogge o rugiada.

Anche per questo, quando qualche anno fa stette male e fu costretto per mesi ad assentarsi dalla trasmissioni radio, chi preparava le edizioni del Gazzettino veniva subissato di richieste sulle sue condizioni di salute. Si era ripreso anche se la sua voce affaticata, ricordava a tutti che, per quanto giovanile, aveva ormai 85 primavere.

Ciò che rendeva uniche le previsioni di Furia era la sua umanità. Quel suo “pensieri positivi” con cui invitava centinaia di migliaia di ascoltatori lombardi ad affrontare la giornata con un sorriso “malgrado il tempo” o “malgrado tutto”.

Arrivederci professor Furia. Quaggiù cercheremo di continuare ad avere pensieri positivi.